Crans-Montana scandalo Moretti esplode: Jessica avrebbe costretto Cyane al casco e ai tavoli nel caos

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Nuovi dettagli sulla notte dell’incendio
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Crans-Montana, notte di Capodanno: emergono elementi finora non chiariti sulla sequenza che ha preceduto l’incendio costato la vita a Cyane Panine, 24 anni. La giovane, secondo i familiari, lavorava oltre ogni limite e quella sera avrebbe ricevuto istruzioni operative senza adeguate informazioni sui rischi e sulle procedure di sicurezza. Le mansioni assegnate prevedevano l’accoglienza e, successivamente, il supporto al servizio dei tavoli in una sala affollata.
Al momento del via al brindisi, le bottiglie di champagne sarebbero state corredate da scintille accese per finalità scenografiche. La dinamica ricostruita indica che la scintilla impugnata da Cyane, mentre era sollevata sulle spalle di una persona mascherata, avrebbe raggiunto il soffitto rivestito di materiale fonoassorbente altamente infiammabile. Le fiamme si sarebbero propagate in pochi istanti, trasformando il locale in un ambiente saturo di fumo e calore.
Dai primi riscontri degli atti d’indagine consultati dalla stampa, emerge che la giovane avrebbe avuto una visibilità ridotta nel momento cruciale, circostanza che avrebbe impedito una reazione tempestiva. L’innesco, legato al contatto tra le scintille e il rivestimento del soffitto, ha innescato un incendio rapido e difficilmente controllabile, con esiti fatali per la cameriera e con gravi ripercussioni sulla sicurezza degli occupanti del locale.
Testimonianze contro la versione di Jessica Moretti
Camille C., amica di Cyane Panine ed ex dipendente del locale di Crans-Montana, contesta la ricostruzione fornita da Jessica Moretti. La testimone riferisce che la proprietaria sarebbe arrivata in sala in evidente agitazione, ordinando la consegna urgente di 16 bottiglie di champagne per sopperire alla carenza di personale. Secondo il racconto, la decisione di salire sulle spalle non sarebbe stata volontaria, ma inserita in un set di istruzioni operative impartite sul momento.
Camille sostiene inoltre che l’uso di casco e maschera non fosse facoltativo: «Ce lo ha chiesto Jessica», afferma, precisando che i dispositivi avrebbero ridotto la visuale di chi li indossava. Questa versione contrasta con quella della proprietaria, che imputa a Cyane un’iniziativa personale non autorizzata.
Documenti d’indagine citati dalla stampa riportano ulteriori testimonianze convergenti, che descrivono un contesto di pressione operativa e scarsa informazione sui rischi connessi alle scintille montate sulle bottiglie. Il nodo centrale resta la catena di comando nella notte dell’incendio e la natura degli ordini impartiti, elementi che potrebbero incidere sulla valutazione delle responsabilità e sulla qualificazione dei ruoli durante il servizio.
Caschi promozionali e responsabilità dei proprietari
I caschi utilizzati durante il servizio risultano dispositivi promozionali a batteria con visiera scura, concepiti per creare un effetto scenico ma non per operazioni in ambienti con fiamme libere o fonti di calore. Secondo gli atti d’indagine, la visibilità di Cyane Panine sarebbe stata compromessa, riducendo la percezione delle scintille dirette verso il soffitto fonoassorbente.
Jessica Moretti ha riconosciuto l’uso dei caschi come parte di iniziative promozionali ricorrenti del locale di Crans-Montana, pur sostenendo che la salita sulle spalle fosse iniziativa autonoma della cameriera. Testimonianze convergenti indicano invece indicazioni operative impartite in urgenza, con l’ordine di servire 16 bottiglie corredate da scintille.
L’inchiesta ipotizza profili di responsabilità nella gestione del rischio: scelta di accessori scenografici potenzialmente limitanti la visuale; assenza di misure di mitigazione per le scintille in prossimità di materiali altamente infiammabili; e carenze nella formazione del personale sulle procedure di sicurezza. I proprietari risultano indagati anche per omicidio colposo; Jessica Moretti è sotto controllo con braccialetto elettronico, ferma restando la presunzione di innocenza.
FAQ
- Quali dispositivi indossavano i camerieri?
Caschi promozionali a batteria con visiera scura e maschere, usati per effetto scenico. - Perché i caschi sono rilevanti per l’indagine?
Avrebbero ridotto la visibilità, incidendo sulla capacità di evitare le scintille dirette al soffitto. - Chi ha disposto l’uso dei caschi?
Secondo testimonianze, l’ordine sarebbe arrivato da Jessica Moretti; la proprietaria contesta questa versione. - Qual è l’ipotesi di reato a carico dei proprietari?
Tra le ipotesi, omicidio colposo e violazioni nella gestione della sicurezza. - Cosa ha provocato l’innesco dell’incendio?
Il contatto delle scintille con il soffitto fonoassorbente altamente infiammabile. - La presunzione di innocenza è rispettata?
Sì, Jessica Moretti è indagata e monitorata con braccialetto elettronico, senza condanna definitiva. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Elementi dell’inchiesta sono stati riportati dal Corriere della Sera.




