Europol smantella colossale rete sul dark web con centinaia di migliaia di domini illeciti

Operation Alice smantella maxi truffa sul Dark Web: cosa è emerso davvero
L’operazione internazionale Operation Alice, coordinata da Europol, ha smantellato una delle più vaste infrastrutture fraudolente del Dark Web, attiva sulla rete TOR. Le indagini, avviate nel 2021 dalle autorità tedesche e supportate dalla Polizia Postale italiana e da altri 22 Paesi, hanno individuato un singolo presunto responsabile: un uomo di 35 anni residente in Cina, oggi ricercato a livello internazionale.
La rete, basata su circa 373.000 domini e fino a 287 server attivi, vendeva falsi servizi cybercriminali e pubblicizzava anche contenuti di estrema gravità, inclusi abusi su minori.
L’operazione è stata resa nota nel 2026 per colpire una struttura criminale che, pur generando “solo” 345.000 euro in cinque anni, rappresentava un hub globale di truffe e rischi gravissimi per gli utenti e per la sicurezza online.
In sintesi:
- Smantellata infrastruttura fraudolenta sul Dark Web con circa 373.000 domini e 287 server.
- Individuato un presunto gestore unico, 35enne residente in Cina, ricercato a livello internazionale.
- Oltre 10.000 clienti globali truffati con falsi servizi di cybercrime e contenuti illeciti.
- Cooperazione di 23 Paesi, sequestrati 105 server e numerosi dispositivi elettronici.
Come operava la rete di domini e quali rischi correvano gli utenti
Secondo gli inquirenti, dietro l’intera infrastruttura di Operation Alice si celava un unico operatore che sfruttava la rete TOR per generare centinaia di migliaia di domini nascosti. Questi siti proponevano cataloghi di presunti servizi illegali: vendita di dati rubati, credenziali di accesso a sistemi compromessi, strumenti di hacking e altri servizi tipici del cybercrime.
In realtà, si trattava di una truffa sistematica: gli utenti pagavano, ma nessun prodotto o dato veniva consegnato. L’inchiesta ha rilevato anche offerte di materiale legato ad abusi su minori, componente che ha reso l’indagine particolarmente prioritaria e sensibile per Europol e le procure coinvolte.
Nel picco di attività, l’infrastruttura contava 287 server, di cui 105 ospitati in Germania. Nonostante la vastità tecnica, i proventi diretti sono stati stimati in circa 345.000 euro in almeno cinque anni, derivanti da 10.000 clienti, spesso autori o aspiranti autori di reati informatici.
Conseguenze legali, cooperazione internazionale e scenari futuri
L’azione coordinata da Europol ha portato al sequestro di 105 server e numerosi dispositivi in 23 Paesi, inclusa l’Italia, dove è stata impegnata la Polizia Postale. Sono stati identificati 440 clienti e oltre 100 persone restano sotto esame.
Le autorità sottolineano un punto chiave: *anche chi compra servizi illegali sul Dark Web, pur venendo truffato, resta perseguibile*. Il semplice tentativo di acquistare dati rubati o contenuti pedocriminali configura infatti ipotesi di reato.
Per il futuro, Europol indica la cooperazione investigativa e il monitoraggio avanzato delle infrastrutture TOR come strumenti decisivi. L’operazione apre inoltre la strada a nuove indagini patrimoniali e allo sviluppo di tecnologie di tracciamento più sofisticate per colpire i gestori residui e gli utenti più attivi.
FAQ
Cosa è esattamente l’Operation Alice di Europol
Operation Alice è un’operazione internazionale di Europol che ha smantellato una vasta infrastruttura fraudolenta sul Dark Web, basata su centinaia di migliaia di domini nascosti.
Quanti domini e server sono coinvolti in Operation Alice
Secondo le autorità, sono stati individuati circa 373.000 domini e fino a 287 server complessivi, di cui 105 collocati fisicamente in Germania.
Quali rischi corre chi acquista servizi illegali sul Dark Web
Chi acquista servizi illegali è perseguibile penalmente. Anche se truffato, l’utente resta indagabile per tentata acquisizione di dati rubati, accessi abusivi o materiale pedocriminale.
Che ruolo ha avuto l’Italia nell’operazione sul Dark Web
L’Italia ha partecipato tramite la Polizia Postale, contribuendo ai sequestri dei server, all’analisi forense dei dispositivi elettronici e all’identificazione di utenti riconducibili al territorio nazionale.
Quali sono le fonti ufficiali utilizzate per questo articolo
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



