Ford ribalta la sfida sulle auto elettriche e indica Byd come rivale diretto, non Tesla
Indice dei Contenuti:
Ford guarda alla Cina per reinventare la propria strategia elettrica globale
L’amministratore delegato di Ford, Jim Farley, ha trascorso sei mesi nel 2024 alla guida della berlina elettrica cinese Xiaomi SU7, per capire come competere nel nuovo scenario globale della mobilità. Invece di concentrarsi su Tesla, Farley studia i leader cinesi come Byd per ridisegnare il futuro di Ford tra Stati Uniti, Europa e Cina.
Le sue conclusioni: i produttori cinesi dominano per costi, integrazione industriale e velocità di innovazione, e rappresentano oggi il vero benchmark competitivo. Farley vuole ora ripensare prodotti, prezzi e catena di fornitura di Ford per offrire veicoli elettrici e ibridi a circa 30.000 dollari, capaci di intercettare il “prossimo ciclo” di acquirenti americani, nonostante dazi e tensioni commerciali.
In sintesi:
- Jim Farley studia Xiaomi e Byd per ridefinire la strategia globale di Ford.
- I produttori cinesi dominano per costo, tecnologia e integrazione della filiera elettrica.
- Ford punta su ibridi ed EREV, con EV low cost da 30.000 dollari entro il 2027.
- Dazi USA ed europei rallentano ma non fermano l’avanzata cinese sui mercati globali.
Farley ha spiegato nel podcast Rapid Response perché ha scelto di guidare una Xiaomi Speed Ultra 7 invece di una Tesla americana. “Niente contro Tesla… ma non hanno un veicolo davvero aggiornato”, ha dichiarato al conduttore Bob Safian.
Il manager considera la cinese Byd “la migliore del settore” per costi, catena di approvvigionamento, produzione e proprietà intellettuale. Persino Elon Musk ha riconosciuto nel 2024 che le case cinesi sono *“le più competitive al mondo”*.
Per Farley, la sfida non è solo tecnologica ma industriale: copiare il modello di efficienza cinese, adattandolo ai punti di forza statunitensi in innovazione e conoscenza del cliente. Obiettivo: offrire una gamma di carrozzerie ampia, ma con prezzo target di 30.000 dollari, e non 50.000, per difendere le quote di mercato occidentali.
Come Byd e Xiaomi stanno riscrivendo le regole del mercato auto globale
Byd, nata nel 1995 come produttrice di batterie e passata alle auto nel 2003 rilevando Xi’an Qinchuan Automobile, è l’emblema della trasformazione cinese. Grazie a sussidi pubblici generosi, sviluppo infrastrutturale e standard ambientali aggressivi, la Cina è diventata il più grande mercato EV al mondo.
Nel 2022 Byd ha abbandonato definitivamente le auto solo benzina, puntando su elettriche e ibride; entro il 2025 ha superato Tesla per fatturato e volumi EV, pur mantenendo una capitalizzazione molto inferiore (circa 138 miliardi di dollari contro 1.220 miliardi di Tesla).
Nonostante dazi pesanti – 100% negli USA imposti da Joe Biden e mantenuti da Donald Trump, fino al 38,1% nell’UE – Byd ha quasi triplicato le vendite in Europa nel 2024: 18.242 nuove immatricolazioni a gennaio contro 6.884 un anno prima, secondo il Wall Street Journal.
Il caso della compatta elettrica Byd Seagull, venduta in Cina a circa 9.500 dollari, mostra la profondità del vantaggio di costo rispetto a Ford Maverick XL (da circa 28.000 dollari) e Tesla Model 3 (quasi 37.000 dollari).
La risposta di Ford: ibridi, EREV e una nuova generazione di EV economici
Per colmare il divario, Ford sta riscrivendo la propria strategia. A dicembre la casa di Dearborn ha contabilizzato una perdita di 19,5 miliardi di dollari, legata alla revisione del business elettrico dopo la frenata della domanda seguita all’abolizione degli incentivi EV da parte di Trump.
Farley sta orientando Ford verso ibridi e veicoli elettrici a autonomia estesa (EREV), dotati di un piccolo motore termico che ricarica la batteria e aumenta l’autonomia: l’iconico Ford F-150 Lightning, simbolo della prima fase EV, verrà riprogettato proprio come EREV.
Parallelamente, il gruppo non abbandona l’elettrico puro: entro il 2027 è previsto un pick-up EV da 30.000 dollari, capostipite di una nuova classe di modelli a basso costo, molto distante dai 54.780 dollari di partenza dell’attuale F‑150 Lightning.
Farley invita l’industria americana a considerare i costruttori cinesi come riferimento strategico, più di GM o Toyota: “Questo è il dono che la Cina ci ha fatto: essere sufficientemente timorosi e rispettosi dei loro progressi”, ha sottolineato, indicando in efficienza, disciplina e ascolto del cliente i pilastri della futura competitività Ford.
FAQ
Perché Jim Farley considera le case automobilistiche cinesi il vero concorrente di Ford?
Perché, secondo Farley, le aziende cinesi come Byd guidano il settore per costi, integrazione della filiera, velocità di innovazione e ampiezza dell’offerta elettrica globale.
Qual è il vantaggio competitivo principale di Byd rispetto a Ford e Tesla?
Il vantaggio è soprattutto industriale: forte integrazione verticale delle batterie, enormi volumi domestici, costi inferiori e supporto pubblico stimato in circa 231 miliardi di dollari di sussidi.
Come cambierà la gamma di Ford nei prossimi anni tra ibrido ed elettrico?
Ford punta a espandere ibridi ed EREV, riprogettando l’F‑150 Lightning, e a lanciare entro il 2027 un pick-up elettrico a circa 30.000 dollari.
I dazi USA ed europei possono fermare l’espansione dei veicoli elettrici cinesi?
No, possono rallentarla ma non arrestarla: nonostante dazi fino al 38,1% in Europa, Byd ha quasi triplicato le immatricolazioni nel 2024.
Qual è la fonte principale dei dati e delle informazioni riportate nell’articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

