Crans Montana sotto assedio legale mentre le famiglie pretendono maxi risarcimento e la Svizzera frena
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Crans-Montana, la battaglia sui risarcimenti dopo il rogo di Capodanno
Nella località sciistica di Crans-Montana, in Svizzera, la tragedia del rogo di Capodanno, con 41 vittime e 116 feriti, è diventata un caso di scuola sul rapporto tra responsabilità civile, solidarietà pubblica e pressioni dell’opinione pubblica.
Dal 21 marzo 2026, una legge federale urgente ha avviato pagamenti immediati alle famiglie, mentre i legali delle parti lese stimano danni complessivi fino a un miliardo di franchi.
La vicenda si gioca tra Berna, i tribunali svizzeri e i PM di Roma, in un contesto di forte esposizione mediatica e tensione diplomatica con l’Italia, mentre una parte consistente dei cittadini elvetici contesta la dimensione degli aiuti pubblici.
In sintesi:
- Legge federale urgente: 60.000 franchi complessivi di acconti per ogni vittima del rogo.
- I legali delle famiglie quantificano in un miliardo di franchi i danni complessivi.
- Berna crea un fondo da 20 milioni per soluzioni stragiudiziali e tavola rotonda.
- Sequestri di beni di lusso ai proprietari Moretti, sotto inchiesta patrimoniale.
Fondi pubblici, maxi-richieste di danni e frattura nell’opinione svizzera
Il Consiglio federale è intervenuto con una misura d’urgenza: 50.000 franchi di contributo federale di solidarietà per ogni vittima, cui si sommano i 10.000 franchi già stanziati dal Canton Vallese.
Si tratta di acconti immediati, non di risarcimenti definitivi, mirati a coprire spese mediche, riabilitative e funerarie nell’immediato post-tragedia. Parallelamente, i legali delle famiglie hanno stimato in circa un miliardo di franchi i danni biologici, morali e professionali complessivi per le 41 vittime e i 116 feriti, con un impatto potenziale dirompente sul sistema assicurativo elvetico.
Per accelerare le definizioni, Berna ha istituito un fondo da 20 milioni di franchi a supporto di una tavola rotonda con vittime, assicurazioni e gestori del locale, puntando a transazioni rapide e riservate per evitare lunghi contenziosi e processi esemplari sulle falle della sicurezza antincendio.
Secondo i sondaggi citati dal quotidiano 20 Minuten, circa il 30% degli svizzeri giudica eccessivi i fondi eccessivi messi in campo, segnale di una frattura crescente tra solidarietà istituzionale e percezione fiscale di una parte dei contribuenti.
Indagini, sequestri ai Moretti e prospettive legali internazionali
Le inchieste penali corrono parallele alla partita economica. I PM di Roma, specializzati in reati colposi, hanno stretto un accordo operativo con la procuratrice vallesana Catherine Seppey, incontrata a Sion a fine marzo per coordinare rogatorie, scambio di prove e verifiche tecniche su licenze, uscite di sicurezza e piani di evacuazione.
Qualora emergessero gravi negligenze nella gestione del locale, lo Stato svizzero è pronto ad esercitare il diritto di regresso, rivalendosi su proprietari e gestori per recuperare le somme anticipate alle famiglie.
Nel mirino restano i proprietari del Constellation, Jacques e Jessica Moretti. Le autorità hanno disposto il sequestro di beni di lusso per oltre mezzo milione di franchi: tra le auto figurano una Bentley Continental (valore tra 265.000 e 350.000 franchi), una Porsche Cayenne (80.000-150.000), una Mercedes Benz eVito e una Maserati, tutte utilizzate tramite leasing con rate stimate fino a 4.000 franchi mensili.
Confiscati anche cinque orologi di alta gamma: tre Rolex (Daytona d’acciaio, Day-Date, Datejust) per circa 77.000 franchi complessivi, un Hublot Big Bang in edizione limitata e un Royal Oak di Audemars Piguet, valutati tra 47.300 e 70.000 franchi, o più.
Un precedente per la gestione dei disastri civili in Europa
Per le vittime, a partire da Elsa, divenuta simbolo della tragedia, il risarcimento rappresenta l’unica forma concreta di giustizia, accanto all’accertamento delle responsabilità penali.
La rapidità con cui la Svizzera ha varato norme speciali e fondi dedicati proietta il caso Crans-Montana oltre i confini nazionali: diventa modello – e banco di prova – per i futuri schemi europei di compensazione nei grandi disastri civili.
Nel medio periodo, il dossier potrebbe influenzare standard assicurativi, controlli di sicurezza e protocolli di cooperazione giudiziaria tra Italia e Svizzera, ridefinendo l’equilibrio tra tutela delle vittime, sostenibilità dei bilanci pubblici e responsabilità private dei gestori.
FAQ
Quali somme hanno già ricevuto le famiglie delle vittime di Crans-Montana?
Attualmente ogni vittima ha diritto a 50.000 franchi di contributo federale, più 10.000 franchi dal Canton Vallese, come acconto straordinario.
A quanto ammontano le richieste complessive di risarcimento per il rogo?
Le stime dei legali delle famiglie indicano danni complessivi fino a un miliardo di franchi, includendo profili biologici, morali e professionali.
Che cos’è il diritto di regresso previsto dallo Stato svizzero?
Il diritto di regresso consente alla Svizzera di rivalersi economicamente su gestori e proprietari, recuperando gli indennizzi anticipati alle vittime accertata la responsabilità.
Perché sono stati sequestrati auto e orologi ai coniugi Moretti?
I sequestri mirano a garantire eventuali future pretese risarcitorie, vista l’apparente sproporzione tra tenore di vita e redditi dichiarati.
Da quali fonti è stata ricostruita questa vicenda di Crans-Montana?
Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

