Crans Montana, testimoni sotto assedio: nuove rivelazioni scuotono l’ipotesi di pressioni occulte

Indice dei Contenuti:
## Preoccupazioni sull’inchiesta e sulla scelta della cauzione
L’ipotesi che l’inchiesta sull’incendio al Constellation di Crans Montana possa essere indebolita dalla recente decisione della Procura di Sion è al centro delle contestazioni avanzate dal legale delle famiglie delle vittime, l’avvocato Jean-Luc Addor. Secondo il penalista, la scelta di fissare una cauzione di 200 mila euro ciascuno per i coniugi Jacques e Jessica Moretti, oggi indagati, apre scenari processuali delicati e non privi di conseguenze sulla solidità dell’indagine.
Nel servizio televisivo andato in onda su Quarta Repubblica, Addor evidenzia come in Svizzera il ricorso alla cauzione in procedimenti di questa gravità sia tutt’altro che frequente, e proprio questa eccezionalità lo porta a mettere in dubbio l’opportunità della misura. Il tema non è solo l’eventuale liberazione degli indagati, ma l’impatto che tale decisione potrebbe avere sui futuri sviluppi investigativi e sulla raccolta delle prove.
La preoccupazione del legale va oltre il timore che gli imputati possano sottrarsi alla giustizia: il nodo centrale è se la scelta della cauzione possa tradursi in un indebolimento degli strumenti di tutela dell’inchiesta, riducendo il controllo sulle persone coinvolte e aprendo spazi a comportamenti potenzialmente idonei a condizionare la ricerca della verità.
## Il rischio di collusione e le possibili interferenze esterne
## Preoccupazioni sull’inchiesta e sulla scelta della cauzione
L’ipotesi che l’inchiesta sull’incendio al Constellation di Crans Montana possa essere indebolita dalla recente decisione della Procura di Sion è al centro delle contestazioni avanzate dal legale delle famiglie delle vittime, l’avvocato Jean-Luc Addor. Secondo il penalista, la scelta di fissare una cauzione di 200 mila euro ciascuno per i coniugi Jacques e Jessica Moretti, oggi indagati, apre scenari processuali delicati e non privi di conseguenze sulla solidità dell’indagine.
Nel servizio televisivo andato in onda su Quarta Repubblica, Addor evidenzia come in Svizzera il ricorso alla cauzione in procedimenti di questa gravità sia tutt’altro che frequente, e proprio questa eccezionalità lo porta a mettere in dubbio l’opportunità della misura. Il tema non è solo l’eventuale liberazione degli indagati, ma l’impatto che tale decisione potrebbe avere sui futuri sviluppi investigativi e sulla raccolta delle prove.
La preoccupazione del legale va oltre il timore che gli imputati possano sottrarsi alla giustizia: il nodo centrale è se la scelta della cauzione possa tradursi in un indebolimento degli strumenti di tutela dell’inchiesta, riducendo il controllo sulle persone coinvolte e aprendo spazi a comportamenti potenzialmente idonei a condizionare la ricerca della verità.
## Il rischio di collusione e le possibili interferenze esterne
Per l’avvocato Jean-Luc Addor, il vero punto critico non è la fuga dei coniugi Moretti, ma il pericolo che, una volta attenuate le misure cautelari, possano verificarsi contatti in grado di alterare le dichiarazioni e l’esito delle indagini. Il rischio di collusione, secondo il legale, sarebbe concreto soprattutto nel rapporto tra i titolari della struttura e i dipendenti sopravvissuti all’incendio del Constellation.
Addor richiama l’attenzione su possibili interferenze anche al di fuori della cerchia strettamente aziendale, ipotizzando che soggetti legati alle autorità comunali possano, direttamente o indirettamente, influire sul quadro probatorio. L’eventualità che figure esterne alla gestione dell’hotel possano condizionare testimoni o informazioni operative alimenta i dubbi sulla scelta della cauzione da parte della Procura di Sion.
Secondo la ricostruzione fornita nel servizio di Quarta Repubblica, la contestazione della difesa delle vittime riguarda proprio la mancata piena valorizzazione, da parte dell’autorità inquirente, di questo rischio di collusione, che a loro giudizio richiederebbe misure più stringenti per evitare qualsiasi influenza sull’accertamento dei fatti.
## Le ipotesi di pressioni sui testimoni e il timore di parlare
Nel cuore dell’inchiesta sull’incendio al Constellation di Crans Montana emerge un fronte particolarmente delicato: quello dei testimoni che potrebbero non aver riferito ogni dettaglio per paura o condizionamento. L’avvocato Jean‑Luc Addor, che tutela le famiglie delle vittime, lascia intendere che esistano segnali precisi di possibili pressioni su alcune persone già ascoltate dagli inquirenti.
Il legale sottolinea di non poter divulgare il contenuto degli elementi raccolti, ma chiarisce che tali informazioni sono state trasmesse alla Procura e alla polizia, in parte da tempo e in parte più di recente. Si tratterebbe di riscontri che, a suo giudizio, rafforzano l’ipotesi di un pericolo concreto di collusione, soprattutto in un contesto in cui i rapporti di lavoro e di dipendenza gerarchica possono incidere sulla libertà di parola.
Interpellato sulla possibilità che chi è già stato sentito possa aver subito pressioni o abbia taciuto per timore, Addor risponde senza esitazioni che tale scenario è “possibile, certo”. Nonostante ciò, secondo la difesa delle famiglie, la Procura di Sion continuerebbe a non riconoscere formalmente il rischio di collusione, una scelta che viene contestata fin dall’avvio del procedimento e che viene considerata un punto debole della strategia investigativa.
FAQ
- Qual è il fulcro delle contestazioni sull’inchiesta di Crans Montana?
L’attenzione è concentrata sul rischio che la gestione delle misure cautelari e l’uso della cauzione possano indebolire l’indagine sull’incendio al Constellation di Crans Montana. - Chi è l’avvocato che rappresenta le famiglie delle vittime?
Il ruolo di legale delle famiglie è svolto dall’avvocato Jean‑Luc Addor, che segue da vicino l’evoluzione del procedimento. - Perché la cauzione concessa ai coniugi Moretti viene considerata problematica?
Secondo la difesa delle vittime, la cauzione concessa ai coniugi Jacques e Jessica Moretti potrebbe facilitare contatti o interferenze in grado di condizionare testimoni e prove. - Che cosa si intende per rischio di collusione in questo caso?
Il rischio di collusione riguarda la possibilità che indagati o soggetti collegati influenzino le dichiarazioni di testimoni, in particolare dipendenti e persone legate alla gestione del Constellation. - Esistono sospetti di interferenze da parte di soggetti esterni?
L’avvocato Addor ipotizza che possano esserci interferenze anche da parte di figure vicine alle autorità comunali, con potenziale impatto sull’accertamento dei fatti. - Che cosa viene detto sulle possibili pressioni sui testimoni?
Viene riferito che alcuni testimoni potrebbero aver subito pressioni o aver avuto timore di esporsi completamente, circostanza ritenuta “possibile” dal legale delle famiglie. - Qual è la fonte giornalistica delle informazioni riportate?
Le ricostruzioni e le dichiarazioni qui richiamate si basano sul servizio televisivo andato in onda a Quarta Repubblica, citato come principale fonte giornalistica del caso.




