Garlasco, la nuova perizia sul sangue riapre scenari mai considerati
La camminata impossibile sulla scena del delitto
Una nuova consulenza tecnica, voluta dalla famiglia di Chiara Poggi, rimette al centro del dibattito la cosiddetta “camminata” dell’assassino nella villetta di via Pascoli a Garlasco. Al centro dell’analisi c’è la sovrapposizione digitale tra l’ortofoto dell’“ampia pozza di sangue” davanti alla porta a soffietto che conduce al seminterrato e i movimenti attribuiti ad Alberto Stasi durante il processo del 2009. I periti nominati allora dal giudice Stefano Vitelli, i professori Nello Balossino e Giuliano Geminiani, avevano ricostruito l’accesso alla cantina con modalità miste, virtuali e “in persona”.
Secondo le anticipazioni trapelate, il nuovo elaborato evidenzierebbe come sarebbe stato praticamente impossibile, per chiunque, percorrere quel tratto senza intercettare la seconda grande “blood pool” mappata all’interno dell’abitazione. La pozza è collocata sul gradino zero della scala che porta nel seminterrato, dietro la porta a soffietto, nel punto in cui venne rinvenuto il corpo della 26enne. Il nodo è se sia fisicamente credibile la narrazione di un accesso “in zig zag” capace di evitare ogni contatto con il sangue, nonostante la sua estensione e distribuzione sulle superfici calpestabili.
Nella nuova analisi, la camminata del perito Geminiani viene ricalcata digitalmente passo per passo, con una precisione geometrica superiore rispetto alle tecnologie disponibili all’epoca, per verificare se lo scenario di mancato calpestamento sia ancora scientificamente sostenibile.
Le perizie sulla “void area” e le probabilità quasi nulle
Nel video agli atti del processo, il professor Geminiani simulava l’“accesso alla cantina” sfruttando un’unica “void area”, una zona apparentemente priva di sangue sul lato destro del gradino, dove ipotizzava che almeno un piede potesse poggiare senza intercettare tracce ematiche. Questa ricostruzione è stata contestata sin da subito dagli avvocati di parte civile, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, che rimproveravano alla perizia di non essere stata condotta all’interno della villetta ma su riproduzioni e di non aver replicato fedelmente i movimenti sugli “uno o due” gradini che Stasi dichiarò di aver effettivamente sceso.
Già nel 2008, il consulente dell’allora pm di Vigevano, il professor Piero Boccardo, aveva stimato in circa lo 0,6% la probabilità di poggiare i piedi in prossimità della porta del vano interrato senza calpestare il sangue, e per di più in posizioni poco compatibili con la naturale apertura della porta. Un dato tradotto dagli inquirenti in giudizio di “assoluta improbabilità”. Nel 2014 una successiva superperizia, affidata dalla Corte d’appello bis ai professori di Geomatica Gabriele Bitelli, Luca Vittuari e al dottor Roberto Testi, ha ulteriormente ristretto il margine: possibilità di non calpestare il sangue pari allo 0,00038% fermandosi al primo scalino e allo 0,00002% arrestando il passo al secondo.
Le nuove simulazioni digitali della famiglia Poggi sembrerebbero confermare questa linea: ripercorrendo esattamente i passi mostrati nel video, soprattutto nel movimento a ritroso dopo l’apertura della porta a soffietto, l’assenza di contatto con la macchia risulterebbe, nei fatti, incompatibile con le leggi della probabilità e con la dinamica spaziale documentata.
Nuove indagini, ruolo dei consulenti e scenari processuali
Gli avvocati Tizzoni e Compagna hanno incaricato un pool di consulenti informatici specializzati in ricostruzioni forensi 3D di elaborare un modello ad altissima definizione della scena, integrando le ortofoto delle “blood pool” con i dati planimetrici e le misure certificate dal Ris dell’Arma. L’obiettivo è mostrare, con un approccio visuale e matematico, come ogni traiettoria umanamente plausibile all’interno del disimpegno porti quasi inevitabilmente a calpestare il sangue, specie nella fase di arretramento dopo aver spalancato la porta del vano scala.
L’elaborato, ancora in corso, potrebbe diventare una leva processuale decisiva. I legali dovranno scegliere se depositarlo alla Procura di Pavia al termine delle indagini preliminari su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi finito sotto inchiesta negli ultimi anni, oppure riservarlo a un eventuale procedimento di revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi. In tv, lo stesso Sempio ha denunciato di sentirsi un “colpevole desiderato”, annunciando di aspettarsi un rinvio a giudizio e contestando quella che definisce una narrazione del “mostro” costruita a tavolino.
Nel frattempo, emergono altri elementi di contorno che alimentano il giallo: dal dossier sulla cartella protetta da password nel pc di Chiara alle otto impronte rinvenute nella spazzatura di casa Poggi, fino alle recenti polemiche per la querela presentata da Stasi contro la criminologa Anna Vagli. In questo intreccio di prove fisiche, consulenze e strategie difensive, la “camminata impossibile” resta il cardine logico da cui ripartono, ancora una volta, domande mai sopite sulla dinamica e sulle responsabilità del delitto.
FAQ
D: Che cosa si intende per “camminata impossibile”?
R: È la ricostruzione della traiettoria di chi entrò nel seminterrato senza, secondo alcune versioni, calpestare il sangue, ipotesi ritenuta oggi quasi irrealizzabile.
D: Che cos’è una “blood pool” nella scena del crimine?
R: È una grande pozza di sangue che indica una sosta o una permanenza del corpo in quel punto, fornendo indizi cruciali su dinamica e tempi dell’aggressione.
D: Perché la “void area” sul gradino è così discussa?
R: Perché rappresenta l’unica zona ipotizzata come priva di sangue; se non esistesse davvero, l’assenza di tracce sulle suole diventerebbe ancor meno spiegabile.
D: Che ruolo hanno avuto i periti Geminiani, Balossino e Vitelli?
R: Hanno firmato la ricostruzione originaria dell’accesso alla cantina, base delle valutazioni del primo grado di giudizio.
D: Cosa cambia con le nuove simulazioni digitali?
R: Aumenta la precisione geometrica e probabilistica, riducendo i margini d’errore e rendendo più verificabile ogni singolo passo ipotizzato.
D: Che cos’ha stabilito la superperizia del 2014?
R: Ha calcolato probabilità di non calpestare il sangue nell’ordine di millesimi e centomillesimi di punto percentuale, cioè praticamente nulle.
D: Perché il nome di Andrea Sempio è entrato nell’indagine?
R: Perché nuove verifiche e tracciati investigativi hanno portato a riesaminare rapporti, alibi e tracce, inserendolo tra i possibili soggetti d’interesse.
D: Qual è la principale fonte giornalistica citata sul caso?
R: Le ricostruzioni, i dati tecnici e gli aggiornamenti richiamano in larga parte il materiale d’agenzia diffuso da LaPresse e rilanciato da diverse testate nazionali.




