Famiglia nel bosco al collasso: bambini in crisi, autolesionismo e madre allo stremo scuotono la comunità

Indice dei Contenuti:
Tensioni crescenti e segnali di disagio nei bambini
Palmoli, famiglia trasferita in struttura a Vieste: i tre minori mostrano cambiamenti preoccupanti. Dopo la visita di Natale, i genitori Catherine Birmingham e Nathan Trevallion riferiscono «piccoli atti autolesivi, urla e scatti d’ira», emersi da quando i bambini sono stati allontanati dall’abitazione nel bosco.
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Secondo lo psichiatra Tonino Cantelmi, sentito nello studio legale dei difensori, i figli «non capiscono perché non possano vedere il padre né cercare la madre quando desiderano», un vuoto relazionale che alimenta agitazione e comportamenti oppositivi.
Gli episodi si manifestano come reazioni impulsive e segnali di sofferenza legati alla separazione improvvisa, con un pattern che, per gli specialisti, indica disagio emotivo e difficoltà di adattamento al nuovo contesto protetto.
Il crollo emotivo della madre e la richiesta di supporto
Catherine Birmingham ammette di non reggere più la pressione della distanza dai figli: nella casa protetta avrebbe avuto episodi di intemperanza verso gli operatori, manifestazioni ricondotte dagli specialisti allo stress acuto della separazione.
Lo psichiatra Tonino Cantelmi, affiancato dalla psicologa Martina Aiello, riferisce che la donna ha chiesto un contatto continuativo per essere sostenuta lungo il percorso, domandando un affiancamento costante e strumenti per gestire l’ansia.
L’incontro, avvenuto il 5 gennaio a Chieti nello studio dei legali Danila Solinas e Marco Femminella, ha evidenziato un quadro di fragilità reattiva: «tutto doloroso e incomprensibile», sintetizza lo specialista, che collega le reazioni alla deprivazione affettiva e al blocco dei contatti spontanei con i minori.
Le tappe verso il ricongiungimento familiare
Il percorso passa dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha disposto una perizia psichiatrica per definire tempi e modalità di rientro.
La difesa ha consegnato la documentazione sanitaria dei tre minori e la disponibilità dei genitori a proseguire il ciclo vaccinale, favorire la socializzazione e affrontare i percorsi scolastici in coerenza con i propri valori.
Lo psichiatra Tonino Cantelmi accoglie la perizia come strumento di chiarezza, pur riconoscendo che l’iter potrebbe allungare i tempi e aumentare l’impatto traumatico della separazione.
Il team difensivo, con gli avvocati Danila Solinas e Marco Femminella, lavora a un piano di contatti graduali e supporto psicologico, puntando su incontri monitorati e su un calendario di visite stabile.
La coppia, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, ribadisce l’impegno a collaborare con i servizi e a implementare indicazioni cliniche e scolastiche per garantire continuità educativa.
Secondo Cantelmi, la perizia potrà allineare le valutazioni tecniche con l’interesse dei minori, affinché prevaglia una soluzione di buon senso.
FAQ
- Chi decide sul ricongiungimento?
Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, sulla base di perizia e relazioni dei servizi. - Quali documenti hanno presentato i genitori?
La documentazione sanitaria dei figli e l’adesione a vaccini, socializzazione e percorsi scolastici compatibili coi loro valori. - Perché è stata disposta una perizia?
Per chiarire il quadro psicologico e definire misure idonee ai bisogni dei minori. - Qual è il ruolo di Tonino Cantelmi?
Psichiatra del pool difensivo, sostiene il percorso clinico e valuta gli impatti della separazione. - Quali passi operativi sono previsti?
Incontri monitorati, calendario visite, supporto psicologico e coordinamento con i servizi. - I tempi potrebbero allungarsi?
Sì, la perizia può dilatare i tempi, ma è ritenuta necessaria per decisioni fondate.




