Crans Montana, video inedito rivela il fragile segreto del soffitto crollato

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Crans Montana, spunta un nuovo video: i pannelli del soffitto tenuti su con delle stecche da biliardo poche settimane prima della strage
Il nuovo filmato e le possibili responsabilità
Un video inedito, girato poche settimane prima della strage di Crans-Montana, mostra pannelli del soffitto di un locale sorretti in modo precario da stecche da biliardo. Le immagini, verificate da fonti giornalistiche svizzere, sollevano interrogativi pesanti sullo stato di manutenzione dell’edificio e sulla catena delle responsabilità. Secondo le prime ricostruzioni, il filmato sarebbe stato realizzato da un frequentatore abituale dell’area, preoccupato per l’evidente improvvisazione degli interventi di messa in sicurezza.
Nel video si notano chiaramente le stecche incastrate tra il pavimento e la struttura del controsoffitto, come sostegno di fortuna a pannelli già visibilmente deformati. Tecnici ed esperti di ingegneria strutturale, interpellati dalla stampa locale, parlano di una soluzione «del tutto inadeguata» rispetto agli standard minimi richiesti per la sicurezza degli ambienti aperti al pubblico. Le autorità cantonali stanno ora valutando l’autenticità del materiale e la datazione esatta, elementi cruciali per comprendere se vi siano state segnalazioni formali precedenti al crollo.
Il video potrebbe diventare una prova chiave nei procedimenti giudiziari in corso, contribuendo a definire il ruolo dei gestori, dei proprietari e degli eventuali manutentori. Al centro dell’inchiesta anche l’eventuale conoscenza preventiva, da parte delle istituzioni, di criticità strutturali ignorate o sottovalutate.
Stato dell’edificio e quadro delle verifiche tecniche
La diffusione del filmato riporta l’attenzione sulle condizioni dell’immobile di Crans-Montana nelle settimane antecedenti al crollo. Documenti amministrativi e testimonianze raccolte sul territorio indicano un contesto di interventi parziali, spesso affidati a soluzioni temporanee, in un edificio già datato e bisognoso di una ristrutturazione profonda. Gli inquirenti stanno incrociando rilievi strutturali, certificazioni di conformità e contratti di manutenzione per verificare se siano state rispettate le norme cantonali e federali in materia di sicurezza.
Tra gli aspetti sotto la lente figurano la qualità dei materiali utilizzati per il controsoffitto, la corretta progettazione dei carichi e l’eventuale presenza di infiltrazioni o sbalzi termici che avrebbero potuto indebolire la struttura. I periti nominati dalla magistratura stanno effettuando sopralluoghi e prove di laboratorio sui resti dei pannelli e degli elementi di fissaggio, per stabilire se il cedimento sia riconducibile a difetti progettuali, a cattiva esecuzione dei lavori o a mancata manutenzione programmata.
Un capitolo rilevante riguarda anche le verifiche periodiche: si sta accertando se siano stati effettuati controlli regolari, con relativi verbali, e se eventuali criticità annotate siano poi state risolte in modo conforme alle linee guida tecniche. Ogni anomalia omessa o non sanata potrebbe configurare profili di responsabilità penale e civile a carico di professionisti, imprese e gestori.
Inchieste, vittime e impatto sull’opinione pubblica
La strage di Crans-Montana ha provocato morti e feriti, colpendo duramente una comunità turistica abituata a vivere di ospitalità e sport invernali. Familiari delle vittime e associazioni di tutela dei consumatori chiedono da settimane trasparenza totale sulle cause del crollo e sulla gestione dei rischi negli spazi pubblici. Il nuovo video ha alimentato indignazione sui social e nel dibattito politico, con richieste di rafforzare le ispezioni preventive e di introdurre obblighi più stringenti per proprietari e gestori di strutture ricettive e di intrattenimento.
La magistratura sta lavorando su più fronti: accertamento delle responsabilità individuali, ricostruzione cronologica delle segnalazioni informalmente circolate tra personale e clienti, valutazione di eventuali omissioni da parte delle autorità di controllo. In parallelo, il settore immobiliare turistico osserva con attenzione l’evoluzione dell’inchiesta, consapevole che l’esito potrebbe tradursi in nuovi standard di sicurezza e in un incremento dei costi di adeguamento per molte strutture datate.
L’impatto mediatico del caso va oltre i confini cantonali, diventando un banco di prova per la credibilità dei sistemi di vigilanza tecnica e per la fiducia dei visitatori. Il nodo centrale resta la prevenzione: se le immagini delle stecche da biliardo fossero state prese sul serio prima del disastro, il crollo sarebbe stato evitabile.
FAQ
D: Che cosa mostra il nuovo video emerso a Crans-Montana?
R: Mostra pannelli di un controsoffitto sostenuti in modo precario da stecche da biliardo, poche settimane prima del crollo.
D: Perché il filmato è considerato rilevante dagli inquirenti?
R: Perché potrebbe dimostrare che esistevano segnali visibili di rischio strutturale prima della tragedia.
D: Chi sta verificando autenticità e datazione del video?
R: Le autorità giudiziarie e tecniche cantonali, con l’ausilio di periti indipendenti.
D: Quali norme di sicurezza potrebbero essere state violate?
R: Quelle relative alla progettazione e manutenzione dei controsoffitti, alla portata dei carichi e ai controlli periodici negli edifici aperti al pubblico.
D: Il video è stato oggetto di segnalazione prima del crollo?
R: Al momento si indaga se chi lo ha girato o visionato abbia avvertito gestori o autorità competenti.
D: Quali conseguenze legali rischiano gestori e proprietari?
R: Eventuali imputazioni per omicidio colposo, lesioni e violazione delle norme sulla sicurezza, oltre a pesanti richieste di risarcimento.
D: Come sta reagendo l’opinione pubblica al nuovo materiale?
R: Con forte indignazione e richieste di maggiori controlli sugli immobili turistici e ricreativi.
D: Qual è la fonte giornalistica principale citata sul caso?
R: La vicenda e il nuovo video sono stati ripresi e approfonditi da testate nazionali e internazionali, tra cui l’agenzia Adnkronos, che fornisce un quadro aggiornato del contesto investigativo.




