Delitto di Garlasco, Sempio spiazza in tv: atteso rinvio a giudizio e clamorosa confessione che divide
Indice dei Contenuti:
Attesa del rinvio a giudizio
Andrea Sempio, indagato in concorso per l’omicidio di Chiara Poggi, anticipa la possibilità di una richiesta di rinvio a giudizio nell’inchiesta della procura di Pavia. In tv ha chiarito di attendersi l’approdo a un’udienza preliminare, puntando al proscioglimento per carenza di elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio. Ribadisce che, a suo avviso, non vi siano presupposti sufficienti per un processo.
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Definisce questa tornata investigativa la più complessa tra quelle che lo hanno riguardato, la terza in ordine di tempo. Parla del 2025 come dell’anno più impegnativo, segnato da pressioni e aspettative contrapposte. Sottolinea di essere percepito come “colpevole desiderato” da una parte dell’opinione pubblica.
Riferisce dell’esistenza di “tifoserie” e di un fronte che auspicherebbe la sua condanna, a prescindere dagli sviluppi processuali. Mantiene la linea difensiva: confronto in udienza preliminare e richiesta di non luogo a procedere. La strategia resta ancorata all’assenza, secondo lui, di riscontri probatori nuovi o determinanti per sostenere l’accusa oltre la fase preliminare.
Il peso del processo mediatico
Andrea Sempio descrive una frattura tra la dimensione giudiziaria, che reputa “lineare”, e quella mediatica, dominata da schieramenti e narrazioni seriali. Parla di una vicenda trasformata in “serie tv”, dove il dibattito online amplifica sospetti e letture polarizzate, con una parte del pubblico che lo indica come “colpevole desiderato”.
Nella quotidianità afferma di non percepire ostilità diretta, mentre sui social segnala un volume di ostilità elevato: ogni notizia a lui favorevole viene interpretata come frutto di trucchi o retroscena. Sottolinea l’impatto reputazionale di questa pressione, che rischia di condizionare la percezione dei passaggi giudiziari.
Rivendica il diritto a un giudizio fondato su atti e prove, non su tifoserie o aspettative punitive. Indica nel 2025 l’anno più gravoso proprio per l’incrocio tra tempi processuali e rumore mediatico, insistendo sulla necessità di distinguere il vaglio delle carte dalle dinamiche dei social network.
Ipotesi e responsabilità nell’omicidio Poggi
Andrea Sempio afferma di non avere informazioni su possibili nuovi indagati: l’ipotesi di ulteriori coinvolgimenti, dice, è circolata solo sulla stampa. La sua posizione è in concorso con Alberto Stasi “o con altri”, ma al momento non risultano ingressi formali nel fascicolo.
Alla domanda su chi abbia ucciso Chiara Poggi, Sempio richiama le sentenze definitive e indica Stasi come responsabile secondo l’esito giudiziario. Precisa di non avere titolo per mettere in discussione quel verdetto e si attiene alla verità processuale finora accertata.
La difesa insiste sul perimetro delle carte: nessun elemento, ad oggi, gli risulta sufficiente a estendere l’impianto accusatorio oltre quanto già definito dai giudici, né a supportare nuove contestazioni autonome a suo carico.
FAQ
- Chi è Andrea Sempio?
Amico del fratello di Chiara Poggi, attualmente indagato in concorso nell’inchiesta della procura di Pavia. - Qual è lo stato dell’indagine?
Si attende la richiesta di rinvio a giudizio con approdo a udienza preliminare. - Sempio cosa contesta?
Ritiene assenti elementi sufficienti per sostenere l’accusa in processo. - Ci sono nuovi indagati?
Al momento no; le ipotesi sono circolate solo sui media. - Chi è indicato come responsabile dall’esito giudiziario?
Alberto Stasi, secondo le sentenze definitive. - Qual è l’impatto mediatico sul caso?
Polarizzazione sui social e narrazioni che Sempio definisce da “serie tv”. - Fonte giornalistica di riferimento?
ilfattoquotidiano.it




