Forum Davos considera trasferimento: successo travolgente crea sfide logistiche per futuri incontri economici internazionali

Indice dei Contenuti:
Forum Davos vittima del suo successo, vertici non escludono trasferimento
Vertice globale a rischio trasloco
Le dimensioni raggiunte dal meeting annuale del World Economic Forum hanno acceso un confronto interno sulla futura sede del summit di gennaio. L’edizione 2026 ha portato sulle Alpi quasi 1.000 amministratori delegati e presidenti di Consiglio di amministrazione, insieme a 65 capi di Stato e di governo, rappresentativi di circa il 40% della popolazione mondiale.
Il piccolo villaggio di Davos fatica però a reggere l’urto logistico: traffico bloccato, controlli di sicurezza a tappeto, tempi di trasferimento di ore per percorrere pochi chilometri. A questi si aggiungono decine di migliaia tra giornalisti, lobbisti, staff e accompagnatori, con costi operativi in continua crescita.
Un dirigente del Forum, citato dal Financial Times, riconosce che l’organizzazione “è andata oltre” le capacità della località svizzera. All’interno del WEF si fa strada la consapevolezza che il successo di pubblico e influenza stia compromettendo efficienza, accessibilità e percezione esterna dell’evento.
Nuove città e format in discussione
Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, Larry Fink, presidente di BlackRock e co-presidente ad interim del consiglio di amministrazione del WEF, avrebbe discusso privatamente l’ipotesi di un trasferimento stabile del summit o di un sistema di sedi a rotazione. Tra le città valutate figurano Detroit e Dublino, oltre a grandi metropoli come Giacarta e Buenos Aires in uno schema itinerante.
In un post sul blog ufficiale, Fink ha evocato la necessità di “rimodellare” il Forum, spesso accusato di eccessivo elitismo, per ampliare la platea oltre leader politici e top manager. L’obiettivo dichiarato è portare i lavori “nei luoghi in cui il mondo moderno è effettivamente costruito”, avvicinando il dibattito a centri industriali e tecnologici.
L’ipotesi di rendere il vertice meno esclusivo e meno ancorato alle Alpi svizzere si intreccia con la ricerca di sedi meglio collegate, in grado di ospitare infrastrutture di sicurezza, media e lobbying senza paralizzare un’intera valle.
Pressioni svizzere e futuro del WEF
Le autorità della Svizzera spingono con forza per mantenere l’evento nel Paese che lo ospita da quasi sei decenni. Il dibattito sul possibile trasloco arriva però in una fase di transizione ai vertici del WEF, dopo l’uscita di scena di Klaus Schwab nell’aprile 2025, in seguito a accuse di illeciti finanziari e problemi di governance poi in gran parte ridimensionati dagli accertamenti interni.
Da agosto, Fink e André Hoffmann, vicepresidente di Roche, guidano come co-presidenti ad interim il consiglio di amministrazione. Già in passato Schwab aveva preso in considerazione lo spostamento della sede centrale a Dubai, città che ha ospitato l’ultimo grande evento collaterale dell’organizzazione.
Gli incontri regionali del WEF mostrano una crescente predilezione per Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Cina, possibili tappe di un format post-Davos. All’interno del Forum cresce la convinzione che l’organizzazione sia diventata “vittima del proprio successo”, costretta a scegliere tra fedeltà alla tradizione alpina e necessità di un riposizionamento globale.
FAQ
D: Perché si valuta di spostare il vertice del WEF da Davos?
R: Perché la capacità logistica del villaggio non regge più l’afflusso di leader, delegazioni e media, con costi e tempi di spostamento crescenti.
D: Chi ha messo sul tavolo l’idea di un trasferimento?
R: Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’ipotesi è stata discussa in privato da Larry Fink, co-presidente ad interim del WEF.
D: Quali città sono considerate come possibili sedi alternative?
R: Tra le opzioni circolano Detroit, Dublino, oltre a Giacarta e Buenos Aires in un sistema di rotazione.
D: Cosa vuole cambiare Fink nel formato del Forum?
R: Intende ridurre l’immagine elitista del WEF e portare i dibattiti nei luoghi dove si produce innovazione economica e industriale reale.
D: Quante personalità hanno partecipato all’ultima edizione di Davos?
R: Circa 1.000 ceo e presidenti di board, insieme a 65 capi di Stato e di governo, oltre a migliaia di partecipanti accreditati.
D: Qual è la posizione della Svizzera sul possibile trasferimento?
R: Le istituzioni elvetiche premono per mantenere il summit nel Paese, valorizzando la tradizione e il ritorno di immagine.
D: Che ruolo hanno Schwab e la nuova governance nel dibattito?
R: L’uscita di Klaus Schwab e l’arrivo di una leadership ad interim hanno riaperto il dossier sul futuro assetto geografico e strategico del WEF.
D: Qual è la fonte giornalistica originale di queste informazioni?
R: Le principali rivelazioni sulla discussione interna al WEF provengono da un’inchiesta del Financial Times, ripresa da varie testate internazionali.




