Crans-Montana sotto accusa, nuovo rogo a Le Constellation riapre il giallo dei bengala e della sicurezza

Indice dei Contenuti:
Crans-Montana, era già successo: nel 2024 un altro incendio a Le Constellation. «Come a Capodanno, colpa dei bengala»
Nuovo rogo a Le Constellation
Nel cuore di Crans-Montana, il complesso Le Constellation è tornato al centro della cronaca per un altro incendio nel 2024, in un contesto ancora segnato dalla tragedia di Capodanno. Le fiamme, divampate in una zona esterna del residence, hanno riattivato timori sopiti tra residenti e turisti, memori del precedente rogo costato la vita a decine di giovani. Le prime ricostruzioni convergono su un punto: l’innesco sarebbe ancora una volta legato all’uso sconsiderato di articoli pirotecnici.
Testimoni parlano di bengala accesi a pochi metri dalle strutture in legno, nonostante i richiami alla prudenza diffusi dalle autorità comunali e cantonali dopo la strage di inizio anno. I vigili del fuoco del Canton Vallese sono intervenuti rapidamente, contenendo i danni materiali e impedendo la propagazione delle fiamme agli alloggi occupati. La scena, descritta da chi era presente, richiama in modo inquietante dinamiche già viste: festeggiamenti, luci, scintille che volano sulle terrazze affollate e, in pochi istanti, il panico.
La polizia ha immediatamente isolato l’area, avviando i primi rilievi tecnici per stabilire responsabilità penali e amministrative. Gli inquirenti, consapevoli della sensibilità del caso, mantengono il massimo riserbo sulle persone identificate nelle ore successive.
Indagini, responsabilità e bengala
Le indagini sul nuovo incendio ruotano intorno a un copione noto agli investigatori di Sion, già impegnati sul fascicolo principale relativo alla notte di Capodanno. Anche per il rogo del 2024, la pista privilegiata è quella della negligenza nell’uso di bengala e fuochi di artificio in un contesto architettonico dominato da legno, tessuti e balconi ravvicinati. Gli esperti antincendio stanno passando al setaccio video di sorveglianza, telefoni dei presenti e contenuti social condivisi nelle ore immediatamente precedenti alle fiamme.
La Procura vallesana valuta l’ipotesi di violazione grave delle norme di sicurezza, con possibili contestazioni di incendio colposo aggravato. Nel mirino non ci sono solo i singoli che avrebbero acceso i bengala, ma anche eventuali lacune nei protocolli di prevenzione del complesso Le Constellation, incluse le indicazioni fornite agli ospiti, la segnaletica sui divieti e le procedure interne per le segnalazioni di rischio.
L’eco della tragedia precedente rende ogni dettaglio decisivo: dagli estintori alla compartimentazione antincendio, fino alle vie di fuga. Gli inquirenti cercano di capire se le raccomandazioni emerse dopo la strage siano state effettivamente recepite dai gestori e dai proprietari, o se una parte di quelle misure sia rimasta lettera morta.
Tra memoria della strage e pressione mediatica
Il nuovo rogo riapre ferite ancora vive per le famiglie delle vittime dell’incendio di Capodanno, costato 40 morti e 116 feriti. Attorno a Le Constellation si è creato un perimetro simbolico fatto di lutto, rabbia e richiesta di verità, alimentato dal ruolo dei media svizzeri e internazionali. Ogni sviluppo viene monitorato, rilanciato, dissezionato, mentre la comunità di Crans-Montana cerca un equilibrio tra la necessità di giustizia e il bisogno di non restare imprigionata nella sola immagine del disastro.
La figura dei proprietari, in particolare quella di Jacques Moretti e della moglie Jesica, resta al centro del racconto pubblico, tra indagini, misure coercitive e interrogativi sulla gestione del complesso. Dopo la scarcerazione di Jacques grazie a una cauzione di 200mila franchi versata da un “amico stretto” rimasto anonimo, l’attenzione su ogni nuovo incidente si è ulteriormente intensificata.
Per le autorità cantonali, il nuovo incendio rappresenta un banco di prova cruciale: dimostrare che le lezioni del passato sono state assimilate e che la sicurezza non è sacrificabile sull’altare del turismo d’alta quota. Per gli operatori turistici, il rischio è invece quello di uno stigma duraturo sul marchio territoriale di una delle località di montagna più note della Svizzera.
FAQ
D: Cosa ha causato il nuovo incendio del 2024 a Le Constellation?
R: Le prime ipotesi investigative indicano l’uso imprudente di bengala e articoli pirotecnici in prossimità delle strutture.
D: Ci sono state vittime nel rogo più recente?
R: Al momento non risultano vittime, grazie al rapido intervento dei vigili del fuoco e all’evacuazione tempestiva.
D: Perché il caso di Le Constellation è così sensibile?
R: Perché richiama la tragedia di Capodanno nel complesso, in cui morirono 40 persone e ne rimasero ferite 116.
D: Chi sono i proprietari di Le Constellation?
R: Il complesso risulta intestato a Jacques e Jesica Moretti, già coinvolti nelle indagini sul rogo di Capodanno.
D: Qual è il ruolo della Procura di Sion nelle indagini?
R: Coordina gli accertamenti penali, valuta eventuali reati di incendio colposo e supervisiona le perizie tecniche.
D: La cauzione di Jacques Moretti incide sul nuovo procedimento?
R: La cauzione riguarda il fascicolo principale, ma ogni nuovo episodio può influire sulla valutazione del suo profilo giudiziario.
D: Qual è la fonte giornalistica originale di riferimento?
R: Le informazioni di partenza sono state riportate dalla stampa svizzera in lingua italiana, in particolare dal quotidiano Corriere del Ticino e da altre testate regionali.
D: Cosa cambierà per la sicurezza a Crans-Montana dopo questi incendi?
R: Si prevedono controlli più severi su fuochi d’artificio, piani antincendio rafforzati e maggiore responsabilizzazione di gestori e ospiti.




