Cuba, manifestazioni di piazza all’Avana contro i lunghi blackout che paralizzano la vita quotidiana

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Cuba, manifestazioni di piazza all’Avana contro i lunghi blackout che paralizzano la vita quotidiana
Proteste notturne nella capitale
Nelle ultime ore le strade di L’Avana si sono riempite di residenti esasperati dai blackout che bloccano ogni attività domestica e lavorativa. Nel quartiere di El Cano decine di persone hanno abbandonato le case dopo oltre nove ore consecutive senza corrente, riunendosi nel piccolo parco di fronte alla chiesa, divenuto epicentro spontaneo delle contestazioni. Donne con bambini, lavoratori e anziani hanno denunciato l’impossibilità di cucinare, conservare alimenti o rinfrescarsi nelle abitazioni soffocanti.
La manifestazione è stata innescata dall’ennesimo guasto alla rete, ma riflette una tensione accumulata da mesi di interruzioni programmati e improvvise. Testimoni riferiscono di slogan contro i lunghi tagli di energia e richieste di risposte immediate alle autorità. Pochi minuti dopo il raduno, la fornitura elettrica sarebbe stata ripristinata nella zona, alimentando la percezione che solo la pressione di piazza riesca a sbloccare gli interventi tecnici e politici.
La presenza della polizia, descritta come discreta ma costante, non avrebbe impedito ai residenti di restare in strada fino al ritorno della luce, segno di un malcontento ormai difficilmente contenibile.
Blackout record e servizi essenziali in crisi
Le proteste di El Cano si inseriscono in un quadro di emergenza energetica diffusa in tutta Cuba. Nel municipio Diez de Octubre i blackout hanno paralizzato i bancomat, impedendo prelievi e transazioni, mentre in aree di Guanabacoa i residenti segnalano interruzioni fino a dieci ore continuative, aggravate dalla carenza di carburante e gas domestico. In molte case cucinare è possibile solo in brevi finestre di tempo, con ripercussioni sulla sicurezza alimentare delle famiglie.
Secondo le testimonianze raccolte da media indipendenti, i tagli elettrici compromettono anche il funzionamento di negozi, piccole imprese private e servizi sanitari di quartiere. I generatori d’emergenza, dove presenti, non bastano a coprire l’intero arco delle interruzioni, spingendo molti esercizi a ridurre orari e offerta. La popolazione si organizza con gruppi di vicinato per condividere cibo e acqua, nel timore che i problemi alla rete si protraggano per tutta la stagione calda.
La sensazione generale, specie nella capitale, è quella di una vita quotidiana sospesa, scandita dall’attesa incerta del ritorno della luce e dal timore di nuovi guasti improvvisi.
Crisi strutturale della rete elettrica
Le difficoltà non riguardano solo L’Avana. Nella provincia di Matanzas i blackout hanno fermato per giorni il pompaggio dell’acqua, costringendo interi quartieri a dipendere da autobotti e pozzi privati. A Santiago de Cuba, sul versante orientale dell’isola, residenti riferiscono interruzioni quotidiane che raggiungono le 18-20 ore, con pesanti effetti su conservazione degli alimenti, trasporti e piccola produzione locale. Il quadro delineato dalle testimonianze indica una rete ormai al limite, incapace di garantire stabilità minima ai consumi domestici.
La compagnia statale Unión Eléctrica ha annunciato un deficit previsto di 1.745 megawatt, circa la metà della domanda nazionale, confermando l’entità della crisi che prosegue da oltre un anno. Impianti obsoleti, mancanza di pezzi di ricambio, ridotta disponibilità di carburante e difficoltà di accesso ai finanziamenti internazionali si combinano in un circolo vizioso che moltiplica guasti e disservizi. Gli sforzi di manutenzione straordinaria non sono riusciti finora a contenere la frequenza delle interruzioni.
In assenza di un piano strutturale credibile, i blackout restano la nuova normalità, con un crescente rischio di destabilizzazione sociale nelle aree urbane più popolose.
FAQ
D: Perché si verificano proteste a L’Avana?
R: I residenti scendono in strada per i lunghi blackout che impediscono di cucinare, lavorare e svolgere attività quotidiane.
D: Quali quartieri della capitale sono stati più colpiti?
R: Le segnalazioni più forti arrivano da El Cano, Diez de Octubre e Guanabacoa, con interruzioni di diverse ore al giorno.
D: Quanto durano in media i blackout a Cuba?
R: In alcune zone si arriva a 9-10 ore consecutive, mentre a Santiago de Cuba vengono riportati tagli fino a 18-20 ore.
D: Quali servizi essenziali risultano compromessi?
R: Bancomat, pompaggio dell’acqua, conservazione degli alimenti, piccoli esercizi commerciali e attività domestiche di base.
D: Cosa dichiara la compagnia Unión Eléctrica?
R: L’azienda segnala un deficit di circa 1.745 megawatt, pari a circa metà della domanda elettrica nazionale.
D: Qual è l’impatto sui bambini e sulle famiglie?
R: Molte famiglie non riescono a cucinare regolarmente e i bambini soffrono carenza di cibo fresco e condizioni di forte caldo in casa.
D: Esistono conseguenze sulle province fuori dalla capitale?
R: Sì, in province come Matanzas e Santiago de Cuba i blackout prolungati bloccano acqua, trasporti e attività economiche locali.
D: Qual è la fonte giornalistica principale citata?
R: Le informazioni di base sulla crisi e sulle proteste derivano da report dell’agenzia di stampa ANSA e da rilanci di media locali.




