Diego Baroni scomparso, il giallo del profilo TikTok e della pista milanese che inquieta gli investigatori

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Ipotesi sulla scomparsa di Diego Baroni
Diego Baroni, 14 anni, potrebbe non essersi allontanato volontariamente e in solitudine dalla sua abitazione di San Giovanni Lupatoto, nel Veronese. Gli inquirenti stanno valutando con attenzione lo scenario di un coinvolgimento esterno, ritenuto oggi una delle piste più concrete.
La Procura di Verona, inizialmente orientata a un fascicolo esplorativo privo di ipotesi di reato o indagati, ha modificato il quadro giuridico procedendo ora per sottrazione di minore. L’iscrizione è al momento contro ignoti, ma segna un cambio di passo nelle attività investigative.
Secondo quanto emerge dalle analisi, qualcuno potrebbe aver aiutato il ragazzo ad allontanarsi oppure lo starebbe ospitando, con un possibile legame con contatti conosciuti in rete. Gli investigatori non escludono che una persona incontrata online abbia avuto un ruolo decisivo nella fase precedente alla scomparsa e nelle ore immediatamente successive, orientando spostamenti, comunicazioni e scelte del quattordicenne.
Tracce digitali tra Milano e il profilo TikTok
Gli accertamenti tecnici si concentrano sul telefono di Diego Baroni, considerato dagli investigatori il principale filo per ricostruire gli spostamenti del quattordicenne. Nella serata stessa dell’allontanamento, il dispositivo ha agganciato due diverse celle telefoniche nel centro di Milano, indicando con precisione un passaggio nel capoluogo lombardo prima che il cellulare risultasse definitivamente irraggiungibile.
Da quel momento, il telefono è apparso spento alle verifiche di rete, ma l’attenzione degli inquirenti si è spostata rapidamente anche sull’attività del profilo TikTok collegato al ragazzo. Nelle ore successive alla scomparsa, infatti, l’account risulta utilizzato: alcuni compagni di basket hanno riferito di aver ricevuto notifiche di accettazione delle richieste di amicizia inviate in precedenza.
Gli investigatori stanno valutando due ipotesi principali: che Diego, eventualmente affiancato o influenzato da qualcuno, tenga il telefono offline collegandosi solo a reti Wi-Fi pubbliche per evitare la localizzazione, oppure che sia un soggetto terzo a gestire l’accesso al suo profilo social e, forse, allo stesso dispositivo. Gli approfondimenti tecnici servono a capire da quale area e con quali modalità sia avvenuto l’uso dell’account, elemento cruciale per distinguere una fuga organizzata da un possibile intervento esterno.
Indagini in corso e ruolo delle conoscenze online
Le attività investigative sulla scomparsa di Diego Baroni si stanno concentrando in modo crescente sull’ambiente digitale frequentato dal quattordicenne e sulle possibili relazioni nate in rete. Gli inquirenti ritengono che proprio nell’area dei contatti online possano emergere elementi decisivi per capire chi abbia potuto agevolarne l’allontanamento o, eventualmente, lo stia ospitando.
L’ipotesi di una conoscenza virtuale trasformata in legame reale viene considerata una pista concreta, in particolare alla luce dei movimenti del telefono e delle attività collegate al profilo social. Il lavoro investigativo punta a incrociare dati di traffico, accessi agli account e testimonianze del gruppo di amici e compagni di sport del ragazzo.
Gli accertamenti tecnici mirano a stabilire se dietro ai recenti accessi al profilo di TikTok ci sia effettivamente il minore o una persona terza che ne utilizza credenziali e dispositivo. Parallelamente, vengono esaminate chat, richieste di amicizia e contatti recenti, allo scopo di individuare eventuali figure adulte o coetanei che possano aver organizzato incontri, spostamenti o appoggi logistici, in particolare in relazione alla pista che porta verso Milano.
FAQ
D: Chi è Diego Baroni?
R: Diego Baroni è un ragazzo di 14 anni residente a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, scomparso dopo essere uscito di casa per andare a scuola.
D: Perché la Procura di Verona procede per sottrazione di minore?
R: La Procura di Verona ha aperto un fascicolo per sottrazione di minore perché non si esclude il coinvolgimento di terze persone che possano aver favorito o organizzato l’allontanamento del ragazzo.
D: Qual è la pista che porta a Milano?
R: Le celle telefoniche agganciate dal cellulare di Diego la sera della scomparsa indicano un passaggio nel centro di Milano, elemento che ha orientato parte delle indagini verso il capoluogo lombardo.
D: Che ruolo ha il profilo TikTok di Diego nelle indagini?
R: Il profilo TikTok è ritenuto centrale perché, dopo la scomparsa, risultano attività e notifiche di accettazione di richieste di amicizia, da verificare se riconducibili al ragazzo o a un terzo.
D: Gli investigatori escludono che Diego si sia allontanato da solo?
R: Non viene esclusa alcuna ipotesi, ma gli inquirenti considerano plausibile che Diego sia stato aiutato o influenzato da qualcuno conosciuto online.
D: Come vengono analizzate le tracce digitali del caso?
R: Vengono esaminati il traffico telefonico, gli accessi ai social, l’uso di eventuali reti Wi-Fi pubbliche e le interazioni sui profili di Diego Baroni, per ricostruire spostamenti e contatti.
D: Qual è la fonte delle informazioni sul caso?
R: Le informazioni riportate derivano dalla ricostruzione giornalistica basata su notizie di cronaca pubblicate da testate nazionali, tra cui TGCOM24, e sugli elementi resi noti dagli inquirenti.




