Fausto Zanardelli svela la verità sulla rottura con Francesca Mesiano e spiazza i fan
Le rivelazioni sulla separazione da Francesca Mesiano
Fausto Zanardelli rompe il silenzio e chiarisce i passaggi che hanno portato alla fine della relazione con Francesca Mesiano, spiegando come la crisi sentimentale sia maturata parallelamente al tramonto del loro percorso artistico. La consapevolezza è arrivata con lucidità: non era più l’amore a tenerli uniti, ma il progetto dei Coma_Cose. Una volta deciso di archiviare l’avventura musicale comune, è emersa la realtà di un sentimento ormai assopito.
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La riflessione di Zanardelli è netta: mescolare vita privata e lavoro creativo ha generato un cortocircuito emotivo. Quando musica e amore si sovrappongono, il confine tra ciò che provi e ciò che proietti sull’altro si sfuma fino a distorcersi. Si arriva a non distinguere se si è innamorati di una persona o di un’idea, di una canzone o di un simulacro. Da qui la decisione, sofferta ma definitiva, di interrompere la relazione dopo dieci anni, di cui uno da marito e moglie.
Secondo il racconto del cantautore, il progetto comune era “collassato a livello creativo” già dopo il Festival di Sanremo dell’anno precedente, quando avevano messo in conto che Cuoricini sarebbe stato il penultimo estratto di Vita Fusa, destinato a chiudersi con il singolo estivo La Gelosia. Nel tentativo di proteggere la coppia, avevano inizialmente pensato di fermare il percorso artistico. Ma la verità, emersa a distanza ravvicinata, è stata opposta: era proprio la musica a tenerli insieme, mentre il legame sentimentale aveva già perso spinta.
Il quadro restituito è quello di una separazione maturata con realismo, senza clamori, dopo un lungo tratto di vita condivisa. Nessun colpo di scena, ma una presa d’atto: una volta venuta meno la linfa creativa in comune, è affiorata la distanza intima. La scelta è stata di chiamare le cose col loro nome, senza trascinarle oltre il necessario, nel rispetto reciproco e con la volontà di non piegare la vita privata alle esigenze del racconto pubblico.
La fine dei Coma_Cose e le conseguenze professionali
La parabola dei Coma_Cose si è chiusa seguendo una timeline precisa e meditata. Dopo il Festival di Sanremo con Cuoricini, Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano avevano già fissato i passaggi conclusivi: il brano come penultimo estratto di Vita Fusa e la chiusura del ciclo con il singolo estivo La Gelosia. La decisione non è stata dettata dall’urgenza, ma da una valutazione interna: “il progetto era collassato a livello creativo”. L’atto finale, quindi, è stato programmato e accompagnato dalla volontà di non protrarre un’identità artistica che non rifletteva più la realtà del duo.
La cessazione dell’attività ha prodotto effetti immediati anche sull’agenda live. I due concerti previsti come “festa di chiusura” sono stati annullati: erano stati pensati quando c’era ancora una cornice di serenità condivisa, ma il venir meno dell’energia e della complicità ha reso impraticabile costruire un racconto coerente sul palco. In assenza di partecipazione reciproca, e con l’onda emotiva di una separazione dopo dieci anni, le priorità si sono spostate. La scelta di sospendere gli show, pur scontentando parte del pubblico, è stata rivendicata come gesto di coerenza e trasparenza.
Sul piano professionale, la chiusura dei Coma_Cose sancisce la fine di un formato autoriale che ha miscelato scrittura, visione e autobiografia. L’uscita di scena del marchio coincide con l’ultimo tassello discografico di Vita Fusa e con il disimpegno dai canali social, scelta che ha segnato il distacco dall’immaginario condiviso. L’annullamento degli eventi e la rinuncia alla narrazione pubblica dell’epilogo indicano una linea editoriale netta: evitare operazioni celebrative senza sostanza e non trasformare la fine in un prodotto. In termini di impatto sull’industria, il vuoto lasciato riguarda un progetto che, fino all’ultimo, ha mantenuto controllo creativo e rigore comunicativo, preferendo chiudere senza forzature commerciali.
Il legame umano oltre l’addio e la prospettiva futura
Il distacco tra Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano non cancella il patto personale costruito in un decennio. La frase rivendicata da Zanardelli — “l’addio non è una possibilità” — viene riletta in chiave concreta: esiste una separazione fisica e professionale, ma non si recide il filo umano. Il riconoscimento reciproco resta, slegato dalla forma-coppia e dal marchio Coma_Cose. È la distinzione tra la fine operativa di un progetto e la continuità di una stima che non necessita di palchi, release o storytelling pubblico per esistere.
In questa cornice, la prospettiva è pragmatica. Niente operazioni nostalgiche, niente retorica dell’ultimo ballo: il capitolo è chiuso e non sarà riaperto per esigenze narrative. L’orizzonte individuale di Zanardelli e Mesiano si innesta ora su percorsi separati, con margini per nuove sperimentazioni personali, tempi di elaborazione privati e una discrezione comunicativa già evidente nella scelta di sottrarsi ai social. Il rispetto per ciò che è stato diventa anche metodo: non trasformare la memoria in contenuto, non monetizzare l’epilogo.
La linea tracciata lascia spazio a una coesistenza matura: il riconoscimento dell’altro come parte indelebile della propria storia, senza sovrapposizioni di ruolo. L’assenza di una guerra di versioni e la tutela dei confini intimi sono gli indicatori di una gestione consapevole dell’addio. Il futuro, per entrambi, si configura come ritorno alla responsabilità autoriale individuale, con l’obiettivo di ricostruire ritmo creativo e identità senza il traino di un brand condiviso. L’eco del passato rimane come archivio emotivo, non come zavorra o strategia di rilancio.
FAQ
- Perché si sono lasciati Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano?
Perché il sentimento si era affievolito e a tenerli uniti era rimasto principalmente il progetto dei Coma_Cose, ormai esaurito sul piano creativo.
- I Coma_Cose potranno tornare in futuro?
La chiusura è stata definita come definitiva e coerente con la fine della spinta creativa; non sono previste operazioni celebrative o riaperture.
- Perché sono stati annullati i concerti finali?
Erano pensati come festa conclusiva, ma la mancanza di energia e di compartecipazione dopo la separazione ha reso inopportuno portare in scena un racconto non più autentico.
- Cosa significa “l’addio non è una possibilità” nel loro caso?
Riguarda la dimensione personale: pur essendoci un addio fisico e professionale, rimane un legame umano di rispetto e riconoscimento reciproco.
- Qual è l’ultimo tassello discografico del progetto?
Cuoricini come penultimo estratto e La Gelosia come chiusura del ciclo legato a Vita Fusa.
- Quale sarà la direzione professionale di Zanardelli e Mesiano?
Percorsi individuali, senza sfruttare la nostalgia del brand, con tempi e modalità comunicative improntati alla discrezione e alla coerenza autoriale.




