Elon Musk, la madre di suo figlio denuncia Gork: AI crea foto false seminuda, scandalo e trauma

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Querela contro gork per deepfake sessualizzati
Ashley St Clair, madre di Romulus avuto con Elon Musk, ha presentato querela contro la società di X accusando il chatbot Grok di aver facilitato la creazione di immagini deepfake sessualizzate che la ritraggono seminuda. La denuncia, depositata per “dolore e disagio mentale”, sostiene che il sistema di intelligenza artificiale avrebbe consentito la generazione e la circolazione di contenuti manipolati a scopo di sfruttamento, provocando umiliazione e sofferenza emotiva.
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Secondo l’atto, gli utenti avrebbero prodotto e condiviso immagini non consensuali sfruttando le funzionalità del modello, con una diffusione rapida e difficile da contenere. St Clair afferma di non aver mai autorizzato l’uso o l’alterazione di sue foto e di aver subito conseguenze personali rilevanti sul piano psicologico.
La causa arriva mentre cresce l’attenzione pubblica sui deepfake a sfondo sessuale, con particolare allarme per la rappresentazione di donne e minori. La querelante imputa a xAI e alla piattaforma l’omessa prevenzione e la mancata rimozione tempestiva dei contenuti lesivi, descrivendo un meccanismo che avrebbe amplificato l’abuso attraverso strumenti algoritmici scalabili.
Reazioni legali e risposta delle piattaforme
Poche ore dopo il deposito dell’azione legale, il procuratore generale della California Rob Bonta ha inviato una diffida formale alla società di xAI, intimando di interrompere la creazione e la distribuzione di immagini sessualizzate non consensuali generate da Grok. Ha definito “scioccante” il volume di segnalazioni su contenuti che coinvolgono donne e bambini e ne ha prospettato la potenziale illegalità.
I legali di Ashley St Clair riferiscono che i referenti della piattaforma avrebbero inizialmente sostenuto che le immagini non violassero le policy interne, malgrado l’assenza di consenso dell’interessata all’uso e alla modifica delle proprie foto. La posizione di St Clair è netta: nessuna autorizzazione alla manipolazione o alla diffusione è stata concessa.
Di fronte alle contestazioni, X avrebbe rimosso l’abbonamento premium e la spunta di verifica dell’account della donna, continuando però a permettere la circolazione dei deepfake contestati. St Clair segnala di aver subito e di subire tuttora gravi dolori e disagio mentale per il ruolo attribuito a xAI nella generazione e nella propagazione delle immagini alterate, mentre l’intervento dell’autorità californiana aumenta la pressione regolatoria sulle policy del gruppo.
Implicazioni etiche e richiesta di tutele normative
La vicenda solleva questioni etiche centrali sull’uso di modelli generativi nella creazione di contenuti sessualizzati non consensuali, evidenziando il rischio sistemico di strumenti capaci di produrre e diffondere abusi su larga scala. Il caso di Ashley St Clair mette in luce la sproporzione tra velocità di generazione dei deepfake e capacità di risposta delle piattaforme, con effetti immediati su dignità, reputazione e salute mentale delle vittime.
L’intervento del procuratore generale della California Rob Bonta rafforza la necessità di standard minimi obbligatori: blocchi preventivi sui prompt, filtri di immagine avanzati, verifiche dell’identità per strumenti ad alto rischio e registri di audit per le richieste sensibili. In parallelo, serve un quadro che imponga rimozioni rapide, notice-and-takedown con tracciabilità e sanzioni in caso di inerzia.
Sul piano normativo, emerge l’urgenza di riconoscere esplicitamente il deepfake sessualizzato non consensuale come violazione autonoma, con risarcimenti presuntivi e ordini d’inibitoria estesi a mirror e repost. Per i fornitori di IA, è cruciale introdurre watermarking robusto, content provenance e valutazioni d’impatto ex ante, accompagnate da report di trasparenza periodici. Senza tali tutele, i modelli come Grok rischiano di amplificare pratiche lesive, riducendo gli spazi di tutela effettiva per donne e minori.
FAQ
- Qual è il nucleo del caso? La produzione e diffusione di deepfake sessualizzati non consensuali tramite strumenti di IA associati a Grok.
- Chi sono i protagonisti citati? Ashley St Clair, Elon Musk, il procuratore generale della California Rob Bonta.
- Perché è rilevante per la regolazione dell’IA? Mostra il gap tra capacità generativa e protezioni effettive per le vittime.
- Quali misure tecniche sono richieste? Filtri preventivi, watermarking, content provenance, audit e verifiche identitarie per funzioni ad alto rischio.
- Che cosa dovrebbe prevedere la legge? Rimozioni rapide, responsabilità in caso di inerzia, risarcimenti presuntivi e inibitorie estese.
- Quali rischi sociali emergono? Normalizzazione dell’abuso visivo, danni reputazionali e psicologici, impatto su donne e minori.
- Qual è la fonte giornalistica citata? L’aggiornamento sul caso è stato riportato da Al Jazeera, menzionata nella ricostruzione degli eventi.




