Crans-Montana sotto accusa: impianto antincendio carente e uscite di sicurezza nel mirino degli ispettori
Indice dei Contenuti:
Sicurezza antincendio e sistemi di evacuazione
Crans-Montana, il locale finito sotto i riflettori presenta criticità che chiamano in causa la tenuta del sistema di sicurezza: dall’efficienza dell’impianto antincendio alla reale fruibilità delle uscite di emergenza. L’attenzione degli inquirenti si concentra sulla presenza, manutenzione e corretta segnalazione dei dispositivi di allarme e spegnimento, nonché sull’adeguatezza delle vie di fuga rispetto alla capienza autorizzata.
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Le verifiche puntano a stabilire se le dotazioni antincendio fossero operative, se le procedure di evacuazione fossero state testate e comunicate al personale e se le uscite fossero libere da ostacoli, illuminate e apribili senza impedimenti. Viene valutato anche il piano di gestione delle emergenze: formazione degli addetti, frequenza dei controlli e tracciabilità degli interventi di manutenzione.
L’ipotesi investigativa include la conformità dei materiali d’arredo e delle finiture alla normativa di reazione al fuoco, la presenza di rivelazione fumi e spegnimento automatico nelle aree a rischio, oltre al dimensionamento di estintori e idranti. Ogni anomalia su allarmi acustici, segnaletica e illuminazione di sicurezza può tradursi in ritardi nell’evacuazione e incremento del rischio per avventori e staff.
Conformità normativa e ispezioni del lavoro
Le verifiche sulla conformità normativa si intrecciano con precedenti accertamenti nel Vallese a carico dei proprietari del locale, emersi tra il 2020 e il 2022. Le indagini puntano a ricostruire procedure interne, rispetto dei contratti e tracciabilità dei turni, con focus su reperibilità dei registri orari, gestioni dei riposi e compensazioni per lavoro notturno.
Nel 2022 l’ispettorato del lavoro è intervenuto dopo segnalazioni di dipendenti francesi su irregolarità quali orari non rispettati, riposi non garantiti e supplementi notturni non corrisposti, secondo una fonte a conoscenza del dossier. Gli esiti vengono ora messi in relazione con i protocolli di sicurezza operativa del locale, per valutare eventuali pattern di non conformità.
Gli accertamenti odierni richiedono documentazione aggiornata su organigrammi, formazione obbligatoria e procedure disciplinari, oltre a evidenze di audit interni e riscontri di visite ispettive. L’analisi incrociata serve a stabilire se le prassi gestionali abbiano sistematicamente eluso gli obblighi di legge o se le criticità rilevate siano state sanate con misure correttive verificabili.
FAQ
D: Quali profili sono al centro delle verifiche?
R: Rispetto dei turni, riposi, pagamento del lavoro notturno e tracciabilità dei registri orari.
D: Perché è intervenuto l’ispettorato del lavoro nel 2022?
R: A seguito di segnalazioni di dipendenti su irregolarità contrattuali e organizzative.
D: Le ispezioni riguardano anche la sicurezza operativa?
R: Sì, i controlli incrociano prassi lavorative e protocolli di sicurezza interni.
D: Quali documenti vengono richiesti oggi?
R: Registri orari, organigrammi, attestati formativi, report di audit e verbali ispettivi.
D: Ci sono esiti definitivi sulle non conformità?
R: Al momento si valuta la persistenza o la correzione delle criticità segnalate.
D: Le irregolarità possono avere rilievo penale?
R: Dipende dall’entità e dalla reiterazione delle violazioni accertate.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento?
R: Le Matin Dimanche e SonntagsZeitung.
Gestione finanziaria e fondi Covid
Nel passato dei proprietari del locale in Crans-Montana emergono due dossier nel Vallese: un’indagine penale del 2020 legata ai fondi Covid e un intervento ispettivo del 2022. Secondo quanto riportato da Le Matin Dimanche e SonntagsZeitung, la società avrebbe ottenuto 75.500 euro di prestito Covid, pari a circa il 10% del fatturato.
Della somma, 33 mila euro sarebbero stati impiegati per acquistare una Maserati, poi rivenduta al padre di Jacques. Il procedimento è sfociato in un non luogo a procedere: i titolari hanno documentato che l’auto non era a titolo personale, ma iscritta nei conti di Le Constellation.
Gli elementi contabili e bancari sono stati ritenuti sufficienti a escludere appropriazione indebita dei finanziamenti emergenziali. Resta in esame la coerenza tra impiego dei fondi e finalità d’impresa, con attenzione alle procedure interne di autorizzazione delle spese, alla governance e ai controlli di tracciabilità.
FAQ
D: A quanto ammontava il prestito Covid?
R: 75.500 euro, circa il 10% del fatturato della società.
D: Perché è stata contestata la spesa per l’auto?
R: Per l’utilizzo di 33 mila euro dei fondi Covid per acquistare una Maserati.
D: Come si è conclusa l’indagine penale del 2020?
R: Con un non luogo a procedere, poiché l’auto risultava nei conti di Le Constellation.
D: L’auto era di proprietà personale?
R: No, è stata contabilizzata a livello societario e poi venduta al padre di Jacques.
D: Quali aspetti finanziari restano sotto osservazione?
R: Tracciabilità delle spese, governance interna e coerenza con le finalità del prestito.
D: Il caso riguarda anche il 2022?
R: Sì, con un intervento dell’ispettorato del lavoro su presunte irregolarità separate dal dossier fondi.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento?
R: Le Matin Dimanche e SonntagsZeitung.




