Crans-Montana shock: Jessica Moretti resta libera, niente domiciliari e misteri che inquietano

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Decisione del tribunale e misure sostitutive
Crans-Montana, svolta giudiziaria: niente domiciliari per Jessica Moretti. Il Tribunale delle misure coercitive del Cantone Vallese ha optato per misure sostitutive della detenzione preventiva, accogliendo la richiesta del pubblico ministero e scartando l’ipotesi di custodia domiciliare. Secondo l’emittente RTS, la decisione ricalca il pacchetto standard previsto dalla normativa elvetica.
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Le prescrizioni imposte includono il divieto assoluto di lasciare la Svizzera e l’obbligo di consegnare tutti i documenti d’identità e di soggiorno alla procura. A ciò si aggiunge la presentazione quotidiana presso una stazione di polizia, misura finalizzata a garantire la tracciabilità dell’indagata e a prevenire ogni rischio di fuga o inquinamento probatorio.
Previsto anche il deposito di adeguate garanzie economiche, strumento cautelare volto ad assicurare il rispetto degli obblighi imposti e la disponibilità dell’indagata nei successivi passaggi procedurali. La Moretti, gestrice del bar “Le Constellation”, resta dunque in libertà vigilata, ma sottoposta a un regime stringente che sostituisce la detenzione preventiva.
Il contesto della tragedia di Capodanno a Crans-Montana
La notte di Capodanno al “Le Constellation” di Crans-Montana si è trasformata in un dramma improvviso, con il locale invaso da fumo e fiamme mentre decine di giovani tentavano di mettersi in salvo. Nelle ore successive, le immagini della sala d’ingresso con centinaia di scarpe abbandonate e giacconi sparsi hanno restituito la dimensione dello shock collettivo.
La gestione del flusso di clienti e la capienza del locale sono finite sotto la lente degli inquirenti, insieme alle procedure di sicurezza e alle vie di fuga. Secondo ricostruzioni emerse, l’ipotesi di un sovraffollamento e di scelte orientate al profitto verrà verificata per accertare eventuali responsabilità gestionali.
Il bar era co-gestito da Jessica Moretti e dal marito Jacques, e rappresentava uno dei punti di ritrovo più frequentati della località turistica del Vallese. L’inchiesta punta a chiarire dinamica, tempi dell’innesco e conformità degli standard antincendio, alla luce delle testimonianze raccolte nelle prime battute.
FAQ
- Qual è il locale coinvolto? Il bar “Le Constellation” a Crans-Montana.
- Quando è avvenuto l’incendio? Durante i festeggiamenti di Capodanno.
- Chi gestiva il locale? Jessica Moretti insieme al marito Jacques.
- Quali aspetti sono sotto indagine? Capienza, sicurezza antincendio, gestione dei flussi e vie di fuga.
- Ci sono ipotesi di sovraffollamento? L’ipotesi è al vaglio degli inquirenti, in attesa di riscontri.
- Che ruolo ha il Cantone Vallese? Coordina le attività giudiziarie e investigative sul territorio.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le informazioni sulla decisione giudiziaria sono state riportate da RTS.
Reazioni istituzionali e sviluppi dell’inchiesta
Alla Camera, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha descritto scene di devastazione all’ingresso del “Le Constellation”: centinaia di scarpe allineate, giacconi abbandonati, alcuni parzialmente bruciati, testimonianza dell’evacuazione nel panico. Ha sottolineato di aver vissuto la vicenda “da padre e nonno”, richiamando l’esigenza di rigore nelle verifiche e rispetto per le famiglie.
Fonti investigative confermano il focus su capienza, gestione dei flussi e adempimenti antincendio, con particolare attenzione all’eventuale orientamento al profitto a scapito della sicurezza. Le audizioni proseguono, così come l’analisi dei percorsi di fuga e dei dispositivi di emergenza.
Sul piano giudiziario, la procura del Cantone Vallese coordina gli approfondimenti tecnici e le perizie, mentre restano operative le misure cautelari già disposte per Jessica Moretti. Circola il tam tam su un possibile trasferimento in carcere, ma al momento non risultano provvedimenti in tal senso confermati dalle autorità.




