Delitti in calo, stretta decisiva: i nuovi dati che cambiano la percezione della sicurezza in Italia

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Dati in calo e quadro generale dei reati
I numeri diffusi dal Viminale delineano un quadro in apparente miglioramento sul fronte dei reati più gravi, a partire dagli omicidi volontari. Nel 2025 le uccisioni sono scese a 286, contro le 335 registrate nel 2024, con una riduzione pari al 15% e un livello che rappresenta il minimo dell’ultimo decennio.
Il calo è particolarmente evidente sul versante dei femminicidi: le donne uccise nell’ultimo anno sono 97, rispetto alle 118 del 2024, alle 120 del 2023 e alle 130 del 2022, con una flessione complessiva del 18%. Questi dati indicano un rallentamento progressivo e costante della violenza letale contro le donne, pur dentro un fenomeno che rimane strutturale e radicato nel contesto sociale italiano.
Nel complesso, la fotografia statistica restituisce un sistema di sicurezza che, almeno sul piano quantitativo, mostra segnali di efficacia delle politiche di prevenzione e repressione. Tuttavia, la contemporanea emersione di episodi estremamente violenti in contesti sensibili – come le scuole o i luoghi della vita notturna – introduce elementi di forte inquietudine, che rendono meno rassicuranti numeri altrimenti percepibili come positivi e riaprono il dibattito pubblico sulla reale percezione di sicurezza tra i cittadini.
Violenza giovanile e allarme sociale
La morte del giovane Abanoub Youssef all’istituto Einaudi Chiodo di La Spezia ha trasformato una statistica in un caso simbolo di violenza giovanile. Studenti quasi assenti in aula, folla davanti ai cancelli, striscioni e cortei fino al Tribunale: il rifiuto di un normale primo giorno di scuola si è tradotto in una protesta che denuncia un clima percepito come insicuro.
Al centro delle accuse degli studenti c’è la gestione dei segnali precedenti: il fatto che **Zouhair Atif** fosse già arrivato altre volte a scuola con un’arma alimenta la convinzione di un sistema di vigilanza interno inefficace. Il grido “Siete tutti complici” non è solo uno slogan, ma il sintomo di una fiducia incrinata nelle istituzioni scolastiche e, più in generale, negli adulti chiamati a prevenire queste derive.
L’interrogatorio del 19enne, che sostiene di aver comprato il coltello in un negozio cinese per difendersi perché si sentiva minacciato, introduce un ulteriore elemento di allarme: l’idea, tra i ragazzi, che il conflitto a scuola possa essere gestito con armi da taglio portate da casa. È questo il nodo che ha spinto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a chiedere una riflessione urgente sul modello di convivenza e sulle misure concrete da adottare negli istituti.
Nuove misure di sicurezza e stretta sui coltelli
La risposta del governo alla vicenda di La Spezia passa da un pacchetto normativo che punta a restringere l’accesso e l’uso dei coltelli, soprattutto tra i minori. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato un intervento in due tempi: un decreto-legge a effetto immediato e un disegno di legge destinato al confronto parlamentare. L’obiettivo dichiarato è impedire che i conflitti tra ragazzi si trasformino in scontri armati dentro le scuole.
Il testo, articolato in circa 60 articoli, prevede un irrigidimento delle sanzioni per chi viene trovato in possesso di coltelli o altri strumenti da taglio fuori dai contesti consentiti. Sono allo studio pene più pesanti sul piano penale e un sistema di multe amministrative rivolte anche agli adulti responsabili della sorveglianza dei minori che ne fanno uso. Particolare attenzione viene riservata al divieto di vendita ai minorenni, inclusi gli acquisti online e tramite piattaforme di e‑commerce.
In parallelo, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha disposto un’ispezione all’istituto Einaudi Chiodo per verificare eventuali omissioni nelle procedure di sicurezza. Valditara apre inoltre alla possibilità di coinvolgere le Prefetture per introdurre, nei casi ritenuti a rischio, controlli con metal detector all’ingresso degli edifici scolastici, misura destinata a restare circoscritta ma dal forte valore deterrente.
FAQ
D: Qual è il trend complessivo degli omicidi in Italia secondo gli ultimi dati?
R: I dati del Viminale indicano un calo degli omicidi volontari, passati da 335 nel 2024 a 286 nel 2025, il livello più basso dell’ultimo decennio.
D: Come sono cambiati i numeri dei femminicidi negli ultimi anni?
R: I femminicidi risultano in diminuzione: 97 vittime nel 2025, contro 118 nel 2024, 120 nel 2023 e 130 nel 2022, con una riduzione complessiva stimata intorno al 18%.
D: Perché il caso dell’istituto Einaudi Chiodo di La Spezia è considerato emblematico?
R: L’uccisione di Abanoub Youssef in classe, dopo precedenti segnalazioni sul comportamento armato di Zouhair Atif, ha evidenziato criticità nella prevenzione interna alle scuole e ha acceso il dibattito sulla violenza giovanile.
D: Come si sono mobilitati gli studenti dopo l’omicidio a scuola?
R: Gli studenti hanno disertato le lezioni del primo giorno, manifestato davanti all’istituto con striscioni e slogan, e sfilato in corteo fino al Tribunale, chiedendo maggiore sicurezza e responsabilità da parte delle istituzioni.
D: Quali sono i punti principali della stretta sui coltelli annunciata da Matteo Piantedosi?
R: Il piano include pene più severe per il possesso ingiustificato di coltelli, divieto di vendita ai minori anche online e sanzioni amministrative per gli adulti che non vigilano sui minori sorpresi con armi da taglio.
D: Quali misure sono previste specificamente per le scuole?
R: Oltre alla verifica delle procedure interne, il ministro Giuseppe Valditara ipotizza, nei contesti più critici, la richiesta alle Prefetture di installare metal detector agli ingressi degli istituti scolastici.
D: Qual è la fonte principale delle informazioni sui dati dei reati e sulle nuove misure?
R: Le informazioni sui numeri degli omicidi e sulle iniziative legislative provengono dal Ministero dell’Interno e dai dati diffusi ufficialmente dal Viminale, come riportato dagli organi di stampa nazionali.




