Davos: Evoluzione del World Economic Forum tra sfide globali e nuove prospettive per l’economia mondiale

Indice dei Contenuti:
Davos: come cambia il World Economic Forum
Nuovi equilibri di potere
Nel cuore di Davos il World Economic Forum entra in una fase di transizione radicale, segnata dall’uscita di scena del fondatore Klaus Schwab, travolto da accuse di comportamenti abusivi e gestione disinvolta delle risorse dell’organizzazione.
Al suo posto, in regime ad interim, si impone Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock e vero perno della nuova architettura di potere: la sua capacità di mediazione è considerata decisiva, in particolare nel rapporto con Donald Trump.
Fink avrebbe convinto il tycoon a tornare di persona nei Grigioni, sei anni dopo l’ultima partecipazione, con l’obiettivo di riportarlo a un confronto diretto con i partner europei su dossier esplosivi come Groenlandia, dazi commerciali e minacce politiche verso i paesi dell’Unione Europea.
La cornice è quella di un’edizione da record: circa 850 amministratori delegati, 400 leader politici e una settantina di capi di Stato o di governo, in una Svizzera blindata dove le trattative in stanze chiuse valgono quanto – e più – dei panel ufficiali.
Dal clima ai bit
La stagione delle invettive sul “mondo in fiamme” di Greta Thunberg lascia il posto alla celebrazione del capitalismo tecnologico globale, con un’agenda che privilegia crescita, innovazione e sicurezza.
Al centro del palinsesto figurano intelligenza artificiale, cloud, dati, cybersecurity, criptovalute, semiconduttori e nuovi modelli di lavoro, temi perfettamente allineati alla visione pro-business di Trump, che nel 2020 aveva attaccato i “profeti di sventura” su clima ed economia.
Per la prima volta i grandi nomi di Wall Street vengono trattati come capi di Stato: Jamie Dimon di JPMorgan e Ken Griffin di Citadel avranno conferenze in solitaria su palchi principali, simbolo di un Forum sempre più orientato verso i mercati finanziari e la finanza quantitativa.
Le tensioni geopolitiche restano sullo sfondo ma non sfumano: i leader europei puntano a usare Davos per tentare un contenimento delle minacce sulla Groenlandia, sui dazi e per discutere di Gaza, del Board of Peace e della guerra in Ucraina.
Ospiti, delegazioni e nuova geografia
Il cambio di pelle del Forum si legge nella lista dei protagonisti: per la prima volta arriva a Davos Jensen Huang, ceo di Nvidia, regista dell’hardware per l’intelligenza artificiale, con una capitalizzazione che ha sfiorato 4,5 trilioni di dollari.
Accanto a lui, Jamie Dimon e Ken Griffin tornano sotto i riflettori globali, mentre Satya Nadella guida la delegazione di Microsoft, rafforzando l’asse tra big tech e finanza globale.
La delegazione statunitense, capitanata da Donald Trump, comprende il segretario al Tesoro Scott Bessent, il probabile segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Commercio Howard Lutnick, quello all’Energia Chris Wright, l’inviato speciale Steve Witkoff e il consigliere-ombra Jared Kushner, oltre a una folta rappresentanza del movimento MAGA.
Per la prima volta gli Stati Uniti allestiscono una “US House” in una chiesa sconsacrata, sede di eventi paralleli. Lungo la Promenade compaiono padiglioni temporanei di Microsoft, Meta, Amazon, Cisco, Anthropic, insieme a Circle, Coinbase, Bank of America, Goldman Sachs e BlackRock, mentre la presenza della Cina resta insolitamente sottotono.
FAQ
D: Chi guida oggi il World Economic Forum dopo Klaus Schwab?
R: La guida è affidata ad interim a Larry Fink, ceo di BlackRock, in attesa di una definizione strutturale della governance.
D: Perché la presenza di Donald Trump a Davos è considerata così rilevante?
R: Il ritorno di Trump dopo sei anni può sbloccare o irrigidire negoziati su dazi, Groenlandia, alleanze con l’Europa e crisi internazionali.
D: Quali sono i temi dominanti del Forum di quest’anno?
R: Prevalgono intelligenza artificiale, cloud, dati, sicurezza informatica, criptovalute, semiconduttori e trasformazione del lavoro, con attenzione a crescita e investimenti.
D: Che ruolo ha Larry Fink nei rapporti tra Stati Uniti ed Europa?
R: Fink agisce come facilitatore informale, cercando di favorire il dialogo tra Washington e i partner europei su commercio, energia e regolazione tecnologica.
D: In che modo è cambiata la centralità del tema climatico a Davos?
R: Il clima resta presente ma non più dominante: l’enfasi si è spostata su tecnologie e mercati, relegando gli allarmi ambientali a sessioni più tecniche e laterali.
D: Quali figure di Wall Street ottengono un ruolo da protagonisti?
R: In primo piano Jamie Dimon di JPMorgan e Ken Griffin di Citadel, con spazi da “capi di Stato” in conferenze individuali.
D: Perché la delegazione americana ha creato una “US House” a Davos?
R: Per disporre di uno spazio indipendente di influenza e networking, ospitando panel paralleli focalizzati sugli interessi strategici di Washington.
D: Qual è la fonte giornalistica originale che ha ispirato questo articolo?
R: Il testo si ispira e rielabora contenuti apparsi su un’inchiesta di un quotidiano nazionale italiano dedicato al World Economic Forum di Davos, utilizzata come base giornalistica originale.




