Dolce e Gabbana rivoluziona la passerella: ritratti maschili magnetici che riscrivono l’eleganza
Indice dei Contenuti:
Ritratti maschili contemporanei
Dolce & Gabbana presentano una sequenza di volti maschili che emergono dal pubblico e sfilano uno alla volta, trasformando la passerella in una galleria viva. La collezione, intitolata The Portrait of a Man, organizza 100 modelli come ritratti dinamici, ciascuno portatore della propria impronta. La regia enfatizza ritmo e presenza, restituendo al pubblico un mosaico di identità definite.
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La narrazione visiva privilegia la singolarità del soggetto, con uno styling calibrato per non sovrastare le personalità. Ogni uscita diventa un frammento di biografia, un focus su postura, sguardo e modo di indossare il capo. L’effetto è museale e contemporaneo insieme, dove la distanza tra spettatore e modello si riduce a favore di un confronto diretto.
Tra gli ospiti spicca il cantante Benson Boone, presenza che conferma l’attenzione del brand al dialogo con la cultura pop. L’impianto scenico è essenziale, funzionale a isolare il carattere dei look e a scandire la progressione dei ritratti. La sfilata si muove come un catalogo in tempo reale, in cui l’uomo è soggetto e medium della propria autorappresentazione.
Individualità oltre gli stereotipi
Una voce fuori campo apre lo show chiarendo la direzione: l’attenzione è sulla persona, non sul format. L’individualità diventa metrica progettuale, ogni uscita misura una diversa postura dell’essere. Il percorso in passerella è singolare, un tempo dedicato a ciascun modello per affermare presenza e racconto personale.
Il messaggio è netto: nessun cliché virile, nessuna maschera imposta. La sfilata rifiuta la standardizzazione, proponendo variazioni di carattere e ritmo che ribadiscono il principio cardine del brand. L’uomo non è definito da codici rigidi, ma da scelte, sfumature, contraddizioni coerenti con la propria storia.
Il credo di Dolce & Gabbana si traduce in un invito a leggere l’abito come traccia identitaria. I capi sono strumenti per mostrare intenzioni e sensibilità diverse, più che divise da indossare. A emergere è un campo aperto di possibilità espressive, dove il pluralismo maschile viene riconosciuto e messo a fuoco senza gerarchie.
FAQ
- Qual è il tema centrale della sfilata? La celebrazione dell’individualità maschile attraverso ritratti personali.
- Come sfilano i modelli? Si alzano dal pubblico e percorrono la passerella singolarmente, ognuno con un proprio tempo scenico.
- Cosa rifiuta il concept creativo? Gli stereotipi e la standardizzazione dei codici di genere.
- Qual è il ruolo degli abiti? Funzionano come segni identitari che rivelano intenzioni e sensibilità.
- Chi era tra gli ospiti? Il cantante Benson Boone, a sottolineare il dialogo con la cultura pop.
- Come viene costruita la narrazione? Tramite uscite essenziali che privilegiano postura, sguardo e presenza del singolo.
- Qual è la fonte giornalistica citata? L’ispirazione e le informazioni richiamano la copertura di ANSA.
Materiali e costruzioni significative
La regia insiste su capi che mostrano “la costruzione che rivela l’intenzione”, principio cardine della collezione The Portrait of a Man. Le silhouette sono pulite, con tagli netti che accentuano spalle, vita e linea del busto, mentre cuciture e impunture diventano tracce visibili di progetto. Ogni dettaglio è calibrato per esprimere funzione e carattere, senza superfluo.
I materiali dialogano con la pluralità dei gesti: lane compatte per una struttura disciplinata, sete fluide a suggerire movimento, cotoni armaturati per una presenza più tattile. La scelta delle texture non decora, definisce posizioni esistenziali diverse, dal rigore alla morbidezza controllata. La palette resta essenziale per concentrare lo sguardo sulla forma e sulla mano del tessuto.
La tecnica sartoriale è esibita come linguaggio: taglio vivo, pieghe architettoniche, interni rifiniti che emergono a tratti come confessioni di metodo. L’assemblaggio rende leggibile il percorso dall’idea al capo finito, trasformando ogni look in un documento progettuale. È qui che l’intenzione diventa stile, e il capo, identità in atto.
FAQ
- Qual è l’idea guida della costruzione dei capi? Rendere visibile l’intenzione progettuale attraverso tagli, impunture e finiture.
- Quali materiali dominano la collezione? Lane compatte, sete fluide e cotoni armaturati, scelti per diverse espressività.
- Perché la palette è contenuta? Per focalizzare l’attenzione su forma, struttura e mano dei tessuti.
- Come viene valorizzata la sartoria? Mostrando interni rifiniti, taglio vivo e dettagli tecnici come segni narrativi.
- Che ruolo ha la texture? Non decora: definisce postura, gesto e identità del look.
- Come dialogano i capi con l’individualità? Ogni costruzione traduce una diversa posizione dell’essere, senza stereotipi.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le informazioni si rifanno alla copertura di ANSA.




