Domenico Marocchi rompe il silenzio: cosa è davvero successo alla troupe Rai aggredita a Crans-Montana

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Aggressione alla troupe Rai a Crans-Montana: dinamica e contesto
Crans-Montana, Svizzera: durante la copertura delle conseguenze della strage di Capodanno nel locale Le Constellation, una troupe della Rai è stata aggredita davanti al ristorante distrutto dal rogo. Sul posto operavano inviati e tecnici di UnoMattina News, Storie Italiane, La Volta Buona e Ore 14, impegnati nella realizzazione di servizi sul caso legato alle attività della famiglia Moretti.
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Secondo le ricostruzioni, un primo gruppo di tre persone si è avvicinato alla squadra, ha rivolto insulti e minacce anche di stampo xenofobo contro gli italiani, generando tensione immediata. Poco dopo sarebbero sopraggiunti altri individui, presumibilmente lavoratori della zona, e la situazione è degenerata in contatto fisico.
L’attrezzatura e il veicolo della troupe sono stati colpiti mentre i giornalisti cercavano riparo in auto. Le immagini diffuse da @RaiUno su X documentano i momenti dell’assalto durante il reportage davanti al “Constellation”. Il contesto è quello di una comunità scossa dall’incendio di Capodanno e di un presidio mediatico intenso, con più redazioni sul campo per seguire l’inchiesta e le ripercussioni locali.
La testimonianza di Domenico Marocchi: minacce, insulti e paura
Domenico Marocchi ha raccontato di essere stato sul posto con la troupe di UnoMattina News e il collega Alessandro Politi di Storie Italiane quando tre individui si sono presentati con insulti e minacce, includendo attacchi contro gli italiani. A quel punto sono arrivati altri soggetti, verosimilmente lavoratori della zona, e l’ostilità è sfociata in spintoni.
Il giornalista ha riferito di essere stato spinto e di aver cercato riparo in auto insieme alla squadra; il mezzo è stato colpito mentre le aggressioni verbali proseguivano. Le immagini diffuse da @RaiUno su X confermano la concitazione davanti al “Constellation”.
In una successiva storia su Instagram, Marocchi ha definito “dieci minuti brutti” l’episodio, precisando che le persone erano numerose e aggressive, pur senza conseguenze gravi. Ha espresso delusione per il clima poco collaborativo e ha richiamato l’attenzione sulle vittime e sui giovani feriti, costretti ad affrontare percorsi di vita durissimi dopo una tragedia che lui definisce “annunciata”.
Riflessione sociale dopo la tragedia: clima ostile e memoria delle vittime
Il quadro che emerge dalle parole di Domenico Marocchi è quello di una comunità segnata da tensioni e diffidenza verso i media, con reazioni scomposte che riflettono un clima incattivito e poco incline alla collaborazione. Il riferimento diretto agli insulti contro gli italiani e all’ostilità esplosa davanti al Le Constellation evidenzia una frattura sociale aggravata dal dolore e dalle polemiche successive al rogo.
La breve aggressione, pur senza conseguenze fisiche gravi, viene letta come sintomo di un ambiente esasperato, in cui la narrativa pubblica sulla strage e sulle responsabilità è diventata campo di scontro. La presenza simultanea di più redazioni, tra cui UnoMattina News, Storie Italiane, La Volta Buona e Ore 14, ha reso più visibile la pressione attorno al luogo dell’incendio.
Marocchi richiama la centralità delle vittime e dei ragazzi feriti, invitando a evitare la spettacolarizzazione del dolore. La priorità, sottolinea, resta la tutela della memoria, l’accertamento dei fatti e il rispetto delle persone coinvolte, elementi essenziali per una ricostruzione responsabile.
FAQ
- Che cosa è accaduto alla troupe della Rai a Crans-Montana?
Un gruppo di persone ha insultato e minacciato i giornalisti davanti al Le Constellation, con spintoni e colpi al veicolo della troupe. - Chi erano i giornalisti coinvolti?
Erano presenti Domenico Marocchi e Alessandro Politi, con squadre di UnoMattina News, Storie Italiane, La Volta Buona e Ore 14. - Dove si è verificato l’episodio?
Davanti al locale Le Constellation a Crans-Montana, Svizzera, già teatro della strage di Capodanno. - Ci sono stati feriti tra i giornalisti?
No, secondo Marocchi non si registrano conseguenze fisiche gravi, ma momenti di forte tensione. - Perché l’episodio è rilevante dal punto di vista sociale?
Indica un clima ostile verso la stampa e una comunità provata, con scarsa collaborazione e tensioni identitarie. - Qual è la priorità indicata dai giornalisti sul posto?
Tenere alta l’attenzione sulle vittime e sui feriti, ricostruire i fatti con rigore e rispetto, evitando la spettacolarizzazione.




