Crans-Montana svela il dettaglio choc: il retroscena sulle 34 vittime che nessuno aveva raccontato

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Dettagli sulle vittime e sulle vie di fuga
Crans-Montana, la ricostruzione dell’inviato di 4 Di Sera Weekend descrive una scena di fuga interrotta: tre persone sono state rinvenute all’esterno del locale, riuscite a uscire ma decedute per intossicazione da fumi. All’interno, le vittime erano 37.
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Tra queste, 34 risultano trovate ammassate lungo una scala che avrebbe dovuto rappresentare la via di salvezza. La concentrazione dei corpi su quel punto indica un tentativo collettivo e disperato di raggiungere l’uscita.
Secondo il racconto, la scala era considerata l’unico percorso percepito come praticabile in quel frangente, segnale di una gestione delle vie di fuga insufficiente nel momento critico. Le testimonianze raccolte suggeriscono che i presenti avessero individuato la direzione corretta ma non fossero riusciti a superare il collo di bottiglia.
Modifiche alla scala e responsabilità ipotizzate
L’inviato riferisce che la scala del locale, originariamente larga tre metri, sarebbe stata ridotta a circa un metro “per decisione di Moretti”, allo scopo di ricavare più spazio al piano superiore e aumentare i tavoli disponibili. Questa scelta strutturale avrebbe generato un collo di bottiglia cruciale nel momento della fuga.
La strozzatura avrebbe impedito il deflusso rapido, concentrando 34 persone nel tratto finale delle rampe e trasformando l’unica via praticabile in un punto di blocco. Il restringimento, se confermato, introduce un profilo di prevedibilità del rischio in caso di emergenza.
Gli elementi raccolti spostano il perimetro delle ipotesi accusatorie: dall’omicidio colposo potrebbe configurarsi l’ipotesi di dolo eventuale, qualora si accertasse l’accettazione consapevole del pericolo derivante dalla modifica strutturale. L’attenzione degli inquirenti è rivolta a planimetrie, autorizzazioni, perizie antincendio e al rispetto delle normative su capienza e vie di esodo.
Indagini e prossimi passi giudiziari
La procura di Genova, su delega di Roma, ha disposto l’autopsia sul corpo di Emanuele Galeppini, 17 anni, tra le sei vittime italiane: l’incarico sarà conferito nei prossimi giorni, con esecuzione fissata al 20 gennaio e affidata a Francesco Ventura, direttore dell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico San Martino. L’atto è funzionale a chiarire dinamica del decesso, grado di intossicazione e tempi dell’esposizione ai fumi.
Parallelamente, la procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo e incendio colposo, al momento contro ignoti, mentre gli inquirenti acquisiscono planimetrie, certificazioni antincendio, autorizzazioni edilizie e documentazione sulle vie di esodo.
Le attività tecniche includono rilievi su correnti d’aria, accumulo dei fumi, capacità di deflusso e conformità della scala rispetto alle norme di sicurezza. Il vaglio delle testimonianze dell’inviato di 4 Di Sera Weekend e di addetti del locale mira a verificare se la riduzione della scala abbia inciso causalmente sulle morti e se sia configurabile l’ipotesi di dolo eventuale.
FAQ
- Quale reato è attualmente contestato? Omicidio colposo plurimo e incendio colposo, al momento contro ignoti.
- Chi eseguirà l’autopsia su Emanuele Galeppini? Francesco Ventura, direttore dell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico San Martino di Genova.
- Quando si terrà l’autopsia? Il 20 gennaio, con incarico conferito nei prossimi giorni.
- Quali documenti stanno acquisendo gli inquirenti? Planimetrie, certificazioni antincendio, autorizzazioni edilizie e atti su capienza e vie di esodo.
- Perché è rilevante la scala? Potrebbe aver creato un collo di bottiglia, incidendo sul deflusso in emergenza.
- È ipotizzato il dolo eventuale? Sarà valutato se la modifica della scala implichi accettazione del rischio.
- Qual è la fonte giornalistica citata? L’inviato di 4 Di Sera Weekend, come riportato in diretta su Rete4 e Mediaset Infinity.




