Alberto Stasi, la ricostruzione decisiva del tempo che portò all’assoluzione nel delitto di Garlasco
Nuove ombre sull’orario della morte nel delitto di Garlasco
A diciannove anni dal delitto di Garlasco, l’orario della morte di Chiara Poggi torna tema centrale nelle aule giudiziarie. A Garlasco, in provincia di Pavia, il 13 agosto 2007 la giovane fu uccisa nella villetta di famiglia.
La condanna definitiva di Alberto Stasi si fonda su un delitto collocato tra le 9:12 e le 9:36, ma nuove indiscrezioni su una relazione secretata della professoressa Cristina Cattaneo lasciano emergere un possibile spostamento in avanti della fascia oraria.
Questa ipotesi riapre il dibattito su chi, quando e come abbia potuto trovarsi sulla scena del crimine, interrogando le basi scientifiche e logiche della ricostruzione accolta nei vari gradi di giudizio e sollevando interrogativi sulla tenuta complessiva della condanna.
In sintesi:
- La sentenza definitiva colloca l’omicidio tra le 9:12 e le 9:36 del 13 agosto 2007.
- Le prime perizie medico-legali indicavano una morte verso la tarda mattinata, fino alle 12:30.
- Una relazione secretata di Cristina Cattaneo suggerirebbe uno slittamento ulteriore dell’orario del decesso.
- L’eventuale nuovo orario potrebbe incidere sulla ricostruzione accusatoria contro Alberto Stasi.
Il ruolo decisivo dell’orario di morte nella valutazione dei giudici
Nel primo processo, il giudice Stefano Vitelli aveva assolto Alberto Stasi, fondando la decisione su un’analisi incrociata tra dati scientifici e logici. Le perizie medico-legali, basate su temperatura rettale e calcoli di Henssge e Moritz, oscillavano orientativamente tra le 10:00 e le 12:30.
Vitelli ritenne però che gli elementi fattuali imponessero una diversa lettura: dopo le 9:12, orario della disattivazione dell’allarme nella villetta dei Poggi, Chiara non rispose più al telefono, non aprì le persiane, non diede alcun segno di vita. Da qui la decisione di anticipare il decesso in una finestra ravvicinata allo spegnimento dell’antifurto.
Su questa base, il giudice costruì il pilastro logico dell’assoluzione: la ristrettezza dei tempi a disposizione dell’imputato.
Incrociando i log del computer di Stasi con l’orario del presunto delitto, Vitelli individuò un intervallo utile di soli 23 minuti tra la disattivazione dell’allarme in casa Poggi e l’accensione del PC nell’abitazione di Stasi.
Secondo il giudice, quei 23 minuti erano logicamente insufficienti per: raggiungere in bicicletta la villetta distante circa due chilometri, compiere un’aggressione che, per i periti, richiedeva diversi minuti, ripercorrere il tragitto a ritroso, parcheggiare il mezzo e rientrare in casa per sedersi al computer.
Il solo tragitto in bici, comprese le manovre di rientro, venne stimato in circa dieci minuti. Detraendo questo tempo e quello necessario per l’azione omicida, il margine residuo appariva “quasi inesistente”. Da qui la conclusione di Vitelli: la sequenza di azioni risultava di problematico adattamento alla realtà, con conseguente assoluzione per impossibilità di collocare l’imputato sulla scena del crimine in quel lasso temporale.
Possibili ricadute delle nuove analisi sull’impianto accusatorio
Se le indiscrezioni sulla relazione secretata di Cristina Cattaneo fossero confermate, un ulteriore slittamento in avanti dell’orario della morte di Chiara Poggi inciderebbe direttamente sul perno logico della condanna definitiva di Alberto Stasi.
Un diverso timing rimetterebbe infatti in discussione la compatibilità tra i movimenti dell’imputato, i dati informatici e gli indici medico-legali, aprendo spazi interpretativi sia sul fronte accusatorio sia su quello difensivo. Una revisione dell’arco temporale potrebbe imporre una rilettura dell’intera catena indiziaria, dall’alibi informatico ai riscontri sulla scena del crimine, con potenziali sviluppi processuali ancora tutti da definire.
FAQ
Qual è l’orario della morte indicato nella condanna definitiva?
Secondo la condanna definitiva, l’omicidio di Chiara Poggi sarebbe avvenuto tra le 9:12 e le 9:36 del 13 agosto 2007.
Cosa sostenevano le prime perizie medico-legali sul decesso di Chiara Poggi?
Le prime perizie, basate su temperatura corporea e formule di Henssge e Moritz, collocavano la morte tra le 10:00 e le 12:30 circa.
Perché il giudice Vitelli ritenne impossibile l’omicidio in 23 minuti?
Vitelli stimò circa dieci minuti solo per il tragitto in bicicletta, ritenendo incompatibili in 23 minuti spostamenti, aggressione e rientro al computer.
Che ruolo ha la relazione di Cristina Cattaneo nel caso Garlasco?
La relazione di Cristina Cattaneo, in parte secretata, potrebbe indicare un orario di morte più tardivo, incidendo sulle valutazioni su presenza e movimenti di Alberto Stasi.
Quali sono le fonti alla base di questa ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione giornalistica basata congiuntamente su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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