Foto di Totò:risarcimento record degli eredi da una pizzeria che ha usato illegalmente una sua immagine

Totò, foto in pizzeria senza permesso: perché è scattata la condanna
Una pizzeria di Milano è stata condannata dal Tribunale di Milano a versare circa 8 mila euro ai nipoti di Totò, per aver usato senza autorizzazione una sua gigantografia nel locale e nelle promozioni online.
Il caso, ricostruito dal Corriere della Sera, riguarda l’esposizione dell’immagine tra il 2016 e il gennaio 2025, senza alcun accordo con gli eredi.
I giudici della sezione imprese hanno ritenuto che l’immagine del “principe della risata” fosse sfruttata con finalità commerciali e pubblicitarie, violando il diritto all’immagine tutelato dalla legge italiana.
In sintesi:
- Il Tribunale di Milano condanna una pizzeria per uso commerciale dell’immagine di Totò
- Gigantografia nel locale e promozioni su social e piattaforme online senza autorizzazione
- Risarcimento di circa 8 mila euro ai nipoti, eredi dei diritti sull’immagine
- La sentenza ribadisce che il ritratto non può avere finalità commerciali senza consenso
L’esposizione della fotografia di Totò nel locale milanese è durata quasi nove anni, diventando parte integrante dell’arredo e dell’identità visiva della pizzeria.
La stessa immagine è stata poi utilizzata nelle comunicazioni digitali, dai social alle piattaforme di recensioni, rafforzando l’associazione fra il volto dell’attore e l’attività commerciale.
Solo dopo una diffida formale degli eredi, a gennaio 2025, la gigantografia è stata rimossa, ma ciò non ha impedito la successiva azione giudiziaria, sfociata nella condanna al risarcimento.
Diritto all’immagine, cosa stabilisce il Tribunale di Milano sul caso Totò
La sentenza del Tribunale di Milano ribadisce un principio consolidato: il ritratto di una persona non può essere usato a fini promozionali senza consenso esplicito degli aventi diritto.
Nel caso di Antonio De Curtis, in arte Totò, i diritti di sfruttamento dell’immagine sono oggi in capo ai nipoti, divenuti unici eredi dopo la morte di Liliana De Curtis nel 2022.
La figlia dell’attore aveva in passato sottoscritto accordi esclusivi con società specializzate per gestire le licenze commerciali del brand Totò, segno di un controllo rigoroso sul valore economico e culturale della sua immagine.
I giudici milanesi hanno qualificato l’uso della gigantografia come sfruttamento con finalità promozionali e pubblicitarie, non come semplice omaggio decorativo.
La presenza del volto di Totò all’interno del locale e nelle campagne digitali è stata considerata idonea ad attrarre clientela e a caratterizzare il posizionamento del brand della pizzeria.
Ciò ha giustificato la liquidazione del danno patrimoniale in circa 8 mila euro, calcolati anche in relazione alla durata pluriennale dell’illecito utilizzo.
Le ricadute per locali e brand che usano immagini di personaggi famosi
La decisione del Tribunale di Milano si inserisce in un filone crescente di contenziosi sullo sfruttamento commerciale delle icone del cinema e dello spettacolo.
Per bar, ristoranti, pizzerie e brand che puntano su estetica “vintage” o su volti celebri, il caso Totò diventa un monito pratico: ogni utilizzo dell’immagine, dall’arredo interno alle campagne social, richiede una verifica dei diritti e, se necessario, una licenza formale.
Ignorare questi obblighi espone a richieste risarcitorie e a ordini di rimozione, con possibili riflessi reputazionali negativi in un contesto in cui tutela di immagine, proprietà intellettuale e brand identity sono sempre più interconnessi.
FAQ
È legale usare foto di Totò per arredare un locale?
Sì, ma solo previa autorizzazione degli eredi o dei soggetti titolari dei diritti sull’immagine, specie se l’uso ha finalità commerciali.
Cosa rischia un’attività che usa immagini di attori senza permesso?
Rischia cause civili, risarcimenti economici, ordine di rimozione immediata delle immagini e possibili costi aggiuntivi di adeguamento comunicativo.
Come ottenere il permesso per sfruttare l’immagine di un personaggio famoso?
Occorre contattare eredi, agenti o società di gestione diritti, negoziare una licenza scritta che definisca durata, ambiti e compensi.
Il diritto all’immagine vale anche per l’uso sui social network?
Sì, il diritto all’immagine si estende pienamente a profili social, siti, piattaforme di recensioni e campagne digitali sponsorizzate.
Quali sono le fonti utilizzate per questa ricostruzione giornalistica?
L’articolo deriva da un’elaborazione congiunta di dati e notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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