Donne italiane solidali: capelli donati ai sopravvissuti di Crans-Montana in segno di supporto tangibile

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Anna, Stefania, Pan: così in Italia le donne donano i capelli ai sopravvissuti di Crans-Montana
Parrucchiere e clienti in prima linea
Anna Chiara Lapadula, 20 anni, napoletana che studia comunicazione a Ferrara, non si tagliava i capelli da quattro anni e li ha trasformati in un caschetto corto per donarli ai sopravvissuti di Crans-Montana. Non trovando un salone già aderente, ha scelto un parrucchiere qualsiasi, si è fatta tagliare la chioma, ha portato via le trecce, le ha asciugate con cura e le ha spedite personalmente in Svizzera. Ha scoperto l’appello online e ora su Instagram fa da ponte per chi vuole seguire il suo esempio.
Nel suo salone di Rovetta (Bergamo), Stefania Cafarchia di Art Hair riceve fino a venti telefonate al giorno da donne disposte a donare. Solo in una giornata ha tagliato i capelli a sei nuove donatrici, arrivate da Brescia, Bergamo e da altre province. Ogni volta raccoglie le trecce, le sigilla in buste separate e le spedisce ai produttori di parrucche svizzeri.
Laura Martignago, impegnata al lavatesta con una giovane cliente, preferisce rinviare le interviste pur di non interrompere i tagli solidali. Per lei ogni appuntamento è un tassello concreto nel percorso di rinascita dei feriti del rogo di Capodanno, che spesso non rivedranno più crescere i propri capelli.
Una rete che attraversa l’Italia
La mobilitazione corre da Occhieppo Inferiore nel Biellese a Busto Arsizio nel Varesotto, da Musano di Trevignano nella Marca Trevigiana fino a Rovetta, Ferrara e alla Puglia. Nei saloni e tra le comuni cittadine circolano sempre le stesse regole: capelli lunghi almeno 30 centimetri se sciolti o 20 se intrecciati, rigorosamente naturali e mai trattati con tinte, decolorazioni o prodotti chimici. Sono i requisiti fissati dai produttori di parrucche svizzeri e francesi che hanno lanciato l’appello.
Aziende come Naturelle di Martigny (Canton Vallese) e Rolph Ag di Kloten (Canton Zurigo) spiegano sui propri canali social come effettuare il taglio, conservare le trecce e preparare i pacchi per la spedizione. I capelli non hanno scadenza: molte donne arrivano nei saloni con code tagliate anni fa, conservate in un cassetto, pronte finalmente a trovare un nuovo uso.
In diversi atelier, come racconta Erika Schiapparelli del Beauty Corner di Occhieppo Inferiore, era già attivo da tempo un servizio di taglio gratuito per chi donava i capelli ai malati oncologici. L’emergenza di Crans-Montana ha solo ampliato una pratica solidale già rodata.
Taglio gratuito, inclusione e speranza
Erika Schiapparelli insiste sui criteri: chiama tutti i giorni chi ha capelli troppo corti o tinti, e dire di no le pesa. Spiega però che un taglio corretto permette di trasformare i capelli in parrucche leggere, naturali, capaci di aiutare i ragazzi ustionati a fare pace con la propria immagine. Ogni treccia è un passo psicologico oltre il trauma del rogo, scoppiato nel locale Les Constellation di Crans-Montana, dove sono morte 40 persone.
Anche Pan Yueqiong, che per i clienti si fa chiamare Sabrina, ha aderito offrendo taglio e piega gratis. Come molte colleghe, non appartiene a nessuna grande catena ma ha deciso autonomamente di partecipare all’iniziativa benefica. Chi non trova un salone già inserito nella rete può rivolgersi a qualunque parrucchiere, spiegare le condizioni richieste e poi spedire da sé i capelli seguendo le istruzioni ufficiali.
Per molti sopravvissuti, la parrucca è il primo passo per tornare a mostrarsi in pubblico. Le brochure appese nei saloni, come quella di Art Hair a Rovetta, indicano la procedura per un servizio totalmente gratuito, dal taglio all’invio in Svizzera, con l’obiettivo dichiarato di garantire il maggior numero possibile di protesi capillari personalizzate.
FAQ
D: Chi può donare i capelli?
R: Possono donare donne e uomini di ogni età con capelli naturali, mai trattati chimicamente e sufficientemente lunghi.
D: Qual è la lunghezza minima richiesta?
R: Almeno 30 cm se i capelli sono sciolti, 20 cm se raccolti in trecce ben strette.
D: I capelli tinti o decolorati sono accettati?
R: No, i produttori di parrucche chiedono solo capelli vergini, senza tinte, mèches o stirature chimiche.
D: Come avviene la spedizione alle aziende svizzere?
R: Le trecce vengono asciugate, legate, inserite in buste sigillate e inviate a realtà come Naturelle Martigny o Rolph Ag Kloten.
D: È obbligatorio rivolgersi a un salone aderente?
R: No, è possibile farsi tagliare i capelli da qualsiasi parrucchiere, portarli a casa e spedirli autonomamente.
D: I capelli conservati da anni sono ancora utilizzabili?
R: Sì, se ben tenuti e asciutti non si deteriorano e possono diventare parrucche di qualità.
D: Perché questa iniziativa è nata dopo Crans-Montana?
R: Il rogo di Capodanno ha lasciato molti giovani con ustioni gravi al cuoio capelluto; le parrucche offrono supporto estetico e psicologico.
D: Qual è la fonte giornalistica che ha raccontato per prima questa mobilitazione?
R: Le storie di Anna Chiara Lapadula, Stefania Cafarchia ed Erika Schiapparelli sono state riportate da la Repubblica in un approfondimento dedicato ai donatori italiani per i sopravvissuti di Crans-Montana.




