Crans-Montana sicurezza sotto accusa il dettaglio ignorato che sconvolge tutto

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Controlli mancati e locali affollati
Un elenco interno ottenuto dal quotidiano Le Nouvelliste getta una luce inquietante sulla sicurezza antincendio dei locali pubblici nel cantone di Vallese. Secondo i documenti, il bar Le Constellation, dove un incendio nella notte di Capodanno ha provocato vittime e feriti, è stato ispezionato l’ultima volta nel 2019. Da allora, nessun nuovo sopralluogo, nonostante la struttura continui ad attirare centinaia di persone nei fine settimana.
Una nota amministrativa fissa la successiva ispezione per la primavera del 2026, creando un buco di sette anni tra un controllo e l’altro. Un intervallo che molti esperti giudicano eccessivo per locali chiusi, spesso sovraffollati e pieni di materiali infiammabili. Il fatto che l’incendio sia esploso nel mezzo di questo “vuoto di vigilanza” alimenta oggi domande pesanti su priorità politiche, risorse tecniche e responsabilità individuali.
Nel medesimo elenco figurano altre due strutture con ultimo controllo risalente addirittura al 2017. Anche in questi casi si tratta di spazi pubblici ad alta frequentazione, con sale per eventi, bar e piccoli palchi, dove la combinazione di alcol, musica ad alto volume e vie di fuga spesso anguste rappresenta un rischio strutturale che richiede monitoraggi ravvicinati.
Alberghi dimenticati e dossier inesistenti
Il focus di Le Nouvelliste si concentra però su un hotel cittadino che appare come un vero paradosso amministrativo. L’ultimo rapporto firmato da un addetto alla sicurezza comunale risale al 2009, quasi un’era geologica fa in termini di normativa antincendio e standard edilizi. Nel frattempo l’hotel è stato ristrutturato, ha cambiato gestione e incrementato la capacità ricettiva, ma nessun documento ufficiale segnala controlli aggiornati.
La situazione si fa ancora più preoccupante osservando la lista delle strutture contrassegnate con la dicitura “no file”. Sono sedici in totale, tra ristoranti, bar, sale polivalenti e piccoli alberghi, tutti operativi da almeno un decennio. L’assenza di qualsiasi fascicolo induce a una domanda inevitabile: questi locali sono stati davvero ispezionati almeno una volta oppure non hanno mai ricevuto la visita delle autorità competenti?
Le amministrazioni locali, interpellate dal quotidiano, non forniscono una spiegazione univoca. Alcuni funzionari evocano vecchi archivi cartacei non ancora digitalizzati, altri parlano di possibili fusioni comunali e cambi di competenza che avrebbero disperso i dossier. Nessuno, però, è in grado di mostrare prove documentali di controlli regolari su tutte le strutture segnalate.
Trasparenza, responsabilità e fiducia pubblica
Per gli specialisti di sicurezza antincendio, il caso di Le Constellation e dell’hotel “dimenticato” dal 2009 non è un’anomalia isolata, ma il sintomo di un sistema sotto pressione. L’aumento delle norme, la carenza di tecnici qualificati e i tagli ai bilanci comunali hanno allungato in molti cantoni gli intervalli tra un’ispezione e l’altra. In assenza di una banca dati centralizzata e aggiornata, è difficile persino capire quante strutture siano realmente in regola.
Le associazioni di categoria chiedono ora un calendario di controlli più stringente per i locali a forte afflusso, con priorità a discoteche, bar notturni e alberghi nei centri urbani. Gli esperti di diritto amministrativo, dal canto loro, sottolineano l’urgenza di criteri chiari sulla responsabilità: quando un fascicolo manca, chi risponde? Il proprietario, il comune, il cantone o l’ente preposto ai controlli tecnici?
In gioco non ci sono solo procedure burocratiche, ma la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Ogni dossier vuoto o rapporto vecchio di oltre dieci anni alimenta l’idea che la sicurezza sia affidata più alla fortuna che a un sistema di vigilanza credibile. Per recuperare terreno, diversi cantoni stanno valutando audit indipendenti e la pubblicazione online degli esiti delle ispezioni, con l’obiettivo di rendere verificabile, e non solo dichiarata, la conformità dei locali aperti al pubblico.
FAQ
D: Perché il caso di Le Constellation è considerato emblematico?
R: Perché mostra un intervallo di sette anni tra due ispezioni in un locale molto affollato, proprio dove si è verificato un incendio mortale.
D: È normale che un hotel abbia l’ultimo rapporto di sicurezza datato 2009?
R: Non è vietato, ma per gli esperti è fortemente sconsigliato: un controllo così datato indica un sistema di vigilanza poco rigoroso.
D: Cosa significa la dicitura “no file” negli elenchi comunali?
R: Indica l’assenza di un fascicolo disponibile; non è chiaro se manchi per disordine d’archivio o per assenza totale di ispezioni.
D: Quante sono le strutture segnalate senza fascicolo?
R: Secondo i dati riportati, sarebbero sedici tra bar, ristoranti, sale eventi e piccoli alberghi.
D: Chi è formalmente responsabile dei controlli antincendio?
R: Di norma i comuni o i cantoni, tramite servizi tecnici specializzati, ma le responsabilità possono variare in base alla legislazione locale.
D: I proprietari possono chiedere ispezioni straordinarie?
R: Sì, molti regolamenti prevedono la possibilità di richiederle, soprattutto in caso di lavori, cambio gestione o aumento di capienza.
D: Come può il pubblico verificare se un locale è in regola?
R: In alcuni cantoni gli esiti dei controlli sono pubblici; in altri è necessario chiedere informazioni al comune o alla direzione del locale.
D: Qual è la principale fonte di queste rivelazioni?
R: Le informazioni provengono da documenti interni e inchieste giornalistiche pubblicate dal quotidiano svizzero Le Nouvelliste.




