Digiuno intermittente sotto esame, gli esperti chiariscono rischi e benefici per chi vuole dimagrire

Digiuno intermittente e cuore: cosa rivela il nuovo allarme degli esperti
Il digiuno intermittente, pratica alimentare sempre più popolare tra chi desidera dimagrire rapidamente, è finito sotto osservazione per i possibili rischi cardiovascolari. Uno studio recente ha rilevato che chi limita l’assunzione di cibo a meno di otto ore al giorno presenta un rischio del 135% più elevato di morire per malattie cardiovascolari rispetto a chi distribuisce i pasti su 12-14 ore.
In Italia, il tema è stato analizzato in tv dal nutrizionista Yari Rossi e dal professor Giorgio Calabrese, che invitano a usare prudenza e a non improvvisare.
Gli esperti sottolineano che il digiuno intermittente non è adatto a tutti e richiede sempre una valutazione clinica personalizzata, per evitare squilibri nutrizionali e possibili danni a cuore e metabolismo.
In sintesi:
- Digiuno sotto le otto ore al giorno associato a rischio cardiovascolare aumentato del 135%.
- Yari Rossi: metodo efficace solo se si cura qualità e quantità degli alimenti.
- Giorgio Calabrese: necessario equilibrio, educazione alimentare e valutazione medica individuale.
- Rischi: squilibri nutrizionali, deplezione di potassio, eccesso di grassi o proteine.
Le principali strategie di digiuno intermittente e i rischi nascosti
Secondo Yari Rossi, laureato in scienze della nutrizione umana, il punto di partenza non è l’orologio, ma il piatto: *“La base è scegliere quanto e cosa mangiare, e poi quando farlo”*.
Il protocollo più diffuso è il 16/8: 16 ore di digiuno e 8 ore in cui concentrare l’alimentazione, distribuendo due piccoli spuntini e un pasto principale.
Altre varianti sono il digiuno a giorni alterni e lo schema 5/2, con cinque giorni di alimentazione abituale e due giorni a ridotto apporto calorico.
Rossi segnala però la strategia del “one meal a day”, un solo pasto al giorno, come potenzialmente pericolosa per l’organismo a causa dello stress metabolico e del rischio di carenze.
Il professor Giorgio Calabrese, presente in studio, richiama alla prudenza: *“Bisogna trovare un equilibrio, dobbiamo educare all’alimentazione”*.
Fra gli effetti collaterali possibili cita la *“deplezione potassica”*, squilibrio che può incidere sul funzionamento di cuore e muscoli, e la carenza di antiossidanti se la dieta non include adeguate quantità di frutta e verdura.
Un digiuno mal pianificato può indurre eccessi di grassi o proteine: per Calabrese questo approccio è semplicemente *“sbagliato”*.
Come scegliere in sicurezza se il digiuno intermittente fa per noi
Le evidenze emergenti impongono un cambio di prospettiva: il digiuno intermittente non può essere considerato una scorciatoia universale per dimagrire, ma uno strumento da usare con grande cautela.
Gli esperti raccomandano una valutazione clinica preventiva, soprattutto in presenza di fattori di rischio cardiovascolare, diabete, ipertensione o terapie farmacologiche.
Un approccio prudente privilegia regolarità dei pasti, qualità degli alimenti, adeguato apporto di potassio e antiossidanti, evitando esperimenti estremi come il pasto unico quotidiano.
La vera frontiera, sottolineano Rossi e Calabrese, resta l’educazione alimentare: strategie coerenti con il proprio stile di vita, sostenibili nel tempo e validate da professionisti, per proteggere peso, cuore e longevità.
FAQ
Il digiuno intermittente aumenta davvero il rischio cardiovascolare?
Sì, secondo lo studio citato, restringere l’alimentazione a meno di otto ore al giorno è associato a un aumento del 135% del rischio di morte cardiovascolare.
Il metodo 16/8 è sicuro per chi è sano?
Sì, in soggetti sani può essere valutato, ma solo se strutturato da un nutrizionista, con pasti completi e monitoraggio di peso, energia e parametri ematochimici.
Chi dovrebbe evitare il digiuno intermittente?
Sì, è sconsigliato a cardiopatici, diabetici in terapia, donne in gravidanza o allattamento, adolescenti, anziani fragili e persone con disturbi del comportamento alimentare.
Come ridurre i rischi se scelgo il digiuno intermittente?
Serve una pianificazione professionale, con adeguati carboidrati complessi, proteine magre, grassi buoni, frutta e verdura, idratazione costante e controlli medici periodici.
Qual è la fonte delle informazioni su digiuno intermittente e rischi?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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