Fabrizio Corona rompe il silenzio su Signorini: retroscena che sorprendono

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Fabrizio Corona, cosa diceva nel 2009 su Signorini: “Come si muove Alfonso? Aspettando!”
Il video del 2009 riemerge oggi
Nel pieno del cosiddetto “caso” che contrappone Fabrizio Corona ad Alfonso Signorini, tornano virali le immagini del documentario del 2009 Le Dame e il Cavaliere, firmato da Franco Fracassi con Andrea Annessi Mecci, Andrea Petrosino, Luisa Sgarra e Stefania Creatura. In quel film-inchiesta, l’allora “re dei paparazzi” descriveva il direttore di Chi come il baricentro assoluto del gossip italiano. All’epoca i due lavoravano fianco a fianco: servizi fotografici, esclusive, retroscena dello spettacolo e della politica passavano con frequenza sui tavoli della redazione del settimanale di Mondadori.
Il frammento ripostato in questi giorni sui social mostra un quadro molto diverso dall’attuale clima di accuse e carte bollate. Il tono è quasi analitico: nessun attacco personale, ma la descrizione di un sistema in cui il direttore del magazine di punta del gossip ha il ruolo di snodo finale. Da quell’estratto emerge un rapporto professionale solido, costruito su interessi convergenti e su un riconoscimento esplicito del potere mediatico dell’allora opinionista di punta di Mediaset.
La ripubblicazione del video, cavalcata da commentatori e creator su X e YouTube, aggiunge un tassello fondamentale alla comprensione della lunga storia reciproca tra il protagonista di Falsissimo – Il prezzo del successo e il conduttore del Grande Fratello, oggi al centro di un durissimo scontro a colpi di esposti, diffide e talk show.
Il ruolo di Chi e la regia silenziosa del gossip
Nelle immagini del 2009, Corona descrive Chi come “il giornale con il maggior budget”, unico in grado di pagare fino a decine di migliaia di euro per un servizio fotografico. Secondo il racconto, per vendere un pacchetto da 30 mila euro in su la strada obbligata portava alla redazione diretta da Signorini, considerata la piattaforma più redditizia e influente del settore.
Il passaggio più citato è quello sulla strategia del direttore: “tutto passa dal suo tavolo” e lui “si muove aspettando”, vagliando i materiali di tutte le agenzie di paparazzi e decidendo quali contenuti trasformare in copertine, scoop o silenzi calcolati. In questa visione, il gossip non è rumore di fondo ma strumento di potere, capace di incidere su carriere televisive, equilibri politici, reputazioni di famiglie celebri e protagonisti della cronaca.
Il documentario colloca il sistema delle immagini rubate in un contesto economico preciso: agenzie aggressive, cachet alti, concorrenza serrata, ma alla fine un solo arbitro riconosciuto nel gossip mainstream. È questo il nodo che oggi torna al centro del dibattito: il peso decisionale del direttore di un settimanale come Chi in un ecosistema mediatico dove foto e video possono diventare, come sottolineava lo stesso Corona, “un’arma veramente potente” se finiscono “nelle mani sbagliate”.
Da amicizia mediatica a scontro frontale
A distanza di nove anni da quel documentario, nel 2018, il rapporto appariva ancora pubblico e cordiale. Ospite a La Repubblica delle Donne di Piero Chiambretti su Rete 4, Corona definì Signorini “un suo amico” e ironizzò su un eventuale approdo al Grande Fratello Vip, riconoscendo ancora una volta il ruolo centrale del conduttore nei meccanismi della televisione commerciale. Nella stessa intervista, l’imprenditore si lanciò in previsioni fosche sulla propria vita (“non arrivo ai 50 anni”) e in una dichiarazione programmatica tanto ambiziosa quanto improbabile: il sogno di diventare Presidente del Consiglio.
Le cronache successive hanno mostrato quanto quelle “profezie” fossero lontane dalla realtà, tra processi, detenzioni, rientri mediatici e clamorose gaffe, come l’annuncio prematuro della morte di Papa Francesco l’8 marzo scorso. Nel frattempo, il legame con il direttore del GF si è progressivamente incrinato fino alla frattura attuale, esplosa con il format Falsissimo e le dure smentite, corredate da azioni legali, del conduttore di Canale 5.
Oggi, quell’archivio del 2009 viene utilizzato da sostenitori e detrattori dell’una e dell’altra parte per dimostrare, a seconda delle letture, la lucidità originaria di Corona nel descrivere i meccanismi del gossip o, al contrario, il cambio radicale di narrativa quando amicizia e convenienza professionale lasciano spazio a un conflitto pubblico ad altissimo tasso di visibilità.
FAQ
D: Cosa mostra il documentario del 2009 citato nel dibattito attuale?
R: Mostra Fabrizio Corona che racconta il ruolo centrale di Alfonso Signorini e del settimanale Chi nel mercato del gossip italiano.
D: Chi ha realizzato il film-inchiesta in cui appare Corona?
R: Il documentario Le Dame e il Cavaliere è firmato da Franco Fracassi con Andrea Annessi Mecci, Andrea Petrosino, Luisa Sgarra e Stefania Creatura.
D: Perché Chi viene definito il giornale più importante per il gossip?
R: Perché, secondo il racconto di Corona, aveva il budget più alto e poteva pagare le esclusive fotografiche più care sul mercato.
D: Qual è il ruolo attribuito a Signorini nel sistema delle agenzie fotografiche?
R: Gli viene riconosciuta una visione complessiva su tutti i servizi di gossip e la capacità di decidere quali trasformare in notizia o tenere nel cassetto.
D: In che occasione Corona definì Signorini “un suo amico”?
R: Nel 2018, durante un’ospitata nel programma La Repubblica delle Donne condotto da Piero Chiambretti su Rete 4.
D: Come descrive Corona il potere del gossip nel documentario?
R: Lo descrive come uno strumento con “potere enorme”, capace di diventare un’arma se foto e video vengono gestiti in modo scorretto.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle dichiarazioni riprese nel 2009?
R: Le parole sono tratte dal documentario Le Dame e il Cavaliere, rilanciate sui social e riprese da articoli online, tra cui un approfondimento di Nexilia sul “caso Signorini”.
D: Perché il video del 2009 è tornato virale nel 2026?
R: Perché viene usato per rileggere alla luce del presente i rapporti passati tra Corona e Signorini, in piena polemica legata al progetto Falsissimo e alle reazioni legali del conduttore.




