Garlasco, la lettera inedita della professoressa riapre il caso Stasi tra dubbi, paure e contraddizioni
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Lettera dell’ex professoressa riaccende il dibattito sul caso Garlasco
Una ex professoressa di liceo di Alberto Stasi, oggi detenuto per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, ha inviato una lettera alla trasmissione Rai2 “Ore 14 Sera” di Milo Infante.
Nel testo, letto in tv ieri sera, l’insegnante contesta l’immagine pubblica di Stasi come giovane freddo e privo di emozioni, soffermandosi in particolare sul tono della telefonata al 118 del giorno del delitto.
Sottolineando il proprio ruolo di docente al liceo scientifico Angelo Omodeo di Mortara e di madre, la professoressa ribadisce la convinzione dell’innocenza di Stasi e richiama l’attenzione sul dolore parallelo delle famiglie Poggi e Stasi, riaprendo il confronto mediatico su uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni.
In sintesi:
- Ex professoressa di Alberto Stasi scrive a “Ore 14 Sera” su Rai2.
- Contesta l’idea di Stasi come ragazzo freddo e senza emozioni.
- Riletta in tv la lettera sulla telefonata al 118 nel giorno del delitto.
- L’insegnante dichiara di credere tuttora nell’innocenza di Stasi.
Il ritratto scolastico di Stasi e il nodo della telefonata al 118
L’ex docente, che chiede l’anonimato, racconta di aver avuto Alberto Stasi come allievo fino alla quinta liceo scientifico all’istituto Angelo Omodeo di Mortara.
Lo descrive come *“sempre molto educato e mai con una parola fuori posto, il classico ragazzo di buona famiglia”* e come studente *“preciso e puntuale”*, mai rimproverato per carenze scolastiche.
Nella lettera, però, l’insegnante insiste soprattutto su un elemento ritenuto decisivo per il dibattito pubblico: la presunta “freddezza” della telefonata di Stasi al 118 la mattina dell’omicidio di Chiara Poggi.
*“Vorrei dire a chi lo giudica per la sua telefonata al 118 (…) che quella è proprio la sua voce”*, scrive la professoressa, sostenendo che l’apparente controllo emotivo fosse in realtà tipico del carattere di Stasi.
Ricorda come, durante le interrogazioni, *“si agitava e gli tremava la voce”* e come i compiti in classe venissero consegnati *“umidi di sudore dall’agitazione”*.
L’insegnante contesta dunque l’etichetta mediatica di *“biondino dagli occhi di ghiaccio”*, ritenendola lontana dal ragazzo conosciuto tra i banchi di scuola.
Dolore delle famiglie e nuovi riflessi mediatici sul caso Garlasco
Nella parte finale della lettera, la docente si rivolge esplicitamente alle due famiglie coinvolte.
*“Da mamma posso solo immaginare quale sia il dolore dei genitori di Chiara”*, scrive, riconoscendo il lutto irreparabile della famiglia Poggi.
Parallelamente, afferma di immaginare le sofferenze di Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi, di fronte a una condanna che lei continua a ritenere ingiusta.
L’insegnante dichiara: *“Sono convinta da sempre che Alberto sia innocente. E credo che tutti coloro che lo conoscono almeno un po’ la pensino come me”*.
Queste parole, rilanciate in prima serata su Rai2 da Milo Infante, riaccendono l’attenzione mediatica sul caso Garlasco, già più volte al centro di speciali televisivi, ricostruzioni processuali e richieste di revisione.
La testimonianza scolastica non ha valore probatorio, ma contribuisce a ridefinire, agli occhi dell’opinione pubblica, il profilo umano di Stasi e ad alimentare il dibattito su giustizia, processi mediatici e percezione della colpevolezza.
FAQ
Chi è Alberto Stasi e perché è in carcere?
Alberto Stasi è l’ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva per il suo omicidio avvenuto a Garlasco nel 2007.
Cosa sostiene l’ex professoressa di Alberto Stasi?
L’ex professoressa descrive Stasi come sensibile e ansioso, non freddo, e afferma di credere fermamente nella sua innocenza.
Perché è importante la telefonata di Stasi al 118?
La telefonata al 118 è stata letta come fredda e distaccata; la professoressa la interpreta invece come coerente con la voce e il carattere di Stasi.
La testimonianza della professoressa può riaprire il processo?
No, la testimonianza mediatica non basta. Un’eventuale riapertura richiederebbe nuove prove rilevanti e procedura di revisione davanti alla magistratura competente.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sul caso Garlasco?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

