Europa indaga su WhatsApp e cresce l’ombra di sanzioni pesanti

Nuove regole europee sui Canali di WhatsApp
La decisione della Commissione europea di classificare i Canali di WhatsApp come parte di una Very Large Online Platform ridefinisce il quadro regolatorio per la messaggistica istantanea nell’Unione Europea, intervenendo solo sulla componente broadcast e lasciando invariata la tutela delle comunicazioni private.
Perché i Canali rientrano nel Digital Services Act
I Canali consentono a aziende, media e personaggi pubblici di diffondere messaggi a un pubblico potenzialmente sterminato, con dinamiche assimilabili ai social network. Questo li fa rientrare nella definizione di servizio di piattaforma online prevista dal Digital Services Act. Il rischio riguarda disinformazione, propaganda coordinata e manipolazione del dibattito pubblico.
L’inclusione di WhatsApp tra i VLOP scatta perché nell’UE supera i 45 milioni di utenti attivi mensili. Tale soglia è il parametro chiave che fa scattare obblighi aggiuntivi di trasparenza, controllo dei contenuti illegali e accesso ai dati per autorità e ricercatori.
Cosa resta escluso: chat private e chiamate
La Commissione europea ha specificato che la regolamentazione DSA colpisce solo l’uso broadcast dei Canali. Le chat uno-a-uno e di gruppo, le chiamate vocali e video e le altre funzionalità di comunicazione restano protette dalla cifratura end-to-end.
Questa distinzione è cruciale per la tutela della privacy: ciò che è assimilabile a uno spazio pubblico digitale viene soggetto a maggiori controlli, mentre ciò che avviene tra utenti in modalità privata rimane coperto da rigorosa riservatezza tecnica e giuridica.
Obblighi DSA per Meta e WhatsApp
Con l’etichetta di VLOP, Meta deve adeguare WhatsApp a un set di obblighi rafforzati entro metà maggio 2026, pena sanzioni fino al 6% del fatturato annuo globale, con impatti diretti sui sistemi di moderazione, raccomandazione e pubblicità.
Trasparenza algoritmica e moderazione rafforzata
Il Digital Services Act impone report periodici su moderazione dei contenuti, gestione delle segnalazioni e valutazione dei rischi sistemici. Meta dovrà chiarire come funzionano gli algoritmi che suggeriscono Canali e contenuti agli utenti europei.
Saranno richieste procedure documentate per la rimozione di contenuti illegali, la gestione di abusi organizzati e l’attenuazione di campagne di disinformazione, con audit indipendenti e accesso strutturato ai dati per ricercatori certificati.
Reclami, pubblicità e accesso ai dati
Gli utenti dovranno avere strumenti più chiari per presentare reclami, contestare decisioni di moderazione e ottenere spiegazioni sintetiche ma comprensibili. I sistemi pubblicitari all’interno dei Canali dovranno indicare in modo esplicito chi paga e perché un contenuto viene mostrato.
Le autorità europee e i centri di ricerca accreditati avranno un accesso più ampio e regolato ai dati aggregati, per analizzare l’impatto dei Canali su disinformazione, discorso d’odio e sicurezza elettorale in tutti gli Stati membri dell’Unione.
Impatto per gli utenti europei di WhatsApp
Nel breve periodo l’uso quotidiano di WhatsApp cambierà poco: le conversazioni private resteranno cifrate, mentre la parte più visibile riguarderà una maggiore informazione sugli autori dei Canali, sulle segnalazioni e sulle etichette applicate ai contenuti pubblici.
Cosa cambierà nell’esperienza dei Canali
Gli utenti potrebbero vedere informazioni aggiuntive sull’identità dei gestori dei Canali, eventuali collegamenti con media, partiti, istituzioni o brand commerciali. Segnalare contenuti sospetti dovrà diventare più semplice e tracciabile.
Potrebbero comparire avvisi su contenuti contestati o oggetto di fact-checking, insieme a link a fonti autorevoli. I sistemi di raccomandazione dei Canali potrebbero offrire più controlli all’utente, come l’opzione di ridurre suggerimenti basati su profilazione.
Tutela della privacy e confine pubblico-privato
La cifratura end-to-end delle chat rimane intatta, aspetto ribadito dalle istituzioni europee per evitare fraintendimenti. La regolamentazione si concentra su ciò che ha natura di “piazza pubblica digitale” e non sulle comunicazioni personali.
Per i cittadini europei, il confine tra spazio privato e spazio pubblico su WhatsApp sarà più esplicito: ciò che viene diffuso in massa tramite Canali sarà soggetto a norme simili a quelle delle grandi piattaforme social, mentre i messaggi personali resteranno coperti dal massimo livello di riservatezza tecnica disponibile.
FAQ
Che cosa prevede il Digital Services Act per WhatsApp?
Il DSA impone a WhatsApp obblighi rafforzati su moderazione, trasparenza degli algoritmi, valutazione dei rischi sistemici e accesso ai dati per le autorità, limitatamente alla componente di piattaforma online rappresentata dai Canali.
Perché WhatsApp è stata classificata come VLOP dalla UE?
WhatsApp supera i 45 milioni di utenti attivi mensili nell’Unione Europea, soglia che fa scattare la categoria di Very Large Online Platform e quindi l’applicazione del regime più stringente del Digital Services Act.
Le chat private di WhatsApp saranno monitorate dall’UE?
No. Le chat private e le chiamate su WhatsApp restano protette da cifratura end-to-end. La regolamentazione interessa unicamente la componente broadcast e pubblica dei Canali, non le conversazioni personali tra utenti.
Cosa rischia Meta in caso di mancato adeguamento?
Se Meta non si adeguerà entro metà maggio 2026, la Commissione europea potrà infliggere sanzioni fino al 6% del fatturato annuo globale, oltre a possibili misure correttive aggiuntive sul servizio.
Cosa cambia per gli utenti europei nel quotidiano?
Nell’uso quotidiano di WhatsApp cambierà poco: maggiori informazioni e controlli sui Canali, procedure di segnalazione più chiare e una trasparenza superiore su consigli, pubblicità e gestione dei reclami.
Qual è la fonte principale delle nuove regole sui Canali?
La fonte normativa centrale è il Digital Services Act dell’Unione Europea, applicato dalla Commissione europea alla componente di piattaforma online di WhatsApp rappresentata dai Canali.




