Fabrizio Corona rilancia lo scontro con Mediaset e annuncia rivoluzione

Corona, lo scontro legale con Mediaset entra in una nuova fase
Il conflitto tra Fabrizio Corona e il gruppo televisivo Mediaset si è trasformato in un caso giudiziario di forte rilevanza mediatica ed economica. L’ex “re dei paparazzi”, 51 anni, è al centro di una richiesta di risarcimento da 160 milioni di euro, avanzata dall’azienda di Cologno Monzese e da alcune delle sue figure di punta, che contestano pesanti danni d’immagine e patrimoniali legati alle sue recenti rivelazioni diffuse tramite il podcast Falsissimo e i social.
Parallelamente, la vicenda si intreccia con le decisioni delle piattaforme digitali: YouTube e Meta hanno oscurato gli account riconducibili a Corona e al suo podcast, spingendolo a riaprire la propria comunicazione sulla piattaforma X, di proprietà di Elon Musk, dove ha rilanciato la sua contro-narrazione e annunciato nuove iniziative.
Oscuramento social e passaggio su X
La rimozione dei profili di Fabrizio Corona da YouTube, Facebook e Instagram, decisa da Meta e dalla piattaforma video, ha interrotto il principale canale di diffusione di Falsissimo.
Corona ha reagito spostando il proprio baricentro comunicativo su X, dove ha ripubblicato interventi e video dei suoi eventi, trasformando la nuova piattaforma in un archivio alternativo delle sue posizioni.
Il passaggio su X rappresenta anche un banco di prova per le politiche di moderazione dei contenuti della società guidata da Elon Musk, in un contesto di forte attenzione al rapporto tra libertà di espressione, diffamazione e responsabilità online.
Accuse di “menzogne” e profili di responsabilità
Mediaset definisce le affermazioni diffuse da Corona attraverso Falsissimo e i suoi canali social come un insieme di “menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento”.


L’azienda ritiene che tali contenuti abbiano integrato ipotesi di diffamazione sistematica ai danni del gruppo e dei suoi volti di punta, con potenziali ricadute commerciali e d’immagine.
La richiesta di 160 milioni di euro in sede civile, anche alla luce delle cifre in gioco, configura un contenzioso che potrebbe diventare un precedente rilevante per la gestione dei conflitti tra media tradizionali, personaggi pubblici e piattaforme digitali.
La “vendetta” annunciata: il piano di Corona per metà marzo
Nelle ultime ore Fabrizio Corona ha pubblicato sul suo profilo X un video girato durante una serata in discoteca, in cui racconta in prima persona la propria situazione e anticipa una “rivoluzione” tra il 10 e il 15 marzo. Nel filmato, Corona parla di sé in terza persona, enfatizzando il numero di procedimenti a suo carico e la sproporzione di forze rispetto a quello che definisce “il potere miliardario più potente d’Italia”.
La narrazione punta a presentarlo come figura isolata ma determinata a proseguire sulle proprie accuse, nonostante oscuramenti social, azioni giudiziarie e minacce di nuove conseguenze penali.
Il video virale in discoteca e la retorica della sfida
Nel filmato diffuso su X, Corona afferma: “A Fabrizio hanno tolto tutte le puntate, ha 500mila cause, ha contro il potere miliardario più potente d’Italia, gli hanno chiuso i profili e i canali YouTube. Ma qual è il piano di Fabrizio Corona per la sua vendetta? Questa è la domanda”.
Prosegue poi: “Secondo voi, ho un piano pronto? Certo. A cavallo tra il 10 e il 15 di marzo succederà la rivoluzione. Sto lavorando giorno e notte per questo. Mi chiudono i profili? Che caz** me ne frega. Mi chiedono 160 milioni? Che caz** me ne frega. Minacciano di buttarmi in galera? Che caz** me ne frega”.
Il tono è apertamente provocatorio, con un linguaggio esplicito che alimenta il coinvolgimento del pubblico e la circolazione virale del contenuto.
Una strategia comunicativa basata sul conflitto
Il ricorso a termini come “vendetta” e “rivoluzione” evidenzia una strategia comunicativa che fa leva su tensione, polarizzazione e promessa di nuove rivelazioni.
Corona costruisce un racconto in cui si posiziona come antagonista di un sistema televisivo e industriale rappresentato da Mediaset, rivendicando il ruolo di outsider che non teme né richieste milionarie né possibili nuovi procedimenti.
Questa impostazione, tuttavia, espone l’imprenditore a ulteriori rischi giudiziari, soprattutto se le future esternazioni dovessero essere considerate diffamatorie o lesive della reputazione dei soggetti citati.
Il maxi-ricorso di Mediaset e la posizione difensiva di Corona
Il gruppo Mediaset ha reso noto di aver avviato una causa civile per un risarcimento complessivo di 160 milioni di euro contro Fabrizio Corona e le sue società. All’iniziativa si sono unite alcune tra le principali figure del Biscione: Pier Silvio Berlusconi, Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui, tutte indicate da Corona nelle sue recenti ricostruzioni pubbliche.
Secondo la versione resa nota dall’azienda, le affermazioni del 51enne avrebbero prodotto danni reputazionali e patrimoniali misurabili, tali da giustificare il ricorso a un maxi-risarcimento in sede civile.
I volti del Biscione in causa e il fondo per le vittime
La presenza di nomi come Pier Silvio Berlusconi, Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui conferisce al contenzioso un forte impatto mediatico.
Mediaset ha precisato che, qualora il giudice condanni Corona al pagamento, le somme saranno destinate a un fondo per coprire le spese di assistenza legale delle vittime di stalking, dei reati del Codice Rosso e dei fenomeni di cyberbullismo.
Questa scelta mira a coniugare tutela della reputazione aziendale e sostegno concreto a categorie fragili, con possibili ricadute positive in termini di responsabilità sociale d’impresa.
La replica di Corona: accuse di “metodo mafioso”
Prima del video sulla “vendetta”, Fabrizio Corona aveva già diffuso su X un contenuto in cui interpreta la richiesta di rimozione dei suoi account e il maxi-risarcimento come forme di pressione.
Corona ha definito tali iniziative “atti intimidatori fatti con metodo mafioso”, ribaltando la narrazione e presentandosi come bersaglio di una reazione punitiva da parte del sistema televisivo.
Queste dichiarazioni, dal forte contenuto accusatorio, potranno assumere rilievo in sede giudiziaria, aprendo ulteriori profili di responsabilità civile e, potenzialmente, penale.
FAQ
Perché Mediaset chiede 160 milioni di euro a Fabrizio Corona?
Mediaset sostiene che le dichiarazioni di Fabrizio Corona, diffuse tramite Falsissimo e i social, abbiano causato gravi danni reputazionali ed economici al gruppo e ad alcuni suoi volti di punta, giustificando una richiesta risarcitoria di 160 milioni di euro in sede civile.
Chi sono i personaggi televisivi coinvolti nella causa contro Corona?
All’azione legale si sono uniti Pier Silvio Berlusconi, Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui, tutti citati o chiamati in causa da Corona nelle sue recenti esternazioni pubbliche.
Cosa prevede Mediaset di fare con l’eventuale risarcimento?
Mediaset ha dichiarato che le somme eventualmente riconosciute dal giudice saranno destinate a un fondo per finanziare l’assistenza legale alle vittime di stalking, ai soggetti colpiti da reati previsti dal Codice Rosso e alle vittime di cyberbullismo.
Perché i profili social di Fabrizio Corona sono stati oscurati?
YouTube e Meta hanno rimosso i profili di Fabrizio Corona e il canale del podcast Falsissimo. Le piattaforme non hanno diffuso una motivazione dettagliata pubblica, ma il provvedimento appare riconducibile alle loro policy sui contenuti ritenuti lesivi, diffamatori o non conformi alle linee guida.
Per quale motivo Corona è passato alla piattaforma X?
Dopo l’oscuramento dei suoi account, Fabrizio Corona ha scelto di trasferire la propria comunicazione su X, piattaforma di Elon Musk, per mantenere un canale diretto con il pubblico e rilanciare i video e le dichiarazioni relative al contenzioso con Mediaset.
Cosa intende Corona quando parla di “vendetta” e “rivoluzione” a marzo?
Nel video pubblicato su X, Corona anticipa che tra il 10 e il 15 marzo avverrà una “rivoluzione”, lasciando intendere nuove iniziative mediatiche o rivelazioni. Al momento non sono noti dettagli concreti sul contenuto di questo “piano”.
Qual è la linea difensiva finora espressa da Fabrizio Corona?
Fabrizio Corona definisce le azioni legali e le richieste di rimozione dei suoi contenuti come “atti intimidatori fatti con metodo mafioso”, presentandosi come bersaglio di un potere mediatico ed economico che vorrebbe metterlo a tacere.
Qual è la fonte originale delle informazioni su questa vicenda?
Le informazioni qui analizzate derivano dai contenuti pubblicati da Fabrizio Corona sui suoi canali, dalle comunicazioni ufficiali di Mediaset e dall’articolo di cronaca riportato da Gossip e TV, oggetto della presente rielaborazione giornalistica.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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