Garlasco, nuova pista sui filmati cancellati al pc riapre il giallo sulla porta mai aperta
Indice dei Contenuti:
Delitto di Garlasco, nuovi dubbi su porta d’ingresso e computer di Chiara
Chi ha davvero aperto la porta all’assassino di Chiara Poggi?
Cosa rivelano oggi il computer della vittima e la chiavetta USB scomparsa?
Dove si concentrano le nuove ipotesi investigative? Nella villetta di via Pascoli a Garlasco, teatro dell’omicidio del 13 agosto 2007.
Quando prende corpo questa revisione? Negli ultimi mesi, attraverso consulenze tecniche e riesame degli atti.
Perché è rilevante? Perché una diversa dinamica di ingresso e un possibile accesso ai video intimi potrebbero ridefinire movente e responsabilità, riaprendo scenari considerati chiusi dopo la condanna definitiva di Alberto Stasi.
In sintesi:
- Nuove analisi mettono in dubbio che Chiara Poggi abbia aperto la porta al killer.
- Nel pc emergono tre video intimi nascosti in una cartella “albert.zip”.
- Una chiavetta USB con copia dei filmati risulta vuota dopo l’omicidio.
- La difesa di Stasi ipotizza ingresso dell’aggressore dal retro, sfruttando l’allarme.
Nuovi elementi su computer, allarme e ingresso dell’aggressore
Le ultime ricostruzioni tecniche riportano al centro il computer di Chiara Poggi. Nel pc furono rinvenuti tre video intimi, girati con Alberto Stasi il 17 settembre 2006, archiviati in una cartella denominata “albert.zip” e resa non visibile pochi mesi prima dell’omicidio.
Una copia dei filmati sarebbe stata salvata anche su una chiavetta USB, che risulta però vuota dopo il delitto, con tempi e modalità di cancellazione mai definitivamente chiariti.
I periti di parte civile sostengono che la cartella non risulti aperta da terzi; la difesa di Stasi, invece, ritiene tecnicamente possibile un accesso non tracciato. Se qualcuno, diverso dai protagonisti, avesse visualizzato quei contenuti, il movente potrebbe assumere una dimensione legata a ricatto, gelosia o esposizione indesiderata, dando un diverso peso alle relazioni di Chiara e all’ambiente circostante.
Parallelamente, la difesa propone una dinamica alternativa delle 9:12. L’allarme di casa sarebbe stato disattivato da Chiara non per accogliere un ospite, ma per consentire ai gatti di uscire in giardino, gesto abituale e rapidissimo. Il pigiama indossato dalla ragazza, sottolineano i consulenti, apparirebbe poco coerente con l’idea di ricevere qualcuno.
Determinante, in questa lettura, è la testimonianza della vicina Franca Birmani, che riferisce di aver visto alle 9:10 una bicicletta nera appoggiata al muro di cinta della villetta, senza nessuno nei paraggi. Da qui l’ipotesi di un aggressore nascosto nei pressi del cancelletto, pronto a scavalcare il muretto ed entrare dal retro, sfruttando proprio il momento in cui l’allarme veniva escluso.
In questo scenario, Chiara Poggi non attende né accompagna nessuno alla porta. Potrebbe trovarsi in salottino, impegnata nella colazione o davanti alla televisione, quando un rumore anomalo la spinge verso il corridoio, fino allo scontro improvviso con l’assassino già dentro l’abitazione. L’accesso non sarebbe quindi frutto di fiducia ma di sorpresa, da parte di qualcuno che conosceva con precisione abitudini domestiche, orari e funzionamento dell’allarme.
Ipotesi future e nodi ancora irrisolti sul delitto di Garlasco
Queste nuove letture non modificano automaticamente la sentenza definitiva che condanna Alberto Stasi, ma alimentano interrogativi cruciali per l’opinione pubblica e per gli esperti di criminologia.
Se venisse dimostrato un accesso esterno ai file della cartella “albert.zip”, e un ingresso dell’aggressore non mediato da Chiara, l’intero quadro probatorio andrebbe storicamente riletto, soprattutto sul fronte del movente e delle conoscenze intime della vittima.
Nel prossimo futuro, eventuali nuove consulenze informatiche forensi e un riesame sistematico delle testimonianze, a partire da quella di Franca Birmani, potrebbero offrire elementi inediti utili a ricostruire con maggiore coerenza la sequenza dei minuti decisivi in via Pascoli, mantenendo vivo il dibattito su uno dei casi più controversi della cronaca italiana recente.
FAQ
Chi era Chiara Poggi e perché il suo caso è ancora discusso?
Chiara Poggi era una giovane di Garlasco, uccisa nel 2007. Il caso resta discusso per i molti dubbi su movente, dinamica d’ingresso e ruolo di terzi.
Cosa sono i video nascosti nella cartella “albert.zip”?
Sono tre video intimi girati da Chiara e Alberto Stasi nel 2006, nascosti in una cartella resa invisibile mesi prima dell’omicidio.
Perché la chiavetta USB vuota è considerata un elemento importante?
È importante perché avrebbe contenuto copia dei video intimi. Il suo svuotamento dopo il delitto suggerisce possibile manipolazione di prove o tentativo di cancellare tracce digitali.
Cosa sostiene la nuova ricostruzione sull’allarme e sulla porta di casa?
Sostiene che Chiara avrebbe disattivato l’allarme solo per far uscire i gatti, non per aprire all’aggressore, che sarebbe entrato dal retro.
Quali sono le fonti principali utilizzate per questa ricostruzione giornalistica?
Questo articolo deriva da una elaborazione congiunta di contenuti e lanci provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente verificati e rielaborati dalla nostra Redazione.

