Fabrizio Corona sotto accusa, nuovo esposto di Alfonso Signorini

Il nuovo fronte giudiziario tra Fabrizio Corona e Alfonso Signorini
Lo scontro tra Fabrizio Corona e Alfonso Signorini entra in una fase decisiva. Il giudice Roberto Pertile, con un’ordinanza emessa a Milano, ha ritenuto che l’ex “re dei paparazzi” non abbia rispettato il provvedimento di inibitoria collegato al format online “Falsissimo – Il prezzo del successo”, disponendo la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero per mancata esecuzione dolosa di un ordine del giudice.
La vicenda, nata come contenzioso civile a tutela della reputazione del conduttore del Grande Fratello, si sta ora spostando anche sul piano penale, con potenziali ricadute rilevanti non solo per i diretti interessati, ma anche per il modo in cui creator e personaggi pubblici utilizzeranno in futuro le piattaforme digitali per contenuti d’inchiesta e intrattenimento.
Dall’inibitoria alla denuncia al Pubblico Ministero
Il 26 gennaio il giudice Pertile, accogliendo un ricorso degli avvocati di Alfonso Signorini, ha disposto il blocco della terza puntata di Falsissimo e la cancellazione delle prime due, con relative clip diffuse da Fabrizio Corona sui social. L’inibitoria vietava la pubblicazione di nuovi contenuti ritenuti diffamatori sul conduttore.
Secondo l’ordinanza, Corona avrebbe però proseguito la diffusione di materiale riguardante Signorini, integrando e rilanciando i contenuti su più canali, in contrasto con il provvedimento cautelare già notificato.
Perché si parla di “mancata esecuzione dolosa”
Nella sua motivazione, il giudice Pertile sostiene che Corona “ha inequivocabilmente dimostrato non soltanto come ostenti in modo plateale il suo rifiuto di ottemperare al provvedimento cautelare, ma giunga persino a compiacersi di tale suo illecito rifiuto”.
Per questo ha disposto la denuncia al Pubblico Ministero per il reato previsto dall’articolo 388 del Codice penale, che punisce chi elude o non esegue consapevolmente un ordine del giudice. La pena può arrivare, come ricordato da Adnkronos e Fanpage, fino a tre anni di reclusione, aprendo un capitolo penale in un contenzioso nato in ambito civilistico.
I contenuti contestati e il ruolo delle piattaforme digitali


Al centro del procedimento ci sono le puntate di Falsissimo dedicate ai volti di Mediaset e, in particolare, i passaggi su Alfonso Signorini e Antonio Medugno. Il caso mette in luce il confine sempre più stretto tra informazione, intrattenimento e responsabilità legale di chi pubblica contenuti online, soprattutto quando si usano immagini, chat private e riferimenti alla vita personale di terzi.
Il comportamento di Corona è stato analizzato non solo per ciò che è stato diffuso su YouTube, ma anche per la propagazione sui social come TikTok e durante le serate in discoteca, creando un ecosistema comunicativo difficile da arginare senza misure incisive.
La cronologia: da YouTube alle nuove clip
Il 26 gennaio Fabrizio Corona pubblica una puntata di Falsissimo incentrata su personaggi Mediaset, oscurando inizialmente la parte su Alfonso Signorini e Antonio Medugno. Mediaset segnala il video per violazione di copyright e YouTube ne dispone la rimozione.
Il 2 febbraio Corona ricarica la puntata, eliminando il materiale coperto da copyright, ma aggiungendo circa 40 minuti inediti, inclusi segmenti su Signorini e Medugno, foto in cui l’ex gieffino piange e una chat con l’ex manager Alessandro Piscopo. In parallelo, l’ex fotografo continua a citare Signorini nelle sue ospitate in discoteca, con video che circolano poi su TikTok.
Diritto d’informazione e limiti giudiziari
Corona ha incorniciato la vicenda come un caso di “censura”, ma l’ordinanza richiama uno strumento tipico di tutela preventiva della reputazione, spesso applicato quando c’è il rischio di reiterazione di presunte condotte diffamatorie.
La decisione del giudice non entra nel merito definitivo della veridicità delle affermazioni, ma interviene sulla reiterazione dei contenuti in violazione di un ordine cautelare già in vigore. In questo quadro, il richiamo all’articolo 388 c.p. segnala quanto la magistratura ritenga centrale il rispetto delle misure ordinate, a prescindere dal dibattito pubblico suscitato dal personaggio coinvolto.
I nuovi poteri di rimozione riconosciuti ad Alfonso Signorini
Un passaggio chiave dell’ordinanza del giudice Roberto Pertile riguarda l’estensione degli strumenti a disposizione di Alfonso Signorini per difendere la propria immagine online. Il Tribunale di Milano ha chiarito che il conduttore può ora rivolgersi direttamente agli hosting provider per ottenere la rimozione o l’oscuramento dei contenuti indicati in ordinanza, senza dover passare ogni volta da un nuovo provvedimento.
Si tratta di un segnale forte verso le piattaforme digitali, chiamate a reagire a richieste fondate su decisioni giudiziarie motivate, in un contesto in cui la velocità di diffusione dei contenuti amplifica i danni reputazionali potenziali.
Cosa potrà chiedere alle piattaforme il team legale di Signorini
Nell’ordinanza si legge che Signorini “ha facoltà di rivolgere direttamente agli hosting provider la richiesta di rimuovere dai loro server (or di rendere comunque indisponibili al pubblico) tutti i controversi materiali precisati”.
In concreto, i legali del conduttore, sulla base del mandato del Tribunale di Milano, potranno inviare richieste formali a piattaforme come Instagram, Facebook, YouTube, TikTok e altri servizi, allegando l’ordinanza per ottenere la rimozione di video, estratti, spezzoni e ripubblicazioni collegati ai contenuti ritenuti diffamatori.
Le reazioni nel dibattito pubblico e giuridico
L’avvocato Marco Bellandi Giuffrida, coinvolto nel procedimento ex 669-duodecies c.p.c. promosso da Alfonso Signorini contro Fabrizio Corona, ha commentato su X la nuova ordinanza, sottolineando che “la giustizia non è uno show su YouTube”.
Il caso viene ormai analizzato come precedente rilevante per la responsabilità dei creator, perché intreccia tutela dell’onore, gestione dei diritti di immagine, uso delle piattaforme e obbligo di eseguire i provvedimenti cautelari. La vicenda può incidere sulle future strategie di contenuto di chi costruisce format “investigativi” su personaggi noti.
FAQ
Perché il giudice Pertile ha denunciato Fabrizio Corona al Pubblico Ministero?
Perché ha ritenuto che Fabrizio Corona non abbia rispettato l’inibitoria alla pubblicazione relativa ai contenuti su Alfonso Signorini, integrando e rilanciando materiale ritenuto in contrasto con il precedente provvedimento cautelare.
Che cosa prevede l’articolo 388 del Codice penale contestato a Corona?
L’articolo 388 c.p. punisce la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. In caso di condanna, la pena può arrivare fino a tre anni di reclusione, oltre alle eventuali conseguenze civili per i danni arrecati.
Qual è il ruolo di Falsissimo nella vicenda giudiziaria?
“Falsissimo – Il prezzo del successo” è il format online di Corona in cui sono state diffuse le ricostruzioni riguardanti Alfonso Signorini e altri volti Mediaset, diventato il fulcro del ricorso e dell’inibitoria disposta dal Tribunale di Milano.
Che cosa può fare ora Alfonso Signorini contro i contenuti online ritenuti diffamatori?
In base alla nuova ordinanza, Alfonso Signorini può incaricare i suoi legali di rivolgersi direttamente agli hosting provider per chiedere la rimozione o l’oscuramento dei materiali indicati dal giudice come controversi.
Le piattaforme come YouTube e TikTok sono obbligate a rimuovere i contenuti?
Quando ricevono richieste supportate da un provvedimento giudiziario chiaro, le piattaforme sono tenute a valutare e, di norma, ad adeguarsi, soprattutto se l’ordinanza individua in modo preciso i contenuti da rendere indisponibili.
La vicenda riguarda solo la privacy o anche la diffamazione?
Il contenzioso coinvolge principalmente la presunta diffamazione e la tutela della reputazione di Alfonso Signorini, ma tocca anche profili di uso di immagini, conversazioni private e gestione dei contenuti su piattaforme social.
Qual è il significato della frase “La giustizia non è uno show su YouTube”?
La frase, scritta da Marco Bellandi Giuffrida, richiama l’idea che i procedimenti giudiziari e le tutele legali non possano essere trasformati in mero intrattenimento, e che il rispetto delle decisioni dei tribunali prevale sulla logica dello show.
Qual è la fonte della notizia sul caso Corona-Signorini e sull’ordinanza del giudice Pertile?
Le informazioni ricostruiscono e rielaborano quanto pubblicato originariamente dal sito Biccy, che ha riportato gli sviluppi del procedimento tra Fabrizio Corona, Alfonso Signorini e il giudice Roberto Pertile.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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