Cuba smentisce gli Usa: cosa c’è davvero dietro il gelo diplomatico che può cambiare tutto

Indice dei Contenuti:
Posizione ufficiale dell’Avana
L’Avana smentisce aperture politiche con gli Stati Uniti: esistono soltanto contatti tecnici limitati al dossier migrazione, senza negoziati politici in corso. Il presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez, in un post su X, chiarisce la linea: nessun dialogo avviato con la Casa Bianca oltre alle interlocuzioni operative sui flussi migratori.
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L’esecutivo cubano ribadisce tuttavia la disponibilità a confrontarsi con Washington, ma solo in presenza di garanzie precise e verificabili. Il messaggio punta a fissare paletti istituzionali e a evitare interpretazioni di normalizzazione non concordata.
Nel testo, Díaz-Canel richiama i criteri imprescindibili per ogni scambio bilaterale: eguaglianza sovrana, rispetto reciproco, aderenza ai principi del diritto internazionale e reciproco vantaggio. Sono esclusi qualsiasi ingerenza negli affari interni e ogni compressione dell’indipendenza nazionale.
Reazioni alle dichiarazioni di Washington
Le parole del presidente Donald Trump, pronunciate a bordo dell’Air Force One e relative a presunte “conversazioni” già avviate con L’Avana, hanno innescato una replica immediata dal vertice cubano. Il presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez ha negato contatti politici, limitando i rapporti a scambi tecnici sulla migrazione.
La risposta mira a smentire una narrativa di negoziato in corso e a prevenire letture di apertura unilaterale. In questo quadro, l’enfasi di Díaz-Canel è sul perimetro istituzionale: nessun canale politico parallelo, nessuna accelerazione negoziale senza condizioni chiare.
In precedenza, a fronte del “suggerimento” di Trump di chiudere un’intesa “prima che sia troppo tardi”, la leadership cubana aveva ribadito l’autonomia decisionale con un messaggio netto: “nessuno ci dice cosa dobbiamo fare”. La posizione odierna consolida quella linea di fermezza, separando contatti operativi e trattativa politica.
Condizioni per un eventuale dialogo
Qualsiasi confronto tra Cuba e gli Stati Uniti potrà svilupparsi solo entro parametri precisi: eguaglianza sovrana, rispetto reciproco, adesione ai principi del diritto internazionale e reciproco vantaggio. Restano esclusi pressioni, ingerenze e concessioni che compromettano l’indipendenza dell’isola.
La leadership dell’ delimita il perimetro della trattativa separando i contatti tecnici sulla migrazione da qualsiasi negoziato politico. Non sono contemplati canali informali, né accelerazioni unilaterali. Ogni passo richiede verifiche, garanzie e impegni bilaterali trasparenti.
La cornice richiesta prevede che eventuali intese siano pubbliche, misurabili e correlate a benefici concreti per entrambe le parti, evitando interpretazioni strumentali di “conversazioni” non concordate. Solo in tale quadro l’L’Avana valuta l’apertura di un tavolo formale con la Casa Bianca.
FAQ
- Qual è la condizione principale posta da Cuba?
Il rispetto dell’eguaglianza sovrana e del diritto internazionale. - Quali contatti sono attivi tra L’Avana e Washington?
Solo scambi tecnici sul tema migrazione. - Cuba accetta canali informali di trattativa?
No, chiede processi ufficiali, trasparenti e verificabili. - È previsto un negoziato politico in corso?
No, al momento non risulta avviato alcun negoziato politico. - La posizione cubana include il rifiuto di ingerenze?
Sì, sono escluse interferenze negli affari interni. - Esiste apertura a un dialogo futuro?
Sì, purché fondato su rispetto reciproco e vantaggio condiviso. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Dichiarazioni riportate da ANSA e dal post del presidente su X.




