Fisco sotto la lente: come l’Agenzia scova anomalie nei conti dei contribuenti e avvia controlli mirati
Indice dei Contenuti:
Strategia di controllo e obiettivi 2026
Agenzia delle Entrate orienta i controlli 2026 su selezione mirata e analisi del rischio, abbandonando approcci generalisti. Nel Piao 2024-2026 sono previsti 320.000 “controlli sostanziali” annui fino a fine 2026, con focus su Irpef/Ires, Iva, Irap, registro e crediti d’imposta. Obiettivo: intervenire sul merito delle imposte dovute, limitando verifiche inutilmente invasive e privilegiando posizioni con anomalie evidenti.
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È programmato un lavoro “congiunto” con la Guardia di Finanza su 75.000 posizioni nel 2026, selezionate per analisi coordinate e scambio operativo. La strategia integra anche “controlli parziali automatizzati” e verifiche dedicate a crediti fiscali e contributi, per intercettare utilizzi irregolari e frodi.
La linea d’azione è coerente con strumenti premiali e collaborativi come gli Isa e il concordato preventivo biennale, che modulano l’intensità dei controlli in base all’affidabilità dichiarata. Punteggi elevati orientano verso minori interventi, mentre profili a rischio sono indirizzati ad approfondimenti selettivi e tempestivi, con priorità ai casi con maggiore impatto potenziale sul gettito.
Fonti dati e indicatori di rischio
La selezione dei profili a rischio poggia su un patrimonio informativo digitale strutturato: fatturazione elettronica, corrispettivi telematici, archivio dei rapporti finanziari, interoperabilità tra banche dati e scambi informativi. Questo consente al Fisco di incrociare volumi, tempi e coerenza dei flussi, isolando anomalie ripetute o improvvisi scostamenti dai parametri attesi.
Il partner tecnologico Sogei rende disponibili circa 200 basi informative, funzionali a profilare il rischio di evasione per settore, dimensione e comportamento storico. Gli algoritmi valutano indicatori di normalità gestionale, contiguità tra costi e ricavi, stagionalità e margini, riducendo selezioni “a strascico” e concentrando gli accertamenti sulle posizioni con incoerenze persistenti.
Gli Isa sintetizzano l’affidabilità su scala 1-10: punteggi alti orientano verso minori interventi e canali collaborativi; valori bassi non provano evasione, ma attivano alert prioritari. Anche le comunicazioni preventive e le segnalazioni stimolano l’auto-correzione, mentre l’adesione o la decadenza dal concordato preventivo biennale incide sul livello di monitoraggio. L’attenzione cresce su crediti d’imposta e Iva atipici rispetto al settore, nonché su schemi con profili internazionali anomali.
FAQ
- Quali dati usa il Fisco per selezionare i controlli? Fatture elettroniche, corrispettivi telematici, rapporti finanziari e banche dati interoperabili.
- Che ruolo ha Sogei? Fornisce l’infrastruttura e circa 200 banche dati per l’analisi del rischio.
- Cosa misurano gli Isa? L’affidabilità fiscale su una scala 1-10, basata su indicatori di coerenza e normalità gestionale.
- Un punteggio Isa basso implica evasione? No, è un segnale di rischio che può portare ad approfondimenti.
- Come incidono i crediti d’imposta sui controlli? Crediti atipici o incoerenti rispetto all’attività attivano verifiche mirate.
- Il concordato preventivo biennale riduce i controlli? L’adesione può attenuare l’intensità dei controlli; la decadenza la aumenta.
Campanelli d’allarme e conseguenze operative
I segnali prioritari riguardano ricavi dichiarati incongrui rispetto a struttura e capacità produttiva: pochi incassi “ufficiali” a fronte di costi, personale, magazzino e volumi che suggeriscono attività più ampia. L’attenzione si concentra anche su crediti d’imposta e crediti Iva anomali per settore e modello di business, così come su transazioni estere con profili “internazionali” atipici.
Ulteriori alert provengono da scostamenti ripetuti rispetto agli Isa e dalla mancata adesione o decadenza dal concordato preventivo biennale, che comportano intensificazione dei controlli e perdita di canali premiali. Le comunicazioni preventive (“lettere”) sollecitano correzioni spontanee: l’inerzia può tradursi in accessi, inviti al contraddittorio e accertamenti sostanziali.
Operativamente, le posizioni a rischio sono indirizzate verso analisi documentali e verifiche incrociate su fatture elettroniche, corrispettivi e rapporti finanziari; in presenza di incoerenze persistenti scattano controlli in loco e recuperi con sanzioni. La regolarizzazione tempestiva riduce impatti e interessi, mentre utilizzi irregolari di crediti e frodi Iva attivano percorsi dedicati con possibile coinvolgimento della Guardia di Finanza e segnalazioni all’autorità giudiziaria.
FAQ
- Quali sono gli alert principali? Ricavi bassi rispetto a costi e struttura, crediti anomali, operazioni estere atipiche, punteggi Isa critici.
- Cosa accade dopo una segnalazione? Possibili inviti al contraddittorio, richieste documentali e accertamenti mirati.
- La decadenza dal concordato cosa comporta? Più controlli e perdita dei benefici premiali.
- Come si valutano i crediti d’imposta? Per coerenza con attività, settore e storico dichiarativo.
- Qual è il ruolo della Guardia di Finanza? Supporto investigativo e verifiche in loco nei casi a rischio elevato.
- Conviene regolarizzarsi spontaneamente? Sì, per limitare sanzioni, interessi e tempi del contenzioso.




