Disuguaglianza, Vaticano smascherato: come la legge del più ricco piega giustizia e dignità globali

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Crescita dei patrimoni e stagnazione della povertà
Oxfam registra nel 2025 un’accelerazione senza precedenti: oltre 3.000 miliardari concentrano 18.300 miliardi di dollari, +16% reale in un anno, crescita tripla rispetto alla media quinquennale. Dall’inizio del 2020 l’aumento sfiora l’81%, equivalente a circa otto volte il Pil dell’Italia.
La ricchezza estrema potrebbe azzerare la povertà estrema per 26 volte, ma il tasso di riduzione della povertà globale resta immobile da sei anni. Una persona su quattro vive insicurezza alimentare; metà della popolazione mondiale resta in condizione di povertà, nonostante l’espansione dei patrimoni dei più facoltosi.
Il rischio sistemico è concreto: senza crescita inclusiva e redistribuzione, l’obiettivo di eliminare la povertà estrema entro il 2030 svanisce. Le proiezioni indicano che nel 2050 quasi 3 miliardi di persone, un terzo dell’umanità, potrebbero rimanere intrappolate nella povertà, ampliando divari sociali e territoriali.
Potere economico, democrazia e controllo dei media
Il rapporto di Oxfam evidenzia un nesso strutturale tra concentrazione di ricchezza e influenza politica: i grandi patrimoni incidono sulle politiche pubbliche orientandole a beneficio di pochi, erodendo l’interesse collettivo. L’effetto è un indebolimento dei contrappesi democratici e del patto civico, con sfiducia crescente verso le istituzioni.
La frattura tra “luoghi che contano” e aree marginalizzate alimenta disillusione e spinge consenso verso ricette populiste o estremiste che promettono rotture radicali ma consolidano lo status quo. Il risultato è un tessuto sociale lacerato, investimenti che ristagnano e mobilità bloccata nelle regioni “tagliate fuori”.
Nell’ecosistema informativo il potere economico agisce come moltiplicatore: sette dei maggiori gruppi media globali sono controllati da miliardari, con capacità di definire l’agenda pubblica e delegittimare proposte redistributive. Il controllo dei canali di informazione condiziona percezioni, priorità politiche e cornici morali delle disuguaglianze.
Il debito dei Paesi più poveri aggrava lo squilibrio: una quota crescente di risorse viene assorbita dal servizio del debito a scapito di sanità, istruzione e welfare. Questa dinamica restringe lo spazio fiscale, accentua la fragilità istituzionale e rafforza dipendenze che limitano l’autonomia delle politiche pubbliche.
Strumenti fiscali e cooperazione per ridurre le disuguaglianze
Oxfam propone un cambio di rotta basato su tre pilastri: ristrutturazione e cancellazione del debito dei Paesi a basso reddito, standard internazionale di tassazione della ricchezza estrema, rafforzamento della cooperazione allo sviluppo. Misure coordinate per recuperare spazio fiscale e proteggere servizi essenziali come sanità, istruzione e welfare.
Un’imposta progressiva sui grandi patrimoni e un quadro globale contro l’elusione dei super-ricchi puntano a riequilibrare il prelievo, oggi gravante su lavoro e consumi. L’armonizzazione tra giurisdizioni e lo scambio automatico di informazioni sono essenziali per ridurre arbitraggi e opacità.
Per l’Italia, Oxfam sollecita un ruolo proattivo: portare l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo allo 0,7% del RNL, sostenere un accordo multilaterale sulla tassazione dei miliardari e promuovere un panel internazionale indipendente sulla disuguaglianza, incaricato di valutare l’impatto redistributivo delle politiche con criteri scientifici verificabili.
La ristrutturazione del debito deve legarsi a clausole sociali che salvaguardino investimenti pubblici strategici, evitando che i costi si scarichino sui più vulnerabili. Trasparenza fiscale, registri dei beneficiari effettivi e sanzioni contro giurisdizioni non cooperative completano l’architettura.
Una cooperazione efficace richiede governance multilaterale inclusiva: coinvolgimento dei Paesi debitori nei negoziati, condizionalità orientate a equità e diritti, monitoraggio pubblico dei risultati. Solo così le risorse recuperate potranno tradursi in riduzione della povertà e maggiore resilienza sociale.
FAQ
- Qual è l’obiettivo principale delle misure proposte? Ridurre le disuguaglianze tramite tassazione progressiva della ricchezza, alleggerimento del debito e rafforzamento dei servizi pubblici.
- Perché serve una tassa globale sui super-ricchi? Per limitare elusione e spostamenti di capitale, garantendo gettito stabile e coordinato tra Paesi.
- Come si tutela la spesa sociale durante le ristrutturazioni del debito? Introducendo clausole che proteggano sanità, istruzione e welfare da tagli pro-ciclici.
- Che ruolo ha l’Italia? Aumentare l’APS allo 0,7% del RNL, sostenere standard fiscali comuni e promuovere un panel internazionale sulla disuguaglianza.
- Quali strumenti migliorano la trasparenza fiscale? Registri dei titolari effettivi, scambio automatico di informazioni e sanzioni per giurisdizioni opache.
- Come si misura l’impatto delle politiche redistributive? Con valutazioni indipendenti, indicatori comparabili e pubblicazione dei dati.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Il rapporto e le posizioni riportate da Oxfam, presentati in occasione del World Economic Forum di Davos, ripresi da Vatican News.




