Europa verso stop alle bustine monouso di ketchup e maionese, nuova stretta ambientale cambia abitudini quotidiane

Indice dei Contenuti:
Stretta Ue sulle bustine di ketchup e maionese dal 2030
Stop alla plastica monouso nei locali
La nuova stretta comunitaria cambierà radicalmente il modo in cui bar, ristoranti e hotel servono condimenti e prodotti monodose. Dal 1° gennaio 2030 non sarà più possibile immettere sul mercato bustine per salse, zucchero, spezie, creme per caffè e altri condimenti oggi onnipresenti nei pubblici esercizi. Il regolamento europeo sugli imballaggi, già pubblicato in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 22 gennaio 2025, prevede una transizione graduale ma irreversibile verso soluzioni riutilizzabili e sfuse.
La stretta non riguarda solo il settore della ristorazione: anche i flaconcini monodose di shampoo, balsamo e creme corpo usati nelle strutture ricettive dovranno essere sostituiti con dispenser ricaricabili o formati alternativi. Per i gestori di hotel e B&B la sfida sarà conciliare standard di igiene e percezione di qualità con la drastica riduzione degli imballaggi. Le associazioni di categoria si stanno già muovendo per definire linee guida operative e contratti quadro con i fornitori.
Nel canale Horeca, l’impatto logistico sarà significativo: cambieranno formati di fornitura, metodi di stoccaggio e sistemi di porzionatura, con possibili ripercussioni su costi, tempi di servizio e formazione del personale.
Nuove regole per supermercati e aeroporti
Il regolamento colpirà anche le buste di plastica leggere per frutta e verdura preconfezionata sotto 1,5 kg, imponendo a supermercati e ipermercati il passaggio a materiali alternativi o a sistemi di vendita sfusa assistita. Le catene della grande distribuzione organizzata stanno già sperimentando imballaggi compostabili, retine riutilizzabili e corner “plastic free” per limitare l’esposizione al nuovo rischio normativo. Nei reparti freschi la sfida riguarderà soprattutto la gestione dell’igiene e la riduzione degli sprechi alimentari, tema molto sensibile anche per le autorità sanitarie.
Nuovi vincoli anche per gli aeroporti: le pellicole termoretraibili usate per avvolgere le valigie dovranno essere ripensate, puntando su materiali riciclabili o sistemi di protezione alternativi. Il comparto dei servizi di scalo dovrà aggiornare macchinari, contratti e tariffe in tempi rapidi. Nei locali di bar e ristorazione delle aerostazioni, così come nei centri commerciali, saranno coinvolti pure i contenitori per cibi e bevande riempiti e consumati in loco, spingendo verso vetro, metallo e packaging riutilizzabile.
Per i retailer, la conformità regolamentare diventerà un elemento di marketing: chi si muoverà per tempo potrà presentarsi ai consumatori come pioniere della transizione green, riducendo al contempo il rischio di sanzioni.
Obiettivi ambientali e impatto economico
La strategia comunitaria fissa obiettivi chiari: riduzione degli imballaggi del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040, con un focus esplicito sul taglio dei rifiuti in plastica. Gli Stati membri dovranno adattare la propria legislazione nazionale, rafforzare i sistemi di raccolta differenziata e incentivare filiere di riciclo avanzate. Il nuovo quadro normativo, in vigore in tutti i 27 Paesi dal 12 agosto 2025, punta a trasformare il packaging in un settore a basse emissioni e ad alta efficienza di risorse.
Per le imprese, l’adeguamento comporterà investimenti in ricerca, redesign dei prodotti e nuove partnership lungo la catena del valore. I produttori di packaging dovranno rivedere cataloghi, linee di produzione e materiali, privilegiando formati riutilizzabili, ricaricabili o facilmente riciclabili. Parallelamente, il settore del riciclo potrà beneficiare di un aumento dei volumi trattabili e di una maggiore standardizzazione dei flussi di rifiuti.
Il consumatore finale sarà chiamato a cambiare abitudini: meno monodosi, più self-service e riuso, con possibili risparmi nel medio periodo ma anche iniziali resistenze legate alla percezione di comodità e igiene.
FAQ
D: Da quando si applicano le nuove regole sugli imballaggi?
R: L’attuazione parte il 12 agosto 2025 in tutti i 27 Paesi UE, con i divieti più rigidi dal 1° gennaio 2030.
D: Quali bustine saranno vietate nei bar e ristoranti?
R: Saranno bloccate le monodosi per condimenti, salse, zucchero, spezie e creme per caffè destinate al consumo sul posto.
D: Cosa cambia per gli hotel?
R: I flaconcini monouso di shampoo, bagnoschiuma e creme dovranno essere sostituiti da dispenser ricaricabili o formati non usa e getta.
D: Le buste di plastica per frutta e verdura saranno ancora consentite?
R: Non per i prodotti preconfezionati sotto 1,5 kg, che dovranno usare alternative più sostenibili.
D: Come vengono coinvolti gli aeroporti?
R: Le pellicole termoretraibili per valigie dovranno passare a materiali compatibili con i nuovi requisiti europei.
D: Quali sono i target di riduzione degli imballaggi?
R: Il regolamento prevede -5% entro il 2030, -10% entro il 2035 e -15% entro il 2040 rispetto ai livelli attuali.
D: Questa normativa riguarda solo la plastica?
R: Il focus principale è sugli imballaggi in plastica, ma le misure toccano l’intero sistema del packaging, favorendo riuso e riciclo.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
R: Le informazioni derivano da un lancio dell’agenzia di stampa ANSA dedicato al nuovo regolamento UE su imballaggi e rifiuti da imballaggio.




