Davos: Tensione alta tra Lutnick e Lagarde a cena, si acuisce la frattura tra USA e UE

Indice dei Contenuti:
Davos, Lutnick attacca e Lagarde se ne va: scontro a cena, rottura totale Usa-Ue
Cena esplosiva a Davos
Alla cena riservata del Forum di Davos, ospitata da BlackRock e guidata da Larry Fink, l’intervento di Howard Lutnick ha trasformato una serata di networking in un caso diplomatico. Nel suo discorso conclusivo, il banchiere vicino all’amministrazione Trump ha attaccato frontalmente le politiche energetiche e industriali europee, definendo il Vecchio Continente «sempre meno competitivo» nello scenario globale. Le parole hanno subito polarizzato la sala tra applausi convinti e contestazioni aperte.
Il clima, già appesantito dalle minacce di dazi statunitensi e dalla crisi diplomatica sulla Groenlandia, è rapidamente degenerato. Secondo fonti presenti, confermate da Ansa e Financial Times, la presidente della Banca Centrale Europea ha reagito con evidente irritazione. Nel pieno del discorso, tra mormorii e qualche fischio, il vertice europeo ha rotto il protocollo, innescando la scena più clamorosa dell’intero Forum.
L’episodio è avvenuto poche ore prima dell’arrivo del presidente degli Stati Uniti in Svizzera, aggravando una frattura transatlantica già profonda. Il messaggio implicito, agli occhi dei presenti, è stato chiaro: lo spazio di compromesso tra Washington e Bruxelles sul terreno economico si sta assottigliando pericolosamente.
Lo strappo di Lagarde
Mentre Lutnick incalzava sulle debolezze strutturali dell’economia europea, Christine Lagarde si è alzata dal tavolo e ha lasciato la sala senza attendere la fine dell’intervento. Il gesto, silenzioso ma plateale, è stato letto come un atto di protesta politica più che come una semplice reazione personale. Da Francoforte, quartier generale della Bce, nessun commento ufficiale: una scelta che alimenta ulteriormente il peso simbolico della scena.
Un portavoce di Lutnick ha tentato di ridimensionare l’accaduto, parlando di «solo una persona che ha fischiato» e sostenendo che nessuno avrebbe abbandonato la sala in fretta. Tuttavia, la versione contrasta con le ricostruzioni convergenti di diplomatici, banchieri e manager presenti alla cena sponsorizzata da BlackRock. In molti descrivono l’uscita della presidente Bce come un vero e proprio spartiacque nei rapporti tra i due blocchi.
Le parole del segretario al Commercio Usa, secondo cui gli Stati Uniti non sarebbero a Davos «per difendere lo status quo ma per cambiarlo», hanno fatto da cornice politica perfetta. L’atteggiamento combattivo della delegazione americana collide con la strategia europea, centrata sulla difesa delle regole multilaterali e della transizione verde.
Frattura totale Usa-Ue
La scena della cena ha cristallizzato una tendenza in atto da mesi: la progressiva erosione del dialogo economico tra Usa e Unione Europea. Dazi, energia, digitale, difesa industriale: ogni dossier apre un nuovo fronte, mentre il Forum di Davos diventa il teatro pubblico di una guerra di narrative. Da un lato Washington rivendica il primato della crescita e della deregulation, dall’altro Bruxelles insiste su standard climatici, concorrenza e tutela sociale.
L’intervento di Lutnick, in sintonia con la linea della Casa Bianca di Donald Trump, ha colpito al cuore il modello europeo, accusato di frenare innovazione e competitività con vincoli ambientali e norme antitrust. La replica non è arrivata con le parole, ma con l’uscita di scena della presidente Lagarde, percepita come una linea rossa superata. Nel backchannel diplomatico, le delegazioni si interrogano ora su come evitare che la frattura si traduca in una vera guerra commerciale strutturale.
Per i mercati, il segnale è duplice: rischio di nuove ondate di dazi incrociati e crescente divergenza regolatoria tra i due lati dell’Atlantico. Per il Forum, l’episodio diventa il simbolo di un mondo sempre più frammentato, in cui nemmeno una cena tra élite finanziarie riesce più a reggere il peso dello scontro geopolitico.
FAQ
D: Chi è Howard Lutnick?
R: È il numero uno di Cantor Fitzgerald, vicino alle posizioni economiche dell’amministrazione Trump e protagonista dell’intervento controverso a Davos.
D: Che ruolo ha Christine Lagarde?
R: È la presidente della Banca Centrale Europea e ha guidato la protesta simbolica lasciando la sala durante il discorso di Lutnick.
D: Dove si è svolta la cena incriminata?
R: A Davos, durante il Forum Economico Mondiale, in un evento esclusivo sponsorizzato da BlackRock.
D: Qual è stato il contenuto principale dell’attacco di Lutnick?
R: Ha criticato le politiche energetiche e industriali europee, definendo l’Europa meno competitiva a livello globale.
D: Perché l’uscita di Lagarde è considerata uno strappo diplomatico?
R: Perché rompe il protocollo tra grandi istituzioni e rende visibile la rottura politica tra Usa e Ue.
D: Come hanno reagito i presenti alla cena?
R: La platea si è divisa tra applausi e fischi, segnando una forte polarizzazione tra sostenitori della linea americana e difensori del modello europeo.
D: Sono arrivate smentite ufficiali sull’episodio?
R: Un portavoce di Lutnick ha minimizzato i fischi e le uscite, mentre la Bce non ha rilasciato commenti ufficiali.
D: Qual è la fonte giornalistica originale dell’episodio riportato?
R: La ricostruzione dell’accaduto si basa su resoconti e fonti citate da Ansa e Financial Times, riprese dalla stampa italiana.




