Fondazione Chiara Costanzo onora le vittime di Crans Montana e il padre racconta il suo dolore
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Fondazione Chiara Costanzo: dal dolore un aiuto concreto ai giovani
La Fondazione Chiara Costanzo, nata per volontà della famiglia della 16enne originaria di Arona, morta nel rogo di Crans Montana, punta a trasformare un lutto indicibile in sostegno concreto ai ragazzi.
L’iniziativa, presentata al grande pubblico nell’edizione delle 20 del Tg1 di sabato 4 aprile, promuove percorsi di crescita personale e formativa attraverso speciali “borse di sogno”.
L’obiettivo è ricordare e onorare la memoria di Chiara Costanzo, dando ad altri giovani la possibilità di coltivare ambizioni e talenti che lei non ha potuto realizzare.
In sintesi:
- La Fondazione Chiara Costanzo sostiene i giovani con “borse di sogno” per progetti formativi e creativi.
- Il padre, Andrea Costanzo, racconta il lutto e la ricerca di un nuovo senso del dolore.
- Il rogo a Crans Montana è costato la vita a quattro persone, tra cui Chiara.
- Rinviato sine die l’interrogatorio a Jacques Moretti per shock post traumatico.
Come nasce la Fondazione e quale messaggio porta con sé
Nel servizio del Tg1, Andrea Costanzo ha spiegato la scelta di istituire la Fondazione: *“Il dolore per Chiara è qualcosa che non si risolve, ci convivi giorno dopo giorno, l’unica speranza è che possa cambiare forma e ci consenta quantomeno di conviverci”*.
Da qui l’idea di “trasformare il dolore in qualcosa di accettabile”, creando opportunità per altri ragazzi. Le “borse di sogno” finanziano progetti di studio, esperienze all’estero, attività artistiche o sportive, in linea con i desideri e le aspirazioni che avevano caratterizzato la breve vita di Chiara.
Nel servizio televisivo, il padre è intervenuto anche sulla vicenda giudiziaria e sul rinvio dell’interrogatorio, sine die, a Jacques Moretti per shock post traumatico: *“Lo shock lo stiamo vivendo noi, è un orrore ma preferisco non aggiungere altro perché potrei dire cose troppo forti”*, ha dichiarato, evidenziando la distanza tra la sofferenza delle famiglie e i tempi dell’inchiesta.
Il ricordo di Chiara e le prospettive della Fondazione
Chiara Costanzo è stata la quarta vittima del terribile incendio divampato poco dopo la mezzanotte del 1° gennaio 2026 a Crans Montana. La famiglia, residente a Milano ma originaria del Lago Maggiore, era legata da anni alla località svizzera, dove possiede una casa di vacanza.
Ad Arona, il nonno di Chiara, Cesare Costanzo, era molto conosciuto per il suo impegno civico come difensore civico comunale. La Fondazione si inserisce in questa tradizione di servizio alla comunità, proiettandola a livello nazionale a favore dei giovani.
Nei prossimi mesi l’ente punta a strutturare bandi periodici, partnership con scuole, associazioni e realtà del terzo settore, per ampliare il numero di beneficiari e trasformare una vicenda privata di dolore in un motore di cambiamento sociale duraturo.
FAQ
Che cos’è la Fondazione Chiara Costanzo e a chi si rivolge?
La Fondazione è un ente senza scopo di lucro che sostiene giovani meritevoli, prevalentemente studenti e ragazzi con progetti formativi, culturali o sportivi.
Cosa sono le “borse di sogno” istituite dalla Fondazione?
Le “borse di sogno” finanziano concretamente percorsi di studio, esperienze all’estero, progetti artistici o sportivi proposti dai giovani selezionati.
Come è possibile candidarsi per ottenere una borsa della Fondazione?
È generalmente possibile candidarsi presentando un progetto dettagliato, con obiettivi, tempi e costi, seguendo le procedure indicate nei bandi ufficiali della Fondazione.
Qual è il legame tra la Fondazione e la città di Arona?
La Fondazione nasce dalla famiglia originaria di Arona; il nonno, Cesare Costanzo, era stimato difensore civico nella comunità locale.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
Il contenuto deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

