E-bike Italia in crisi vendite, crollo del mercato accende l’allarme su mobilità sostenibile
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Italia, e-bike in calo: numeri, cause e prospettive del settore
Il mercato italiano delle e-bike e delle biciclette tradizionali ha vissuto nel 2025 un nuovo anno di contrazione, secondo i dati presentati a Milano da ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori).
Le vendite complessive sono scese del 4%, con un -7% sulle bici elettriche, fermando il mercato a 1.303.000 unità totali.
Il calo, che segue un 2024 già debole, si inserisce in un contesto di prezzi in forte crescita e infrastrutture ciclabili insufficienti, alimentando un divario sempre più marcato con i principali Paesi europei.
In sintesi:
- Nel 2025 vendute 1,303 milioni di biciclette in Italia, -4% sul 2024
- Segmento e-bike in calo del 7%, con negozi specializzati a -14%
- Dal 2019 mancano oltre 400.000 biciclette sulle strade italiane
- Fatturato a 2,5 miliardi di euro, ma per l’aumento dei prezzi
Secondo Piero Nigrelli, direttore settore ciclo di ANCMA, le aspettative di rimbalzo nel 2025 dopo l’annata difficile del 2024 sono state completamente disattese. Il comparto guarda ora al 2026 in cerca di un’inversione di tendenza, ma senza certezze.
Le biciclette tradizionali limitano le perdite (-3%, 1.047.000 unità), mentre il vero campanello d’allarme riguarda le e-bike e, soprattutto, i negozi specializzati, travolti da un -14% nelle vendite di elettriche e -7% sulle muscolari. Nel frattempo, grande distribuzione e canali online mostrano segnali di recupero, spostando gli equilibri della rete commerciale.
Il confronto con il 2019, ultimo anno pre-pandemia, evidenzia oltre 400.000 biciclette in meno sulle strade. Eppure il fatturato complessivo sale del 19%, a 2,5 miliardi di euro: un apparente paradosso spiegato dal forte incremento dei prezzi delle biciclette, con picchi del 32% nel 2022. Non è un “upgrade” spontaneo verso il premium, ma un’escalation dei listini. Come ha sintetizzato il vicepresidente ANCMA Cristiano De Rosa: “Le biciclette oggi costano semplicemente troppo”.
Sicurezza, prezzi e divario culturale con l’Europa
Oltre agli aspetti economici, il settore denuncia un ritardo strutturale e culturale dell’Italia rispetto all’Europa in tema di mobilità ciclabile. Paesi come Germania e Belgio hanno ormai elettrificato il mercato: otto biciclette su dieci vendute sono e-bike. In Italia, invece, la quota delle elettriche resta ferma attorno al 20%.
Secondo l’industria, la principale barriera non è tecnologica ma di contesto: la percezione di insicurezza delle strade italiane. Cristiano De Rosa ha ricordato le parole di Tadej Pogačar, che ha definito pericoloso pedalare in Italia: se un campione del mondo teme le nostre strade, difficilmente un lavoratore medio sceglierà la bici per gli spostamenti quotidiani.
Il dibattito sulle “Città 30” è diventato centrale. Michele Bernelli, direttore di BC, ha sottolineato che non è realistico riempire ogni via di piste ciclabili dedicate: la vera svolta di sicurezza passa dalla riduzione generalizzata delle velocità urbane, citando il modello di Bologna. Il presidente ANCMA Roman ha allargato il discorso alla necessità di una pianificazione urbana coerente, richiamando il caso di Graz, dove i limiti a 30 km/h sono in vigore dal 1992, integrati in una visione di città ciclabile di lungo periodo.
Timida speranza, export in crescita e rischi per l’occupazione
L’unica vera nota positiva arriva dall’export: la bilancia commerciale del comparto resta in attivo, con un +14,8% delle vendite all’estero. Il know-how italiano su telai, componenti e assemblaggi continua a essere apprezzato sui mercati internazionali.
Il mercato interno, però, rimane il punto debole. Alla domanda se il settore abbia toccato il fondo, i vertici ANCMA hanno risposto: “Non lo sappiamo”. Un’incertezza che fotografa lo stato di “timida speranza” evocato dagli operatori, sospesi tra la resilienza dell’industria e la fragilità della domanda nazionale.
L’intera filiera delle biciclette e delle e-bike sostiene oltre 34 mila posti di lavoro in Italia, ma si percepisce come poco ascoltata dalle istituzioni. “Sono due anni che aspettiamo di essere ricevuti per presentare le nostre proposte”, è stato lo sfogo finale. Senza un intervento coordinato su prezzi accessibili, incentivi mirati e sicurezza stradale, il rischio è vedere sempre più bici invendute sui cavalletti e sempre meno sulle strade, con conseguenze dirette su occupazione, mobilità sostenibile e qualità dell’aria nelle città.
FAQ
Quante biciclette sono state vendute in Italia nel 2025?
Nel 2025 in Italia sono state vendute complessivamente 1.303.000 biciclette, includendo sia modelli tradizionali sia e-bike, con un calo del 4% rispetto al 2024.
Di quanto è calato il mercato delle e-bike in Italia?
Il mercato italiano delle e-bike nel 2025 è diminuito del 7%, con una flessione particolarmente pesante per i negozi specializzati, attestata attorno al -14%.
Perché le biciclette in Italia costano sempre di più?
Le biciclette costano di più principalmente per l’aumento generalizzato dei listini, con rialzi fino al 32% registrati nel 2022, incidendo direttamente sul valore complessivo del mercato.
Quanto pesa l’export sul settore ciclistico italiano?
L’export ha registrato una crescita del 14,8%, mantenendo la bilancia commerciale del settore in territorio positivo e sostenendo la produzione nazionale nonostante il rallentamento della domanda interna.
Quali sono le fonti delle informazioni su mercato bici e e-bike?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati e notizie di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

