Donazione organi, rinnovo carta d’identità svela possibilità di consenso
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Donazione di organi: scelta spesso improvvisata allo sportello comunale
Quasi quattro italiani su dieci scoprono solo allo sportello del Comune, al rinnovo della carta d’identità, di poter esprimere il consenso alla donazione di organi e tessuti.
La fotografia arriva da una nuova indagine di Noto Sondaggi per il Centro Nazionale Trapianti, che ha analizzato le modalità con cui i cittadini decidono se donare.
La ricerca, condotta in Italia e aggiornata al 15 aprile 2026, mostra che la decisione viene spesso presa all’ultimo momento, sotto pressione e con scarsa informazione, con effetti misurabili sui rifiuti e sulle astensioni.
Il tema è cruciale perché proprio la dichiarazione allo sportello comunale è oggi il principale canale di registrazione della volontà, con oltre 24,8 milioni di adesioni: ma senza consapevolezza preventiva, la scelta rischia di non riflettere davvero le convinzioni dei cittadini.
In sintesi:
- Quasi il 40% degli italiani scopre solo allo sportello la possibilità di donare organi.
- Il 58% di chi rifiuta e l’80% di chi tace decide sul momento.
- Oltre 26,6 milioni di dichiarazioni registrate, ma il 38% non si esprime.
- Gli esperti chiedono più informazione preventiva per decisioni realmente consapevoli.
Dati, percentuali e criticità del sistema delle dichiarazioni
L’indagine per il Centro Nazionale Trapianti evidenzia un “effetto sorpresa” strutturale: circa il 40% dei cittadini ignora che, al rinnovo della carta d’identità elettronica, verrà invitato a esprimere la propria volontà sulla donazione.
In questo contesto, un italiano su due decide sul momento; ciò alimenta rifiuti e mancate dichiarazioni.
Il 58% di chi ha detto no alla donazione lo ha fatto direttamente allo sportello, senza averci pensato prima, mentre quasi l’80% di chi non ha espresso alcuna volontà ha scelto il non-decidere in modo altrettanto estemporaneo.
Al 15 aprile 2026 risultano registrate oltre 26,6 milioni di dichiarazioni, di cui più di 24,8 milioni raccolte nei Comuni.
Tra chi si è espresso, il 65,7% ha dato il consenso e il 34,3% si è opposto; includendo le registrazioni tramite Asl e associazioni come Aido, il tasso di consenso sale al 67,9%.
Nel primo trimestre 2026 sono state emesse oltre 2,6 milioni di carte d’identità elettroniche a maggiorenni: il 38% non ha indicato alcuna scelta, mentre tra i dichiaranti il 61,1% ha acconsentito e il 38,9% ha rifiutato.
Informazione carente e prospettive per decisioni più consapevoli
Per Giuseppe Feltrin, direttore del Centro Nazionale Trapianti, il nodo principale resta informativo.
Molti cittadini non sanno che lo sportello anagrafico è il momento in cui possono esercitare un vero e proprio diritto: dichiarare la propria volontà sulla donazione, modificabile in qualsiasi momento.
Questa lacuna pesa su un passaggio delicato, con ricadute dirette sulle liste d’attesa e sulla programmazione dei trapianti.
Il quadro emerso suggerisce che la disponibilità teorica a donare è ampia, ma spesso non si traduce in una scelta compiuta e stabile.
Quando la decisione è improvvisata o rimandata, aumentano rifiuti e silenzi; al contrario, una valutazione anticipata, discussa in famiglia e sostenuta da informazioni chiare, tende a consolidare il consenso, riducendo incertezze e ripensamenti nel tempo.
Per gli esperti, la priorità non è solo accrescere i sì, ma garantire che ogni sì e ogni no siano espressione di una reale consapevolezza personale.
FAQ
Come si esprime il consenso alla donazione di organi in Comune?
È possibile esprimere il consenso o il diniego al momento del rilascio o rinnovo della carta d’identità elettronica, firmando l’apposita dichiarazione registrata nel Sistema Informativo Trapianti.
Posso cambiare idea dopo aver dato il consenso alla donazione?
Sì, è sempre possibile modificare la propria volontà rivolgendosi all’Asl, al medico di base, alle associazioni accreditate o nuovamente al Comune, con aggiornamento nel registro nazionale.
Cosa succede se non dichiaro nulla sulla donazione di organi?
In assenza di dichiarazione, in caso di morte cerebrale viene consultato il parere dei familiari aventi diritto, che possono esprimere consenso o rifiuto secondo la normativa vigente.
Perché è importante parlarne in famiglia prima del rinnovo del documento?
È importante perché una scelta discussa in famiglia riduce incertezze, rifiuti all’ultimo momento e conflitti tra parenti, facilitando il rispetto della volontà personale in caso di necessità.
Da quali fonti sono stati ricavati i dati sulla donazione di organi?
I dati derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

