Fabrizio Corona rischia denuncia immediata alla Procura, svelati i motivi

Il nuovo fronte giudiziario tra Fabrizio Corona e Alfonso Signorini
Il contrasto tra Fabrizio Corona e Alfonso Signorini si sposta ora su un terreno ancora più delicato: quello della possibile rilevanza penale per la presunta violazione di un ordine del giudice. Il provvedimento firmato dal giudice civile di Milano Roberto Pertile non riguarda solo la responsabilità civile per contenuti ritenuti diffamatori, ma chiama in causa il rispetto effettivo delle decisioni dell’autorità giudiziaria, tema centrale per chi opera nello spazio digitale tra diritto di critica e tutela della reputazione. In questo contesto, la gestione dei contenuti online diventa fattore decisivo anche ai fini della credibilità pubblica.
La vicenda tocca inoltre il ruolo degli influencer giudiziari e il confine tra informazione, intrattenimento e gogna mediatica.
Perché il giudice chiede la denuncia di Fabrizio Corona
Nel nuovo provvedimento, il giudice Roberto Pertile afferma che Fabrizio Corona “deve essere sin d’ora denunciato al Pubblico Ministero” per “mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”.
Secondo il magistrato, Corona avrebbe consapevolmente disatteso l’ordinanza cautelare del 26 gennaio, mostrando un rifiuto “plateale” di ottemperare alle disposizioni e arrivando “persino a compiacersi di tale suo illecito rifiuto”.
Questa impostazione sottolinea la possibile configurazione di un dolo specifico: non semplice inerzia, ma una scelta intenzionale di non rispettare l’ordine giudiziario, con potenziali implicazioni penali oltre che reputazionali.
Il ruolo del ricorso di Alfonso Signorini
Il nuovo intervento del giudice deriva dal ricorso presentato da Alfonso Signorini tramite i suoi legali, gli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia. Il conduttore ha contestato la perdurante diffusione di contenuti legati al format Falsissimo e la presunta mancata esecuzione dell’ordinanza cautelare.


La strategia difensiva di Signorini punta a far valere non solo la lesione dell’onore e della reputazione, ma anche il mancato rispetto di un provvedimento già emesso dal Tribunale civile di Milano.
Ciò rafforza la dimensione istituzionale della controversia, che non resta più confinata al rapporto tra personaggi pubblici, ma coinvolge la tenuta dell’autorità del giudice.
L’ordinanza del 26 gennaio e il format Falsissimo
Il cuore del contenzioso ruota attorno all’ordinanza del 26 gennaio con cui il giudice Roberto Pertile aveva disposto un’“inibitoria” nei confronti di Fabrizio Corona. Al centro, le puntate del format Falsissimo dedicate a Alfonso Signorini e i materiali utilizzati per costruire quel racconto digitale: video, chat, immagini e altri contenuti potenzialmente idonei a incidere sulla reputazione del conduttore. La decisione mirava a interrompere immediatamente la diffusione di quanto ritenuto lesivo, segnando un limite preciso all’uso mediatico di dati e conversazioni private.
La successiva reazione di Corona apre ora un fronte ulteriore sul rispetto dell’ordine giudiziario.
Cosa prevedeva l’inibitoria del Tribunale civile di Milano
L’ordinanza del 26 gennaio imponeva a Fabrizio Corona diversi obblighi specifici. In primo luogo, la rimozione di tutti i video del format Falsissimo relativi a Alfonso Signorini dalle piattaforme in cui erano stati pubblicati.
In secondo luogo, il divieto di diffondere ulteriori “contenuti diffamatori” sul conduttore. Infine, l’ordine di consegnare integralmente il materiale utilizzato per le puntate contestate: chat, immagini e ogni documento connesso.
Si trattava dunque di un provvedimento cautelare ampio, volto sia a fermare la divulgazione sia a preservare le prove per le successive valutazioni nel merito.
La presunta violazione e il rifiuto plateale
Nella sua decisione, il giudice Roberto Pertile descrive il comportamento di Fabrizio Corona come una ostentazione del rifiuto di ottemperare all’ordinanza. Non solo mancata rimozione o inadempimento parziale, ma un atteggiamento esibito pubblicamente e ritenuto compiaciuto rispetto alla violazione.
Questa valutazione incide sulla gravità della condotta ipotizzata: il rifiuto non sarebbe episodico o ambiguo, bensì rivendicato come scelta consapevole, con un potenziale impatto aggravante nella lettura giudiziaria.
Da qui la richiesta di trasmissione degli atti al Pubblico Ministero per le valutazioni di competenza in sede penale.
Impatto digitale: social, reputazione e responsabilità legale
Mentre il fronte giudiziario si intensifica, Fabrizio Corona continua a muoversi sul piano digitale. Dopo la chiusura del suo precedente account da parte di Meta, l’ex agente fotografico è tornato su Instagram con un nuovo profilo ed è approdato anche su X. Questo scenario evidenzia il cortocircuito tra enforcement delle piattaforme, provvedimenti giudiziari nazionali e strategia comunicativa di personaggi mediatici ad alta esposizione. La capacità di riattivare rapidamente nuovi canali pone interrogativi concreti sulla reale efficacia delle misure inibitorie quando i contenuti possono migrare con facilità tra profili e piattaforme diverse.
Per il pubblico, ciò rende più complesso distinguere tra contenuto informativo e narrativa conflittuale.
La chiusura dell’account Meta e il ritorno online
Dopo le controversie legate al format Falsissimo e ad altre pubblicazioni, Meta ha proceduto alla chiusura dell’account principale di Fabrizio Corona su Instagram. La misura rientra nelle policy sulle violazioni delle regole di piattaforma, ma non equivale a una censura giudiziaria.
Corona ha però rapidamente riaperto un nuovo profilo, dimostrando la facilità con cui figure molto note riescono a riconquistare visibilità sui social. Questo riposizionamento digitale aggira solo in parte i limiti tecnici imposti, ma mantiene alta l’attenzione su di lui e sulle sue iniziative mediatiche.
La tensione tra moderazione privata e controllo legale rimane quindi irrisolta.
L’approdo su X e la sfida alla regolazione dei contenuti
Oltre al nuovo profilo su Instagram, Fabrizio Corona ha scelto di sbarcare su X, ampliando il raggio della propria comunicazione e diversificando i canali. In un ecosistema come quello di X, centrato su opinioni rapide e forte polarizzazione, contenuti controversi possono trovare grande risonanza.
Ciò rende più complesso per le parti coinvolte – inclusi Alfonso Signorini e i suoi legali – monitorare la diffusione di eventuali nuovi materiali ritenuti lesivi. Per il sistema giudiziario, questo pone il problema pratico dell’enforcement transpiattaforma dei provvedimenti, spesso nati in un contesto ancora legato a singoli account.
La vicenda diventa così un caso esemplare di frizione tra giustizia nazionale e dinamiche globali dei social.
FAQ
Perché il giudice chiede la denuncia di Fabrizio Corona
Il giudice Roberto Pertile ritiene che Fabrizio Corona abbia dolosamente violato l’ordinanza del 26 gennaio, ostentando il rifiuto di eseguirla; per questo sollecita la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero per “mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”.
Cosa prevedeva l’ordinanza del 26 gennaio su Falsissimo
L’ordinanza imponeva a Corona di rimuovere tutti i video di Falsissimo su Alfonso Signorini, di non pubblicare ulteriori contenuti diffamatori e di consegnare chat, immagini e materiali usati nelle puntate contestate.
Qual è il ruolo di Alfonso Signorini nel procedimento
Alfonso Signorini, assistito dagli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia, ha presentato ricorso per far valere la lesione della propria reputazione e la presunta mancata ottemperanza di Corona all’ordinanza cautelare.
Cosa significa mancata esecuzione dolosa del provvedimento
Indica, in sintesi, il rifiuto intenzionale di eseguire un ordine del giudice. Nel caso di Corona, il giudice parla di rifiuto “plateale” e di atteggiamento persino compiaciuto rispetto alla violazione dell’ordinanza.
Perché l’account Instagram di Corona è stato chiuso da Meta
Meta ha disposto la chiusura del precedente account di Fabrizio Corona in applicazione delle proprie policy interne, presumibilmente per violazioni delle regole di piattaforma, indipendentemente dal procedimento giudiziario in corso.
Come è tornato Fabrizio Corona sui social
Dopo la chiusura dell’account, Corona ha aperto un nuovo profilo su Instagram ed è sbarcato su X, continuando a utilizzare i social come principale canale di comunicazione e posizionamento mediatico.
Quali rischi legali esistono per chi viola un’ordinanza civile
La violazione può avere conseguenze economiche (sanzioni, risarcimenti) e, nei casi più gravi di rifiuto doloso, anche profili penalmente rilevanti, come ipotizzato qui dal giudice con il rinvio degli atti al Pubblico Ministero.
Qual è la fonte della notizia sul caso Corona e Signorini
Le informazioni analizzate derivano da quanto riportato da ilfattoquotidiano.it in relazione all’ordinanza del giudice Roberto Pertile e al contenzioso tra Fabrizio Corona e Alfonso Signorini.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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