Crans-Montana sotto accusa per emergenze gestite senza adeguata formazione

Lettera dei proprietari ai dipendenti dopo la strage
La missiva dei coniugi francesi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale Le Constellation a Crans-Montana, riapre il dibattito pubblico sulla gestione della tragedia di Capodanno, costata la vita a 41 giovani e con 115 feriti. I Moretti rivendicano il dovere morale di “alleviare il dolore” dei loro dipendenti e rigettano le accuse circolate nelle ultime settimane.
La lettera, diffusa dopo giorni di silenzio, è stata interpretata come un tentativo di riconquistare credibilità, ma solleva interrogativi su responsabilità, comunicazione di crisi e tutela dei lavoratori.
Scuse, lutto e responsabilità morale dei Moretti
Nella lettera i coniugi Moretti dichiarano di condividere il lutto “con dolore immenso” per le vittime, citando per nome la cameriera Cyane, l’addetto alla sicurezza Stephan e il DJ Mateo. Rivendicano un vincolo protettivo verso il personale, definito “i nostri protetti”, e affermano di assumersi la responsabilità morale dell’accaduto.
La formulazione, tuttavia, resta sul piano etico più che giuridico: non entrano nei dettagli delle misure antincendio, delle procedure di evacuazione, né della formazione in materia di sicurezza. Questo squilibrio tra empatia dichiarata e assenza di elementi fattuali alimenta le critiche di famiglie e sindacati.
Le accuse respinte e il ruolo della comunicazione di crisi
La coppia respinge come “calunnia ignobile” l’ipotesi di una fuga immediata con l’incasso, sostenendo di essere rimasta sul posto tra “scene di guerra” per prestare soccorso. La scelta di enfatizzare il proprio trauma personale appare mirata a ricostruire un’immagine di vicinanza alle vittime.
Dal punto di vista della comunicazione di crisi, la lettera arriva tardi e senza elementi verificabili. In assenza di dati oggettivi su tempi di intervento, catena di comando e procedure interne, la narrazione resta fragile agli occhi dell’opinione pubblica e delle autorità che indagano.
Formazione alla sicurezza e nuove testimonianze chiave
La deposizione di Jean-Marc Gabrielli, figlioccio dei Moretti e gestore del locale Vieux Chalet, apre un nuovo fronte nell’inchiesta. Il giovane, presente a Le Constellation prima dell’incendio, afferma di non aver ricevuto alcuna formazione sulle emergenze, sollevando dubbi sui protocolli di sicurezza adottati nei locali della stessa proprietà.
Questa testimonianza, se confermata, potrebbe incidere sulla valutazione delle responsabilità imprenditoriali e organizzative.
Mancata formazione e obblighi del datore di lavoro
Gabrielli riferisce di non essere mai stato “formato o addestrato” alla gestione di incendi, evacuazioni o uso di estintori, pur svolgendo un ruolo operativo di primo piano. In un contesto ad alta affluenza giovanile e con eventi notturni, ciò configura un potenziale deficit rispetto agli standard minimi di sicurezza richiesti in Svizzera.
Le normative impongono al datore di lavoro di garantire corsi periodici, simulazioni e istruzioni scritte. L’eventuale assenza di tali presidi, se documentata, potrebbe aggravare la posizione dei proprietari nell’indagine penale e civile.
Catena di comando, procedure d’emergenza e responsabilità
La figura di Gabrielli, legata ai Moretti da rapporti familiari ed economici, rende centrale il tema della catena di comando nelle ore precedenti il rogo. Rimangono da chiarire chi avesse l’ultima parola su capienza, gestione delle uscite di sicurezza e reazione agli allarmi.
In assenza di procedure formalizzate, la gestione dell’emergenza rischia di essersi basata su decisioni istintive, con ritardi nell’evacuazione. Le procure dovranno verificare registri di formazione, piani di sicurezza depositati, certificazioni antincendio e comunicazioni interne tra i locali del gruppo.
Impatto mediatico, scontro giudiziario e memoria delle vittime
La vicenda di Le Constellation ha un impatto simbolico forte: un luogo di festa trasformato in scenario di lutto collettivo, con cinque vittime italiane fra i 41 morti. Il racconto pubblico oscilla tra ricerca di giustizia, tutela dell’immagine imprenditoriale e gestione del dolore da parte delle famiglie.
Nel frattempo, la strategia difensiva dei Moretti subisce i primi stop in tribunale, mentre emergono nuove contestazioni sulla loro comunicazione verso dipendenti e superstiti.
Sconfitta in tribunale e tentativi di controllo della narrazione
Una delle prime battute d’arresto per la difesa dei Moretti riguarda il tentativo di limitare l’esposizione mediatica delle vittime e dei sopravvissuti. Le autorità giudiziarie hanno respinto richieste considerate restrittive del diritto all’informazione e alla memoria pubblica.
L’impressione è quella di una strategia orientata a contenere i danni reputazionali più che a una piena trasparenza. In un contesto segnato da 41 morti, ogni percezione di “oscuramento” delle vittime rischia di ritorcersi contro i proprietari, rafforzando la sfiducia dell’opinione pubblica.
Memoria delle vittime, diritti dei lavoratori e lezioni di sicurezza
Il caso di Crans-Montana diventa paradigma dei rischi nei grandi eventi privati: capienze elevate, giovani lavoratori precari, formazione lacunosa e locali con configurazioni complesse. Le associazioni di categoria e i sindacati chiedono controlli più stringenti e responsabilità chiare per gestori e proprietari.
La memoria di Cyane, Stephan, Mateo e degli altri ragazzi impone un cambio di passo: piani di evacuazione verificati, esercitazioni obbligatorie, segnaletica leggibile, uscite sempre libere. La sicurezza, qui, non è un costo accessorio ma parte integrante del modello di business.
FAQ
Quante vittime e feriti ha causato l’incendio di Capodanno?
L’incendio al locale Le Constellation ha provocato 41 morti e 115 feriti, tra cui cinque cittadini italiani, trasformando la festa di Capodanno in una delle peggiori tragedie recenti legate all’intrattenimento notturno in Europa.
Cosa dicono Jacques e Jessica Moretti nella loro lettera?
Jacques e Jessica Moretti esprimono cordoglio per le vittime, si dicono moralmente responsabili, respingono le accuse di fuga con l’incasso e sostengono di aver cercato di prestare soccorso durante l’emergenza nel locale di Crans-Montana.
Perché la formazione alla sicurezza è un punto centrale dell’inchiesta?
La testimonianza di Jean-Marc Gabrielli, che afferma di non aver ricevuto formazione alle emergenze, pone al centro il rispetto degli obblighi del datore di lavoro su antincendio, evacuazione e gestione del rischio nei locali notturni.
Qual è il ruolo dei tribunali nel caso Le Constellation?
I tribunali svizzeri devono accertare eventuali responsabilità penali e civili dei proprietari, valutare la conformità delle strutture alle norme di sicurezza e bilanciare diritto all’informazione, tutela delle vittime e garanzie della difesa.
Come può cambiare la sicurezza nei locali dopo questa tragedia?
Il caso spinge verso ispezioni più frequenti, formazione obbligatoria documentata, limiti di capienza più severi, procedure d’emergenza standardizzate e maggiore responsabilizzazione dei gestori rispetto a lavoratori e pubblico.
Qual è la principale fonte delle informazioni sulla lettera dei Moretti?
I contenuti della lettera dei coniugi Moretti, il contesto dell’incendio al Constellation e le prime reazioni sono stati ricostruiti a partire dalle notizie diffuse dal portale francese Franceinfo e dalle cronache giudiziarie su Crans-Montana.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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