Europa auto per tutti: la mossa che può riaccendere l’industria e abbassare i prezzi

Indice dei Contenuti:
Regole europee e accessibilità dell’auto
Emanuele Cappellano, nuovo responsabile per l’Europa allargata di Stellantis, dal Salone di Bruxelles rilancia un messaggio netto: senza regole Ue più equilibrate, l’auto accessibile rischia di scomparire. Il manager, subentrato a ottobre a Jean Philippe Imparato, lega la dimensione degli investimenti del gruppo all’assetto finale della normativa europea. In sintonia con il Ceo Antonio Filosa, avverte: il pacchetto Ue di dicembre mette in discussione i piani industriali.
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Dal 2019 l’Europa ha perso circa tre milioni di immatricolazioni e resta l’unica area a non essere tornata ai livelli pre-pandemia. Il crollo pesa soprattutto sulle fasce popolari: l’offerta sotto i 15 mila euro si è dissolta negli ultimi due anni, erosa dai costi tecnologici legati alla transizione.
Per Stellantis l’auto “per tutti” resta una priorità storica, ma la normativa Ue, spinta su requisiti complessi e costosi, spinge i costruttori verso segmenti superiori. La decarbonizzazione è imprescindibile, avverte Cappellano, ma non può basarsi solo sull’elettrico puro, che per prezzo e fruibilità esclude vaste platee di consumatori. Servono regole compatibili con il mercato reale e in grado di sostenere la produzione di vetture accessibili. Fonte: Corriere della Sera – Motori.
Strategia multi-energy e riorganizzazione locale
Stellantis spinge su una piattaforma multi‑energy per ridurre le emissioni senza comprimere l’accessibilità: elettrico puro dove sostenibile, ma anche mild‑hybrid e plug‑in per contenere i costi industriali e di acquisto. L’obiettivo è massimizzare la scelta del cliente e allineare i listini al potere d’acquisto reale.
La strategia tecnica si affianca a una riorganizzazione operativa: il processo decisionale viene spostato vicino ai mercati, con manifattura, ingegneria, comunicazione e customer experience regionalizzate. Tempi di esecuzione più rapidi e maggiore aderenza alla domanda dovranno tradursi in volumi e marginalità.
Il piano prodotti è il vettore della svolta: tra il 2025 e fine anno sono previsti 25 lanci tra nuovi modelli, restyling e tecnologie. Ma il manager avverte che il successo dipenderà dalla coerenza regolatoria Ue, oggi percepita come disallineata rispetto a bisogni dei clienti e sostenibilità degli investimenti. Fonte: Corriere della Sera – Motori.
Incentivi, produzione italiana e alleanze globali
Emanuele Cappellano chiede un piano strutturale di incentivi per svecchiare un parco di circa 250 milioni di veicoli datati in Europa, favorendo ogni tecnologia capace di ridurre le emissioni, non solo l’elettrico puro. Il nodo non è il 2035 ma l’impatto immediato: misure mirate sul rinnovo generano benefici ambientali e domanda industriale, colmando il divario tra regolazione e mercato.
In Italia, dopo un 2025 complesso, Stellantis punta a invertire la rotta con nuove ibride come 500 e Compass. Gli investimenti su Melfi e Mirafiori mirano a difendere competitività e occupazione, ma serve un mercato supportato da politiche stabili: senza domanda, la produzione resta sotto pressione.
Sulle alleanze, l’intesa con Leapmotor è considerata leva di crescita e apprendimento: l’industria cinese è avanzata su batterie e semiconduttori e la collaborazione viene letta come sinergia industriale, non resa strategica. Obiettivo: importare competenze, rafforzare la filiera europea e accelerare il time‑to‑market. Fonte: Corriere della Sera – Motori.
FAQ
- Perché servono incentivi immediati? Per accelerare il rinnovo del parco circolante e ridurre le emissioni già oggi.
- Gli incentivi riguardano solo l’elettrico? No, ogni tecnologia efficace nella riduzione della CO2 deve essere inclusa.
- Qual è la priorità per la produzione in Italia? Sostenere domanda e competitività degli impianti di Melfi e Mirafiori.
- Quali modelli trainano la ripresa? Le nuove versioni ibride di 500 e Compass.
- Perché l’alleanza con Leapmotor è strategica? Per accedere a know‑how su batterie e semiconduttori e velocizzare lo sviluppo prodotti.
- Qual è il rischio senza nuove politiche Ue? Ulteriore calo degli investimenti e riduzione dell’offerta accessibile.




