Evelina Sgarbi rompe il silenzio: la verità nascosta sulla battaglia per suo padre scuote tutto

Indice dei Contenuti:
Allarme sanitario e richieste di trasparenza
Evelina Sgarbi rompe il silenzio e denuncia opacità sulle condizioni di salute di Vittorio Sgarbi dopo le recenti apparizioni tv, dove è apparso provato e fragile. Medici che hanno visionato le immagini, riferisce, hanno ventilato ipotesi di ischemie cerebrali, metastasi o pesanti trattamenti psicologici, senza che alla famiglia arrivino chiarimenti ufficiali. La figlia lamenta l’assenza di accesso alle cartelle cliniche e di comunicazioni dai sanitari che seguono il padre.
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Da qui la richiesta di massima trasparenza e tracciabilità dei passaggi medici: documenti, referti, e un canale diretto di informazione. Per Evelina, il quadro clinico e la depressione richiedono un approccio multidisciplinare e prudenza pubblica, evitando esposizioni mediatiche che, a suo avviso, non tutelano la fragilità del critico d’arte. Il sospetto che “ci sia qualcosa di grave sotto” nasce proprio dal rifiuto di condividere dati sanitari essenziali con i familiari.
La richiesta di conoscenza riguarda anche la gestione dei flussi informativi: chi decide, chi filtra, chi autorizza. Il muro di silenzio denunciato da Evelina Sgarbi diventa il centro della sua battaglia: non cerca rassicurazioni verbali, ma evidenze cliniche verificabili. L’obiettivo dichiarato è semplice e netto: trasparenza sulla salute di Vittorio Sgarbi, rispetto dei diritti dei congiunti e tutela del paziente in ogni atto pubblico e privato.
Iter legale e perizia sulle capacità cognitive
Respinta la richiesta di un amministratore di sostegno, la battaglia di Evelina Sgarbi si sposta sul terreno peritale: il tribunale ha disposto una valutazione delle capacità cognitive di Vittorio Sgarbi con calendario fissato a maggio 2026, mirata agli atti di straordinaria amministrazione come nozze o scelte patrimoniali rilevanti. Per la figlia è un avanzamento, ma non risolve le criticità sul metodo e sulla qualità dell’accertamento.
La perizia sarà affidata a uno psicologo, scelta che Evelina Sgarbi giudica insufficiente rispetto a un quadro clinico che intreccia depressione, fragilità e ipotesi mediche complesse. Invoca un esame multidisciplinare con competenze psichiatriche e neurologiche, ritenute necessarie per una diagnosi solida e per decisioni che incidono su diritti e patrimonio del padre.
Nell’istruttoria entreranno consulenti di parte nominati dai legali della figlia e, con alta probabilità, del fratello Carlo, interessato a chiarire lo stato decisionale del padre. In parallelo, l’avvocato del critico d’arte avrebbe chiesto di limitare la nomina di periti e l’accesso alla documentazione clinica, nodo che alimenta il contenzioso sulla trasparenza e rende centrale la catena di custodia dei dati sanitari ai fini della valutazione giudiziaria.
Gestione economica e sospetti di influenze esterne
Evelina Sgarbi sposta il focus sui conti e sulle leve di controllo attorno a Vittorio Sgarbi, denunciando un perimetro gestionale opaco. Indica in Sabrina Colle una figura centrale nei flussi economici legati all’attività del critico d’arte, sostenendo che società a lei riconducibili incasserebbero proventi dei lavori del padre. Rivendica di non agire per interesse personale, ma per garantire tracciabilità e tutela in un momento di evidente fragilità.
La figlia parla di esclusione dei figli dagli organi della Fondazione e di un quadro patrimoniale non pienamente accessibile. Annuncia un cambio di passo: incarico a consulenti per mappare beni, contratti e partecipazioni, con eventuale coinvolgimento delle autorità competenti in caso di ostacoli documentali o discrepanze. Il riferimento al divieto di nozze deciso dal tribunale diventa per lei un presidio contro atti di straordinaria amministrazione ritenuti rischiosi.
Restano i timori su possibili condizionamenti: Evelina Sgarbi descrive il padre come vulnerabile, quindi esposto a pressioni o ricatti. Chiede accesso alle carte, governance trasparente della Fondazione e clausole di salvaguardia su procure, deleghe e incassi. Strategia dichiarata: verifiche incrociate su mandati, compensi e rapporti tra soggetti vicini al critico d’arte, con una linea di controllo familiare e legale stabile.
FAQ
- Qual è la priorità indicata da Evelina? Ottenere documenti e trasparenza su salute, patrimonio e decisioni che coinvolgono il padre.
- Chi viene indicata come figura centrale nella gestione economica? Sabrina Colle, citata per il ruolo nelle società collegate ai proventi lavorativi.
- Qual è la posizione dei figli sulla Fondazione? Denunciano esclusione e chiedono accesso agli atti e tracciabilità delle operazioni.
- Quali strumenti intende utilizzare Evelina? Consulenti specializzati per mappare beni e contratti, e, se necessario, segnalazioni alle autorità.
- Perché il divieto di nozze è considerato rilevante? Perché limita atti di straordinaria amministrazione potenzialmente impattanti sul patrimonio.
- Quali rischi vengono evocati? Influenze esterne, pressioni e possibili ricatti sulla persona di Vittorio Sgarbi.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le dichiarazioni sono emerse in trasmissioni come Verissimo e Domenica In; riferimento a copertura mediatica di testate italiane, tra cui Mediaset per Verissimo.




