FTC appella sentenza per contrastare il monopolio di Meta: si riapre il caso sulla concorrenza nel tech

Indice dei Contenuti:
Monopolio Meta: FTC presenta appello contro sentenza
Nuova sfida legale negli USA
La Federal Trade Commission ha depositato appello contro la sentenza che aveva respinto le accuse di monopolio rivolte a Meta. L’agenzia sostiene che, in secondo grado, i giudici riconosceranno come l’azienda di Menlo Park abbia consolidato il proprio potere dominante nei social network personali tramite acquisizioni strategiche.
Al centro del contenzioso ci sono gli acquisti di Instagram e WhatsApp, approvati anni fa dalla stessa autorità antitrust, ma oggi considerati parte di una condotta anticoncorrenziale. Secondo gli avvocati federali, queste mosse avrebbero neutralizzato le minacce più pericolose al core business di Facebook.
La linea dell’ente regolatore è chiara: quando una big tech usa acquisizioni difensive per bloccare rivali emergenti, non si tratta più di normale concorrenza, ma di rafforzamento di un monopolio proibito dalla normativa statunitense.
Mercato rilevante e concorrenza reale
Uno dei punti più contestati della causa riguarda la definizione di “mercato rilevante” adottata dalla FTC. In primo grado, il giudice James Boasberg ha ritenuto insufficiente l’analisi che circoscriveva la competizione ai soli Snapchat e MeWe. L’esclusione di piattaforme come TikTok, Telegram, LinkedIn, X e YouTube è stata giudicata un errore metodologico decisivo.
Per il tribunale, il panorama dei social è molto più ampio e fluido, con formati e modelli di business che si sovrappongono e attirano gli stessi utenti e inserzionisti. Da qui la conclusione: impossibile dimostrare un monopolio se i principali protagonisti digitali vengono tenuti fuori dall’analisi economica.
L’appello mira a ribaltare questa impostazione, sostenendo che i social network personali generalisti costituiscono un mercato distinto, in cui Meta avrebbe mantenuto per oltre un decennio una quota e un potere di controllo incompatibili con una concorrenza effettiva.
Politica, affari e reazioni
La battaglia giudiziaria si intreccia con la politica di Washington e i rapporti tra Mark Zuckerberg e Donald Trump. Dopo anni di tensioni, c’è stato un riavvicinamento: la società ha versato circa un milione di dollari al comitato per gli eventi d’insediamento alla Casa Bianca, riconosciuto 25 milioni di dollari all’ex presidente come risarcimento per la chiusura degli account su Facebook e Instagram, e annunciato investimenti da 600 miliardi di dollari in infrastrutture di intelligenza artificiale negli Stati Uniti.
Molti analisti avevano interpretato questi segnali come il preludio a un disimpegno della FTC. L’appello dimostra il contrario: l’authority ribadisce che l’economia americana prospera solo se le aziende competono a viso aperto, non se acquistano sistematicamente le minacce emergenti.
Un portavoce del gruppo replica che la decisione di primo grado “riconosce la forte concorrenza” affrontata dall’azienda e promette di mantenere il focus su innovazione e investimenti sul territorio nazionale.
FAQ
D: Perché la FTC ha presentato appello contro Meta?
R: Ritiene di avere prove sufficienti per dimostrare un monopolio nei social network personali costruito tramite acquisizioni anticoncorrenziali.
D: Quali acquisizioni sono al centro della causa?
R: Gli acquisti di Instagram e WhatsApp, ritenuti strumenti per neutralizzare concorrenti emergenti.
D: Cosa aveva stabilito il giudice di primo grado?
R: Il giudice James Boasberg ha concluso che Meta non detiene un monopolio nel mercato definito dalla FTC.
D: Perché la definizione di mercato rilevante è così importante?
R: Perché solo delimitando correttamente il mercato si può valutare se un’impresa esercita potere monopolistico.
D: Quali piattaforme concorrenti sono state escluse dall’analisi iniziale?
R: TikTok, Telegram, LinkedIn, X e YouTube, oltre ad altri servizi social e video.
D: Come ha risposto Meta all’appello della FTC?
R: Ha difeso la decisione di primo grado e sottolineato l’intensa competizione nel settore digitale.
D: Che ruolo hanno i rapporti con Donald Trump in questa vicenda?
R: Sono sullo sfondo: donazioni, risarcimenti e maxi-investimenti hanno alimentato letture politiche del contenzioso.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria citata?
R: La ricostruzione si basa su reportage di testate specializzate USA, in particolare un’analisi pubblicata da The Verge sul contenzioso antitrust tra FTC e Meta.




