Crans-Montana shock: il prodotto più letale servito al Le Constellation, ecco perché la strage era prevedibile

Crans-Montana shock: il prodotto più letale servito al Le Constellation, ecco perché la strage era prevedibile

16 Gennaio 2026

Indagini sulle responsabilità e sulle menzogne sui materiali

Jacques Moretti avrebbe fornito versioni incongruenti sui materiali installati al Le Constellation. Agli inquirenti ha dichiarato di aver montato i pannelli fonoassorbenti “durante la ristrutturazione di dieci anni fa” e di aver effettuato test che escluderebbero l’innesco tramite sparklers. Ha anche ammesso di non conoscere il nome tecnico della schiuma utilizzata, definendola genericamente “schiuma acustica standard”.

Le verifiche investigative indicano invece che proprio quei pannelli avrebbero alimentato il disastro di Crans-Montana. La combustione dei materiali sospetti, verosimilmente a base di poliuretano, è ritenuta all’origine dello sprigionamento di fumi letali. La ricostruzione contrasta con l’assunto difensivo del titolare sulla presunta inidoneità degli effetti pirotecnici a propagare le fiamme.

Gli atti ipotizzano responsabilità per l’adozione o la tolleranza di materiali non certificati o non conformi in un ambiente chiuso e affollato. Gli investigatori contestano il quadro di sicurezza dichiarato, ritenendolo privo di riscontri tecnici e manutentivi. Restano da chiarire tracciabilità dei pannelli, documentazione di posa e conformità antincendio, elementi centrali per accertare omissioni, negligenze e possibili false attestazioni.

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Dinamica dell’incendio e ruolo dei pannelli fonoassorbenti

Le prime ricostruzioni indicano un innesco rapido in un locale chiuso del Le Constellation, con propagazione verticale e orizzontale favorita dai rivestimenti in schiuma acustica. L’ipotesi prevalente è che le fontanelle pirotecniche abbiano incendiato i pannelli, determinando un flashover precoce e un’immediata saturazione dell’ambiente.

La natura potenzialmente a base di poliuretano dei fonoassorbenti avrebbe accelerato la combustione, generando calore intenso e distacco di particelle incandescenti che avrebbero raggiunto soffitto e pareti. L’assenza di barriere ignifughe e di compartimentazione interna avrebbe annullato i tempi di reazione del personale e degli avventori.

Secondo gli accertamenti, la velocità di avanzamento del fuoco e la produzione istantanea di fumi densi hanno ridotto la visibilità a pochi secondi dall’innesco, rendendo inefficaci le vie di fuga. La compatibilità tra residui bruciati dei pannelli e la dinamica termica registrata dagli inquirenti rafforza il nesso causale tra rivestimenti fonoassorbenti e gravità dell’evento, smentendo le rassicurazioni iniziali sui test “non incendiabili”.

Fumi tossici e conseguenze cliniche sulle vittime

La combustione dei pannelli del Le Constellation avrebbe liberato una miscela letale di gas, tra cui monossido di carbonio e acido cianidrico, tipici della degradazione di materiali contenenti azoto come il poliuretano. In un ambiente chiuso e rapidamente saturo, l’inalazione di questi composti provoca ipossia tissutale fulminante e blocco dell’ossigenazione del sangue.

Gli specialisti segnalano che l’esposizione a gas caldi e tossici può risultare più devastante delle ustioni cutanee, con danni broncopolmonari acuti e compromissione dell’apparato respiratorio. Dati clinici riferiti indicano traumi da inalazione estesi e segni compatibili con asfissia chimica in tempi estremamente brevi.

Il dottor René Fiechter, direttore di tre centri di pneumologia, evidenzia quadri respiratori severi nei pazienti, confermati dall’Ospedale universitario di Zurigo, che ha riscontrato lesioni da gas surriscaldati e tossici. Il pattern osservato include edema delle vie aeree, broncospasmo, deficit di scambio gassoso e necessità di supporto ventilatorio avanzato.

La combinazione di CO e HCN amplifica l’effetto ipossico, riducendo l’efficacia dell’emoglobina e bloccando le catene respiratorie cellulari, con deterioramento rapido dello stato di coscienza. Le evidenze sanitarie risultano coerenti con la dinamica di saturazione dei fumi e con la natura dei rivestimenti combusti.

FAQ

  • Quali gas tossici sono stati rilevati?
    Monossido di carbonio e acido cianidrico, prodotti dalla combustione di materiali a base di poliuretano.
  • Perché i fumi sono risultati così letali?
    In ambiente chiuso hanno causato ipossia rapida e asfissia chimica, impedendo l’ossigenazione del sangue.
  • Quali lesioni hanno riportato i sopravvissuti?
    Traumi da inalazione, edema delle vie aeree, broncospasmo e compromissione dello scambio gassoso.
  • Chi ha confermato il quadro clinico?
    Il dottor René Fiechter e l’Ospedale universitario di Zurigo, con riscontri su danni respiratori gravi.
  • Il monossido di carbonio è l’unico responsabile?
    No, l’acido cianidrico ha aggravato l’ipossia cellulare con effetto sinergico.
  • Quanto rapidamente agiscono questi fumi?
    Pochi secondi in saturazione: perdita di coscienza e arresto delle funzioni vitali possono essere fulminei.
  • Qual è la fonte giornalistica citata?
    Approfondimenti e dettagli tecnici sono stati riportati dal Corriere della Sera.
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