Crans-Montana sotto accusa dopo il nuovo incendio, emerge un inquietante precedente

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Crans-Montana, scoperta choc: c’era già stato un incendio analogo nel 2024
Nuove rivelazioni sul locale di Crans-Montana
L’inchiesta sulla strage avvenuta a Crans-Montana ha portato alla luce un episodio rimasto finora nell’ombra: durante le festività del 2024, nel bar Le Constellation si è verificato un principio d’incendio con dinamica quasi identica a quella del rogo di Capodanno 2026. La serata, tra musica e bottiglie celebrate con fontane pirotecniche da tavolo, fu segnata da fiammelle che toccarono il controsoffitto rivestito da pannelli di schiuma non ignifuga, acquistati a basso costo da Hornbach, nota catena di bricolage.
Le fiamme vennero domate in pochi istanti dal personale, senza feriti né danni rilevanti, e il caso non fu mai segnalato alle autorità. L’episodio è riemerso solo ora, grazie a una segnalazione giunta a uno dei circa 130 avvocati di parte civile e inoltrata alla Procura cantonale. Per gli inquirenti, questo dettaglio potrebbe cambiare radicalmente il quadro delle responsabilità.
Se confermato, il precedente del 2024 renderebbe difficilmente sostenibile la tesi secondo cui i gestori, Jacques e Jessica Moretti, ignorassero la pericolosità dei pannelli acustici e dei materiali utilizzati nell’arredo. Gli atti ipotizzano che i gestori fossero pienamente consapevoli del rischio d’incendio e abbiano comunque scelto di non effettuare lavori di messa in sicurezza, né di modificare le pratiche d’animazione con fuochi da tavolo.
Il rogo di Lens e le ombre sul business
Gli investigatori stanno ricostruendo una sequenza di incendi che ruotano intorno alla figura di Jacques Moretti. Nel 2023, un altro episodio aveva già destato perplessità: il pesante danneggiamento del ristorante Le Vieux Chalet a Lens, il piccolo comune montano sotto Crans dove l’imprenditore vive in una villa di quattro piani. Il locale, rilevato da poco e in precedenza noto come “Café des Amis”, fu colpito da un incendio attribuito ufficialmente a una lampada difettosa.
Testimoni sentiti dal quotidiano svizzero Blick.ch ricordano che la vecchia trattoria, pur malandata, aveva resistito per anni. Dopo l’acquisto da parte di Moretti, le fiamme e, successivamente, una ristrutturazione con ampliamento significativo hanno fatto crescere i dubbi della popolazione locale. Il portale Watson.ch ha sottolineato come il ristorante fosse aperto tutti i giorni dell’anno, circostanza ritenuta economicamente poco sostenibile per un villaggio in cui gran parte dei residenti non può permettersi cene frequenti in un locale di fascia alta.
Le carte giudiziarie indicano che l’immobile fu comprato per circa un milione di franchi nel 2023, con ipoteca da 1,3 milioni. Questo squilibrio finanziario, unito all’incendio e alla successiva valorizzazione dell’edificio, alimenta interrogativi sulla natura e sulla coerenza economica delle operazioni immobiliari riconducibili all’imprenditore, oggi al centro di un’indagine penale complessa.
Indagine a raggio esteso e domande aperte
La Procura del Cantone Vallese ha spiegato che le indagini sono “estese a tutte le persone per le quali può profilarsi una responsabilità penale”, formula che allude non solo ai gestori del locale, ma anche a possibili responsabilità istituzionali. Sotto lente finisce il ruolo del Comune, che dal 2019 non avrebbe effettuato alcun controllo sistematico sulle condizioni di sicurezza del Le Constellation, nonostante la presenza di materiali potenzialmente infiammabili e di eventi ad alto affollamento.
Un dossier definito “esplosivo”, preparato dall’avvocato Sebastien Fanti, legale di alcune famiglie delle vittime, dovrebbe arrivare a breve sul tavolo degli inquirenti. Il fascicolo conterrebbe circa cento email, video e testimonianze in grado di ricostruire i retroscena della gestione del locale e i segnali di allarme ignorati nei mesi precedenti alla tragedia. Tra i nodi più sensibili emergono le autopsie, eseguite solo in due casi, decisione che potrebbe pesare sull’iter degli indennizzi e sulle qualificazioni giuridiche del fatto.
Nel frattempo, proseguono gli interrogatori di Jacques e Jessica Moretti, mentre resta coperta dal segreto l’identità dell’imprenditore ginevrino che avrebbe versato i 400mila franchi di cauzione per la scarcerazione di Moretti dal penitenziario di Sion. La successione di roghi, le anomalie economiche e le segnalazioni rimaste senza risposta compongono un quadro che la magistratura sta cercando di tradurre in responsabilità penali precise, alla luce di standard di sicurezza che appaiono gravemente violati.
FAQ
D: Cosa è emerso di nuovo sull’episodio del 2024?
R: È stato rivelato un principio d’incendio nel bar di Crans durante le festività 2024, con dinamica simile a quella della strage del 2026.
D: Perché questo precedente è considerato così grave dagli inquirenti?
R: Perché indica che i gestori erano già stati messi di fronte al rischio concreto legato ai materiali infiammabili del controsoffitto.
D: Che ruolo hanno avuto i pannelli acustici nella propagazione delle fiamme?
R: I pannelli in schiuma non ignifuga avrebbero favorito l’innesco e la rapidissima estensione del fuoco verso il soffitto.
D: Cosa si sa dell’incendio al ristorante di Lens?
R: Il locale di Jacques Moretti fu gravemente danneggiato nel 2023, ufficialmente per una lampada difettosa, ma con molti dubbi nella comunità locale.
D: Perché l’attività a Lens desta sospetti economici?
R: Il ristorante risultava aperto tutto l’anno in un contesto con domanda limitata, sollevando interrogativi su redditività e modello di business.
D: Chi ha pagato la cauzione per Jacques Moretti?
R: La somma di 400mila franchi sarebbe stata versata da un imprenditore ginevrino, la cui identità non è stata resa pubblica.
D: Perché le autopsie sono un punto critico del fascicolo?
R: Perché ne sono state effettuate solo due, e questo potrebbe incidere su accertamento delle cause di morte e richieste di risarcimento.
D: Qual è la fonte giornalistica principale di queste rivelazioni?
R: Le informazioni provengono in gran parte da inchieste dei media svizzeri, tra cui Blick.ch e Watson.ch, citati dagli atti e dagli avvocati di parte civile.




