Garattini svela i veri nemici della longevità: stop a carne rossa, vino, burro e altri insospettabili

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I tre no per la longevità
Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri, indica tre esclusioni nette per chi mira alla longevità: niente vino, niente carne rossa, niente burro. La posizione nasce da evidenze consolidate: l’alcol è classificato dall’Oms come cancerogeno, perciò non offre benefici sanitari tali da giustificarne il consumo. La carne rossa è associata a rischio aumentato di tumore del colon e alla produzione di composti nocivi per il sistema cardiovascolare. Il burro, ricco di grassi saturi, è sostituibile con olio d’oliva, più coerente con un profilo lipidico favorevole.
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Nel confronto con la discussa piramide alimentare statunitense che rivaluta carne rossa, burro e latte intero, l’approccio di Garattini resta prudenziale e orientato alla prevenzione. La raccomandazione è rigorosa ma non estremista: se la carne rossa non può essere eliminata, limitarla a 100-150 grammi a settimana e preferire proteine animali come il pesce. Scelte alimentari con forte impatto clinico, calibrate su rischi noti e su alternative più sicure.
La direttrice del Reparto Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Iss, Laura Rossi, conferma criticità comuni per alcol, carne rossa e burro. La cornice resta quella della prevenzione primaria: ridurre ciò che non serve ai fabbisogni nutrizionali quotidiani e non apporta vantaggi misurabili alla salute. Un’impostazione che privilegia la sobrietà e l’evidenza scientifica rispetto a consuetudini e mode alimentari.
Cibi voluttuari e limiti consapevoli
Laura Rossi dell’Iss invita a leggere alcol, carne rossa, burro e snack zuccherati-salati come “cibi voluttuari”: non coprono bisogni nutrizionali e non offrono benefici sanitari. La regola è chiara: consumarli il meno possibile, solo in occasioni speciali e in porzioni contenute. L’alcol resta pratica sociale e tradizionale, non un presidio di salute; lo stesso vale per bevande zuccherate e prodotti ultra-processati ricchi di sale, zuccheri e grassi.
Il divieto assoluto non è la strategia preferibile per abitudini radicate: l’obiettivo è ridurre frequenza e quantità, mantenendo la consapevolezza del rischio. Nel caso della carne rossa, il limite operativo suggerito da Silvio Garattini è 100-150 grammi a settimana, spostando l’apporto proteico verso alternative più favorevoli come il pesce. Per i grassi da condimento, sostituire il burro con olio d’oliva resta una scelta coerente con la prevenzione cardiovascolare.
Le linee di indirizzo convergono: minimizzare ciò che è superfluo ai fabbisogni, senza cedere alla retorica del “tutto è concesso con misura” quando l’evidenza indica rischi concreti. La convivialità non giustifica un consumo sistematico; il criterio guida è la tutela della salute, con moderazione reale e verificabile nel piatto quotidiano.
Frugalità, varietà e stile di vita attivo
La parola d’ordine è sobrietà calorica: porzioni contenute rispetto al fabbisogno, senza inseguire il “pieno” a ogni pasto. Saltare il pranzo non compromette l’equilibrio se si compensa con una cena misurata; l’unico appuntamento da non saltare è la colazione, utile a stabilizzare energia e scelte del resto della giornata. Il ritmo dei pasti può variare tra tre e cinque momenti, purché la qualità resti centrale.
La base è la dieta mediterranea: frutta e verdura in prevalenza, cereali meglio integrali come pane e pasta, poi legumi, pesce, uova e latticini magri, con olio d’oliva come grasso principale. L’indicazione è alzarsi da tavola con un lieve margine di appetito, evitando il surplus energetico che facilita l’aumento di peso e peggiora i marker cardiometabolici. Varietà significa rotazione sistematica delle fonti alimentari per ampliare il profilo di micronutrienti e fibre.
Alla tavola si affiancano sonno regolare e attività fisica costante: camminate quotidiane, esercizi di forza adattati all’età, riduzione della sedentarietà. Questo trittico – frugalità, qualità e movimento – è la cornice operativa che sostiene longevità in salute, in linea con le raccomandazioni di Silvio Garattini e con le evidenze citate da Laura Rossi dell’Iss. L’obiettivo non è la perfezione, ma la coerenza: piccoli aggiustamenti ripetuti nel tempo.
FAQ
- Qual è il numero ideale di pasti al giorno?
Da tre a cinque, purché la qualità alimentare resti prioritaria e le porzioni siano misurate. - Perché non saltare la colazione?
Aiuta a stabilizzare energia e favorisce scelte alimentari più controllate nelle ore successive. - Quali cibi compongono la base quotidiana?
Prevalenza di frutta, verdura, cereali integrali, con olio d’oliva come condimento principale. - Che significa alzarsi da tavola non sazi?
Interrompere il pasto leggermente prima della piena sazietà per evitare eccessi calorici. - Quale attività fisica è consigliata?
Camminate giornaliere, esercizi di forza adeguati all’età e meno sedentarietà. - Come applicare la varietà?
Ruotare le fonti di cereali, proteine e verdure per coprire micronutrienti e fibre. - Qual è la fonte delle raccomandazioni citate?
Dichiarazioni di Silvio Garattini e indicazioni dell’Iss, riportate dalla stampa nazionale.




