Fermo amministrativo auto come estinguere il vincolo ed evitare il bollo

Fermo amministrativo, radiazione e rottamazione: cosa cambia con la Legge 14/2026
La Legge n. 14/2026, in vigore dal 20 febbraio dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 5 febbraio, modifica il D.lgs. 209/2003 e la disciplina dei veicoli fuori uso con vincoli. Interviene soprattutto sulle auto con fermo amministrativo, prima bloccate nei registri e impossibili da demolire. Ora i proprietari e i Comuni possono chiedere la radiazione dal PRA e la rottamazione, interrompendo bollo e altri costi su mezzi inutilizzabili. Il provvedimento mira a ridurre milioni di veicoli “congelati” e carcasse abbandonate, migliorando decoro urbano e sicurezza. Contestualmente viene istituito un database telematico per le auto non sottoposte alle campagne di richiamo obbligatorie, con sanzioni severe per costruttori e proprietari che non rispettano gli obblighi di sicurezza.
In sintesi:
- Radiazione e rottamazione possibili anche per veicoli con fermo amministrativo.
- Dopo la radiazione dai registri non è più dovuto il bollo auto.
- Comuni e enti locali possono eliminare più rapidamente auto abbandonate.
- Nuovo elenco pubblico per veicoli non sottoposti a richiamo di sicurezza.
Come funziona la nuova radiazione dei veicoli con fermo amministrativo
La riforma consente ai proprietari di veicoli colpiti da fermo amministrativo di chiedere la cancellazione dal PRA e dagli altri registri pubblici, con successiva rottamazione presso i centri autorizzati. Prima, il vincolo impediva la demolizione, mantenendo in vita un bene inutilizzabile ma fiscalmente attivo.
Le stime parlano di circa 4 milioni di veicoli interessati, di cui almeno 1 milione già ridotti a carcasse o fuori uso. Con la nuova disciplina, una volta completata la procedura di radiazione e distruzione fisica, cessa l’obbligo di pagare il bollo auto riferito a quel mezzo, superando l’anomalia del tributo su veicoli fermi e spesso irrecuperabili.
Nel testo normativo viene ricordato che fino al 2024 si richiamava anche la necessità di mantenere la copertura assicurativa su auto di fatto inutilizzabili. La nuova impostazione interrompe questa catena di spese prive di riscontro economico reale. Resta però intatto il debito che ha originato il fermo: la cancellazione del veicolo non estingue in alcun modo l’obbligazione verso l’ente creditore.
Impatto su città, sicurezza e debiti: vantaggi e limiti della riforma
La Legge n. 14/2026 attribuisce a Comuni ed enti locali la possibilità di chiedere la radiazione e rottamazione dei veicoli abbandonati su suolo pubblico, anche se gravati da fermo, quando costituiscono pericolo per la circolazione o fonte di inquinamento. Le amministrazioni ottengono così uno strumento concreto per liberare strade, parcheggi e aree periferiche da rottami stazionati per anni.
Il vantaggio è duplice: maggiore decoro urbano e riduzione dei rischi ambientali e di sicurezza. Tuttavia la norma stabilisce paletti chiari: il debito del proprietario all’origine del fermo amministrativo non viene annullato e, in caso di rottamazione, non si può accedere a incentivi pubblici per l’acquisto di un nuovo veicolo.
Parallelamente la legge istituisce, tramite l’art. 80-bis del nuovo Codice della strada, un elenco telematico dei veicoli non sottoposti a campagna di richiamo entro 24 mesi dall’avvio. I costruttori devono inserire le targhe dei mezzi non adeguati; l’elenco, operativo entro 60 giorni dal decreto della Direzione generale della Motorizzazione civile, è consultabile tramite il Portale dell’automobilista e app dedicata.
Prospettive future: meno veicoli “fantasma” e più responsabilità diffuse
L’accoppiata tra nuova disciplina sui veicoli con fermo amministrativo e database dei richiami punta a ridurre drasticamente il numero di auto “fantasma”: mezzi fermi nei registri, abbandonati su strada o circolanti senza adeguamenti di sicurezza. Le sanzioni fino a 60.000 euro per le case costruttrici e di 173 euro per i proprietari che circolano con auto inserite nell’elenco dei richiami inadempiuti spingono verso una maggiore responsabilità lungo tutta la filiera.
Per i contribuenti, la possibilità di chiudere la posizione dei veicoli inutilizzabili senza continuare a sostenere bollo e spese collegate segna un cambio di paradigma rilevante. Per le città, la rimozione più rapida delle carcasse apre scenari di riqualificazione degli spazi pubblici e riduzione del degrado, tema sempre più centrale nelle politiche urbane.
FAQ
Quando posso chiedere la radiazione di un’auto con fermo amministrativo?
È possibile chiedere la radiazione da quando la Legge 14/2026 è in vigore, seguendo la procedura presso PRA e centro di raccolta autorizzato.
Il fermo amministrativo si cancella con la rottamazione del veicolo?
No, la rottamazione estingue solo la posizione del veicolo nei registri. Il debito che ha generato il fermo resta integralmente dovuto al creditore.
Devo continuare a pagare il bollo dopo la radiazione dal PRA?
No, una volta completata radiazione e rottamazione il bollo auto relativo a quel veicolo non è più dovuto per gli anni successivi.
I Comuni possono demolire d’ufficio i veicoli abbandonati con fermo?
Sì, i Comuni possono avviare radiazione e rottamazione dei veicoli abbandonati su area pubblica, soprattutto se pericolosi o fonte di inquinamento.
Dove trovare il testo della Legge 14/2026 e gli aggiornamenti ufficiali?
Il testo ufficiale della Legge 14/2026 è disponibile sulla Gazzetta Ufficiale e sui portali istituzionali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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